Dipendenza da VideoGame
La prima conferma sperimentale è che giocare di continuo provoca anche una dipendenza fisica. Con le dovute proporzioni, dicono gli scienziati, i meccanismi ricordano da vicino quelli innestati da numerosi stupefacenti, dove l'esperienza deviante diventa il primo cardine della successiva dipendenza chimica. "Abbiamo già numerosi pazienti e famiglie che ci chiedono aiuto", ha dichiarato Sabine Grüsser, ricercatrice presso l'Università tedesca.
Nelle persone che stanno per cadere nella dipendenza è come se scattasse un meccanismo di associazione fra il reale e il gioco. Oggetti o immagini che normalmente non provocano alcun tipo di reazione, iniziano a stimolare sensazioni e pensieri legati al gioco. Un po' come accadrebbe ad un consumatore di crack, ha spiegato Grüsser, che dà un valore particolare, o associa una sensazione, al luogo dove abitualmente consuma quella sostanza o a fatti ed elementi che glielo ricordano. Anche una volta uscito dal "tunnel" - afferma la ricercatrice tedesca - il contatto con questi ambienti sarà sempre in grado di riaccendere il desiderio deviante.
[ Via: Punto-informatico.it ]
La prima conferma sperimentale è che giocare di continuo provoca anche una dipendenza fisica. Con le dovute proporzioni, dicono gli scienziati, i meccanismi ricordano da vicino quelli innestati da numerosi stupefacenti, dove l'esperienza deviante diventa il primo cardine della successiva dipendenza chimica. "Abbiamo già numerosi pazienti e famiglie che ci chiedono aiuto", ha dichiarato Sabine Grüsser, ricercatrice presso l'Università tedesca.
Nelle persone che stanno per cadere nella dipendenza è come se scattasse un meccanismo di associazione fra il reale e il gioco. Oggetti o immagini che normalmente non provocano alcun tipo di reazione, iniziano a stimolare sensazioni e pensieri legati al gioco. Un po' come accadrebbe ad un consumatore di crack, ha spiegato Grüsser, che dà un valore particolare, o associa una sensazione, al luogo dove abitualmente consuma quella sostanza o a fatti ed elementi che glielo ricordano. Anche una volta uscito dal "tunnel" - afferma la ricercatrice tedesca - il contatto con questi ambienti sarà sempre in grado di riaccendere il desiderio deviante.
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