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12.29.2005 

Schwarzy: ritito il diritto di usare il mio nome per lo stadio della città


Il ragazzo d'oro è diventato «Arnold il barbaro», e adesso la sua città lo vuole espellere. Il sasso l'hanno lanciato i Verdi: «Schwarzenegger si è squalificato moralmente. E la legge dice che non può essere cittadino austriaco chi danneggia gravemente l'immagine del Paese».
Adesso vogliono presentare al consiglio nazionale la richiesta di levargliela, quella cittadinanza che non si merita più. Come primo passo volevano levare il nome dallo stadio. E poiché in comune fanno maggioranza con i socialdemocratici e i comunisti, la decisione era scontata.

Il sindaco - eletto dal partito popolare - poteva fare ben poco, se non ricordare che il danno d'immagine sarebbe costato «centinaia di milioni di euro» per tutti i mancati pellegrinaggi sulle tracce di Arnie e del suo sudore di body builder, in quel piccolo museo di Graz dove sono conservate le macchine su cui faceva crescere i suoi spettacolari muscoli. Ma Arnie - «la quercia
della Stiria», come lo chiamano nella sua valle - è stato più lesto di tutti.

Mentre ancora il comune si dilaniava sulla decisione lui scriveva al sindaco una lettera pepata: «Per evitare ai tanto responsabili politici di Graz nuovi motivi di turbamento, ritiro immediatamente il diritto di usare il mio nome per lo stadio della città. Mi aspetto che la scritta
venga tolta entro la fine del 2005 e il mio nome non venga mai più usato per promuovere l'immagine di Graz».

Poscritto: l'anello che mi avete donato nel 1999 è già in viaggio per l'Austria. «Era stato un bel giorno, quando me l'avete dato nel municipio di Graz. Ma ora quei tempi sono passati». Dopo la sbornia delle belle dichiarazioni, il mal di testa tra i politici è fortissimo. Il sindaco è sconsolato. E' un buon cristiano, un dichiarato oppositore della pena di morte, ma deve far quadrare i conti del suo comune.

E come ci riuscirà, senza l'aiuto di Schwarzy? Così si sbraccia a dichiarare a tutti i giornali che «l'ottanta per cento della popolazione è con me». E ha scritto al caro Arnie una lettera in cui gli chiede di ripensarci: «Io sto dalla parte di un amico e di un grande concittadino anche quando c'è un contrasto: io non getto il suo nome nel fango». Intanto, però, ha dovuto tirar giù le ventisette lettere. L'ha fatto di notte, per evitare che qualcuno le pestasse per disprezzo.

E adesso si rigira fra le mani quella lettera che finisce con «cari saluti, tornerò a Graz appena ne avrò il tempo, Arnold Schwarzenegger». Ma teme che non arriverà mai più quella telefonata intercontinentale che tanto lo inorgogliva: «I'll be back», arrivo.

Via | Lastampa.it

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