No, questo non è un post per appoggiare l’ennesima quanto inutile petizione online.

A dare il colpo finale alla credibilità di questo genere di iniziative è il grossolano errore che è possibile leggere nel testo della petizione stessa.

“Vittorio Emanuele di Savoia, 70 anni, figlio di Vittorio Emanuele III, ultimo re d’Italia dal 1900 al 1946, reclama 170 milioni di euro”

Forse chi ha scritto queste righe non sa di cosa parla, forse perchè a scuola non si riesce ad arrivare alla fine del “programma”.

Ebbene, bastava fare un minimo di ricerca, anche su Wikipedia, ma sono cose talmente note che il link è volutamente generico. In ogni modo:

  • L’ultimo sovrano Italiano non è Vittorio Emanuele III ma Umberto II di Savoia.
  • Vittorio Emanuele di Savoia è figlio di Umberto II
  • Ecco però un aspetto curioso della vicenda Savoia, che forse non tutti conoscono.

    La “successione al trono” (comunque priva di valore legale) di Vittorio Emanuele di Savoia è questione controversa e alcuni ritengono che si debba considerare il cugino Amedeo di Savoia Aosta il vero capo del casato. Da anni, infatti, sul punto si è aperta una disputa tra le varie famiglie nobili italiane. I pareri contrari si fondano sul matrimonio con Marina Ricolfi Doria (non nobile) mai riconosciuto da suo padre, Umberto II. Queste famiglie riconoscono come capo del casato Amedeo di Savoia, sposato con una principessa d’Orléans (matrimonio annullato dalla Sacra Rota nel 1987), e, per taluni, più consono a rappresentare la famiglia.

    Questo ci porta alla conclusione che se anche i Savoia avessero ragione a chiedere i danni, Vittorio Emanuele e il figlio Emanuele Filiberto potrebbero non essere le persone alle quali lo Stato Italiano dovrebbe liquidare la cifra richiesta. In secondo luogo, probabilmente se la discendenza spettasse a Amedeo di Savoia Aosta anche il calcolo dei danni potrebbe essere diverso.

    La mia modesta opinione, come già scritto, è che nel caso in cui fosse riconosciuto il danno ai Savoia, lo Stato dovrebbe far causa ai Savoia per i danni che hanno procurato agli italiani.