Secondo il capitano Sandford, avrebbero tirato con mortai

Militari Gb: a Bassora gli iracheni sparano ai civili
Preso di mira un migliaio di civili in attesa di passare un ponte per uscire dalla città. Non ci sarebbero però vittime

BASSORA – Fonti militari britanniche hanno affermato oggi che paramilitari iracheni hanno aperto il fuoco con mortai contro una folla di civili in fuga da Bassora, in Iraq meridionale, ferendo alcune persone. Secondo il capitano Robert Sandford, della 7/a brigata corazzata, gli iracheni hanno attaccato un gruppo di un migliaio di civili in attesa di passare un ponte che porta fuori dalla città. read more

Rumsfeld: «Nessun cambio di strategia. Era già tutto previsto»

«Entro un mese altri 100 mila soldati nel Golfo»
Il Pentagono annuncia i rinforzi in Iraq: un’avanguardia è già partita per una destinazione sconosciuta della regione

WASHINGTON – Si cambia strategia. Tramontata definitivamente l’idea di una guerra veloce e «leggera» (quanto a numero di uomini e mezzi impegnati), la svolta del dopo vertice Bush-Blair sembra indicare la via di una escalation militare, che porterà in breve tempo a un consistente aumento del contingente militare in Iraq. La Casa Bianca decide di accontentare i generali, preoccupati delle difficoltà operative incontrate nella prima settimana di guerra, e dà il via libera e all’invio di nuove forze militari in Iraq. Il Pentagono comunica che entro un mese saranno dislocati nel Golfo altri 100 mila soldati americani, oltre ai 20mila della Quarta divisione di fanteria già in partenza. Una prima avanguardia di questo reparto poche ore fa ha lasciato gli Stati Uniti per una imprecisata destinazione della regione. Oltre ai fanti della Quarta divisione sarebbero già pronti a partire per il Golfo 100 mila uomini delle forze di terra. read more

Conferenza stampa del ministro della Difesa iracheno

«Bagdad sarà circondata entro dieci giorni»
Secondo Sultan Hachem Hamed le truppe angloamericane saranno presto in posizione. «Ma la capitale è imprendibile»

BAGDAD – È molto probabile che le truppe angloamericane arrivino a circondare Bagdad tra cinque-dieci giorni. Lo ha detto il ministro della Difesa iracheno Sultan Hachem Hamed in una conferenza stampa nella capitale irachena. Il ministro della Difesa iracheno ha aggiunto che Bagdad è comunque «imprendibile». Al momento, secondo quanto ha affermato, gli angloamericani sono a 140 chilometri dalla capitale. read more

Il ministro della Difesa britannico: «Abbiamo le prove»

Hoon: «L’Iraq pronto a usare armi chimiche»
«I nostri soldati hanno fatto scoperte significative». «Non ci fermeremo fino a che Saddam non avrà abbandonato il potere»

LONDRA – L’Iraq è pronto a usare armi chimiche e batteriologiche. Ne è certo il ministro della Difesa britannico Geoff Hoon, secondo cui gli alleati «hanno prove del fatto che gli iracheni sono disposti a usare armi di sterminio». A dare ulteriormente corpo a un sospetto che gli angloamericani hanno avuto fin dalla preparazione dell’invasione è stato il ritrovamento ieri, vicino a Nassiriya, di tremila tute di protezione da agenti chimici. Per Londra non è una prova «decisiva», ma certo «significativa» delle intenzioni di Saddam Hussein. Il ministro ha inoltre messo in dubbio che a causare la morte di 15 persone al mercato di Bagdad sia stato un missile degli Alleati, sottolineando che il mercato «non è mai stato un obiettivo». read more

Sarebbero centinaia i morti nell’area vicino a Kirkuk

Bbc: truppe irachene massacrano civili curdi
Secondo la tv britannica le truppe di Bagdad in ritirata avrebbero trucidato gli abitanti di un villaggio nella zona
KIRKUK (IRAQ) – Le forze del regime iracheno, mentre si ritiravano da Kirkuk, avrebbero massacrato centinaia di civili in una piccola comunità situata nella zona della città del nord, nel Kurdistan iracheno. Lo ha riferito un inviato della Bbc.

Appartengono alla divisione di stanza alla caserma di Vicenza

Mille paracadutisti Usa aprono il fronte nel Nord
Sono uomini delle forze speciali, atterrati in territorio curdo. Cargo americani atterrano 150 chilometri più a nord

KUWAIT CITY – Si sta per aprire in modo deciso anche il fronte nord della guerra in Iraq. Mille paracadutisti americani si sono lanciati in una zona del Kurdistan, nell’Iraq settentrionale in località Harir, dove si trova una pista di atterraggio che servirà come testa di ponte per aprire il fronte del Nord. Si tratta di uomini delle forze speciali cheappartengono alla 173esima divisione aerotrasportata, riattivata nel giugno del 2000, normalmente di stanza alla caserma Ederle a Vicenza. Proprio l’altro giorno il ministro degli Esteri, Franco Frattini, era stato sollecitato dall’opposizione a render conto delle indiscrezioni in merito a paracadutisti americani in partenza da basi italiane per l’Iraq. Quello odierno nel Nord dell’Iraq è stato uno dei più massicci lanci di paracadutisti americani nella storia recente. Nei piani di guerra originari, l’avamposto sarebbe dovuto essere aperto dalla Quarta divisione di fanteria, scendendo sull’Iraq, via terra, dalla Turchia. Ma il parlamento turco ha negato agli Usa l’uso delle sue basi per l’invasione. La pista dovrebbe servire per far arrivare altre truppe, carri armati e blindati, come confermato dal comando alleato in Qatar, che parla di un “massiccio flusso” di forze americane in arrivo attraverso quel canale.
Numerosi aerei cargo militari americani sono infatti atterrati la mattina di giovedì prima dell’alba nella località di Bakrajo, 150 km
a nord della regione in cui si trova l’aeroporto di Harir, nel quale la notte scorsa sono stati paracadutati in soldati Usa. Tale pista è stata attivata dagli uomini della filoamericana Unione patriottica del Kurdistan (Upk). read more

Da Bagdad è uscita una divisione della Guardia Repubblicana

A Bassora distrutta colonna irachena
Un centinaio di mezzi corrazzati, usciti dalla città, sono stati attaccati dall’aviazione angloamericana

BAGDAD – Le forze angloamericane hanno distrutto gran parte della colonna di carri armati e blindati iracheni che cercava di lasciare Bassora. La notizia è stata riferita da una fonte militare britannica che, parlando al Comando centrale anglo-americano in Qatar, ha detto che le notizie sulla battaglia indicano che «buona parte della colonna è stata respinta e distrutta».
Il convoglio iracheno – circa 100 veicoli – è stato attaccato da aerei da guerra Usa e britannici e dall’artiglieria mentre si dirigeva a sud di Bassora. Un giornalista televisivo che si trova coi marines britannici a sud di Bassora ha riferito che c’è stata confusione per stabilire se il convoglio rappresentasse una controffensiva o si stesse ritirando, forse a causa dalla rivolta che avrebbe avuto luogo in città contro il regime del presidente Saddam Hussein.
Bassora, la seconda città del paese, continua ad essere assediata dalle truppe britanniche, che non sono riuscite ad imporvi il proprio controllo a causa di focolai di resistenza che continuano a creare problemi agli occupanti. read more

Bassora: cambiata strategia, la città diventa obiettivo militare

I marines Usa passano i ponti sull’Eufrate
Conquistato il guado di Nassiriya. Ancora scontri con la Guardia repubblicana a difesa della capitale
BAGDAD (IRAQ) – L’obiettivo è puntare decisi verso Bagdad. I marine americani hanno passato oggi l’Eufrate a Nassiriya, in Iraq meridionale e avanzano ora verso nord. Dopo aver combattuto a lungo per controlare il nodo strategico di Nassiriya. Mentre si combatte ancora a Bassora, Umm Qasr e nel nord del Paese. read more

La tattica utilizzata da Saddam fu inventata da Ho Chi Minh

A balzi verso la capitale ma il raìs imita i vietcong
La partita si gioca intorno a Bagdad: gli Usa puntano a isolare le élite militari. Guerra asimmetrica: l’ultima volta in Somalia
di GIANNI RIOTTA

NEW YORK – Le avanguardie delle truppe angloamericane sono a poche decine di chilometri da Bagdad, la capitale irachena. Dal Kuwait una lunga colonna di uomini e mezzi corazzati si stende nel deserto mentre infuriano i combattimenti per liberare Bassora, dove dovrebbero entrare per primi gli inglesi. Più a Nord si combatte a Nassiriya, dove un agguato di fedayn e «martiri di Saddam», truppe irregolari, ha ucciso domenica dieci soldati catturandone una quindicina. A Kerbala, 100 chilometri da Bagdad, un vespaio di armi da fuoco di calibro modesto ha abbattuto ieri due elicotteri Apaches. Un equipaggio è stato salvato, due piloti sono invece prigionieri. Il generale americano Tommy Franks dice che la guerra procede «secondo i piani». read more

Gli esiti della guerra dipendono dalla rapidità dell’avanzata

Bagdad, conto alla rovescia per la battaglia finale
Primi raid aerei contro le difese irachene. Gli alleati corrono verso la capitale per conquistarla e decapitare il regime

WASHINGTON – Le avanguardie delle forze angloamericane si avvicinano a grandi passi verso l’obiettivo strategico di questa guerra: Bagdad. Ora si troverebbero a soli cento chilometri dalla città più importante dell’Iraq, a 48 ore dunque dal raggiungerla. È dunque iniziata quella che si preannuncia come la fase più difficile della campagna militare dopo i primi giorni che hanno comunque impegnato duramente le forze alleate nel sud del Paese con continue imboscate, battaglie e perdite di uomini e mezzi. Blair è apparso deciso in Parlamento: è vitale per noi, ha detto il premier britannico, arrivare in fretta a Bagdad. Per fare crollare il regime e quindi riuscire a ottenere quello che finora è accaduto solo in parte: la resa degli iracheni. Gli ha fatto eco dal Qatar il generale Tommy Franks, comandante in capo delle forze angloamericane, che si è mostrato ottimsita: «E’ dura, lo sapevamo, ma raggiungeremo i nostro obiettivi», ha detto. read more