El Magnan canzone milanese

Nanni Svampa – Donne donne (El magnàn) – Antologia della canzone lombarda – 1970

Donne donne gh’è chì el magnano
Ch’ el gh’ha voeuja de lavorà
E se gh’avì on quaicòss de faa giustà
Tosann Gh’è chi el magnan
Ch’ el gh’ha voeuja de lavorà.

Salta foeura ona sposòtta
Cont in man ‘na pignatta ròtta:
e se me la giustì, propi de galantòm
mi si ve la daria de nascòst del mè òmm.

El marito, apos a l’uscio
El gh’aveva sentito tutto
El salta foeura, cont on tarèll in man
E pim e pum e pam su la crapa del magnan.

El magnano el dis nagòtta
E’l va via con la crapa ròtta
Senza ciamà dottor né avocatt
El sé stagnà la crapa al pòst di so pignatt,

Senza ciamà dottor né avocatt
El sé stagnà la crapa al pòst di so pignatt.

Le donne

Aforismi di Oscar Wilde

  • Che sciocchezza parlare di matrimoni felici; un uomo puo’ essere felice con qualsiasi donna, purche’ non la ami veramente.
  • L’unico modo di trattare una donna e’ di farle la corte, se e’ carina, e di farla a un’altra, se e’ brutta.
  • Le donne ci amano per i nostri difetti. Se ne abbiamo abbastanza, ci perdonano tutto, anche la nostra intelligenza.
  • Le donne non sanno mai quando si cala il sipario. Vogliono sempre un sesto atto e, proprio quando l’interesse dello spettacolo è svanito del tutto, propongono di continuarlo.
  • Le donne non sono mai disarmate dai complimenti, gli uomini lo sono sempre: questa è la differenza tra i due sessi.

Tutto sulla Corea del Nord

La Repubblica Democratica Popolare di Corea si presenta come uno Stato multipartitico governato sotto la guida del Partito del Lavoro di Corea, guidato secondo l’ideologia politica della Juche], ovverosia dell’autosufficienza.

La Corea del Nord è uno Stato socialista segnato da una politica per certi versi di stampo stalinista, e per tale ragione vive oggi costantemente isolato dalla comunità internazionale. Viene utilizzata la pianificazione centrale per organizzare le proprie politiche economiche e sociali. Le sue prese di posizioni ideologiche su questioni come il ruolo delle masse, quello degli intellettuali e il fervore rivoluzionario segnano la differenza fondamentale tra il regime nordcoreano, l’Unione Sovietica di Stalin o la Cina maoista. Secondo Amnesty International è uno dei paesi con la peggiore situazione riguardo i diritti umani e le libertà fondamentali.

La farsa del voto italiano all’estero

Sul blog “La ragioni.it”, espressioni del mensile di Emanuele Macaluso Le ragioni del socialismo, così Enrico Antonioni descrive il sistema di voto: «Il voto per posta, previsto per gli italiani all’estero in occasione delle elezioni per il Parlamento, non assicura né la segretezza, né l’unicità, né la libertà di voto. Infatti nessuno vieta che una volta ricevuti i plichi con le schede possano essere organizzati riunioni di famiglia, di condominio, di quartiere o di clan per la votazione collettiva delle schede. Riunioni alle quali, in moltissime circostanze, molti elettori non avrebbero la forza di sottrarsi. O peggio ancora, nessuno è in grado di impedire che clan malavitosi (dotati di argomenti “molto persuasivi”) possano passare a raccogliere i plichi o di documenti che occorrono e poi provvedere a esprimere il consenso per chi è più utile alle loro attività criminali». Proseguiamo la lettura del diario dei due malavitosi inviati in Germania a raccogliere voti per Di Girolamo: «Ogni giorno noi facciamo 400, 500 chilometri in macchina. Perché qui la realtà è suddivisa, frazionata in tutti i paesini, gli italiani stanno… Adesso siamo andati al Nord, mo’ stiamo a ritorna’ al Sud, poi andiamo a Ovest, poi torniamo a Est… Stanno scendendo da tutta la provincia di Stoccarda, stanno venendo da Francoforte. Abbiamo fatto un punto di raccolta qui al club dell’Inter…». Di Girolamo si congratula con il boss dicendogli: «Abbiamo fatto un’operazione strepitosa» e aggiunge: «Il più grosso risultato che il centrodestra abbia avuto, sono stato eletto con 24mila voti. Un plebiscito».

Non è purtroppo un caso isolato. In qualunque parte del mondo si sia votato sono state segnalate irregolarità, candidati fantasma eletti a sorpresa, voti in soprannumero, intromissione di mafie e società criminali. La legge sul voto degli italiani all’estero è abbastanza giovane. Fu approvata nel dicembre del 2001 e promulgata a febbraio dell’anno dopo. È stato il frutto di una lunga battaglia che ebbe come suo alfiere il senatore ex missino Mirko Tremaglia ma che alla fine conquistò quasi l’intero Parlamento. Vennero create le circoscrizioni estere. Si stabilì una modalità di voto abbastanza eccentrica perché per posta i cittadini italiani ricevevano il certificato e spedivano, sempre per posta, il proprio voto. A differenza della legge vigente in Italia, si esprimeva il voto di preferenza che mobilitò immediatamente i clan. Nessuno sollevò dubbi di costituzionalità su un meccanismo di voto che con tutta evidenza contraddiceva alle regole elementari di segretezza e non metteva a riparo da brogli di vario tipo. Tutti i cittadini che possedevano un passaporto italiano, anche se privi di rapporti con la madrepatria, potevano esercitare il diritto di voto e influire sul governo del Paese. I figli di Lula, presidente del Brasile, dalla madre italiana, pur conoscendo neppure la lingua del nostro Paese, hanno ricevuto il diritto di esprimere il voto per definire il nostro quadro politico.

Questo blocco di voti si rivelò immediatamente decisivo per creare o far cadere maggioranze, basti pensare al caso del senatore Luigi Pallaro che fece dannare il governo Prodi. Immediatamente fiutò l’affare l’ex dipietrista e poi forzista senatore Sergio De Gregorio che fondò con Di Girolamo l’associazione “Italiani nel mondo” per dare continuità a questa operazione di rastrellamento di consensi dei nostri concittadini all’estero.

Se le intenzioni del legislatore erano buone, il risultato è stato pessimo. I parlamentari delle circoscrizioni estere non si sono rivelati, malgrado la buona volontà di molti di loro, un punto di raccordo effettivo fra le nostre comunità e la madrepatria. Né si è mai capito il senso di questa estensione del diritto di voto. Spesso parliamo di concittadini che sono all’estero da una vita, o che sono nati in Paesi stranieri che svolgono laggiù la loro vita e nulla conoscono delle dinamiche politiche italiane. È del tutto evidente che diventano così preda di associazioni particolarmente aggressive, spesso create ad hoc, e in alcuni casi anche di clan malavitosi. Viviamo in un Paese che non riconosce il diritto al voto a cittadini che pur essendo nati altrove risiedono da tantissimo tempo nelle nostre città e affidiamo il formarsi delle maggioranze parlamentari a degli estranei che spesso neppure parlano la nostra lingua ma hanno lontane ascendenze italiane.

Forse è arrivato il momento di riconoscere che la riforma è fallita, non solo perché è stata una riforma fatta male, ma perché rispondeva male a una domanda di vicinanza fra l’Italia e le comunità di italiani all’estero. Forse bisogna fare di più, mandare più cultura piuttosto che affidare il compito di rappresentanza dell’Italia al “sor Giovanni” della cosca malavitosa di un paesino della Calabria in grado di far eleggere un senatore che poi finisce nei faldoni di un palazzo di giustizia.

Peppino Calderola

Cos è un “trani”?

Nella prima meta’ dell’ 800 il termine ristorante era pressoche’ sconosciuto a Milano, usati invece quelli di osteria e trattoria. Quest’ ultima dava anche da mangiare ed era un gradino piu’ in su della prima la quale aveva una concorrente nella bottega del vino o bettola che dir si voglia. Piu’ tardi con l’ arrivo dei robusti vini meridionali di Trani e Barletta si ebbero i Trani.

Da Agenda Milano.

Intelligenza artificiale

http://y.20q.net/ Pensa a un oggetto e l’intelligenza artificiale cercherà di indovinarlo ponendoti delle semplici domande. L’oggetto che puoi pensare deve essere qualcosa che quasi tutti conoscono, ma non una persona, un luogo o una cosa specifica.

Clicca sul punto interrogativo ? visualizzato nell’angolo in alto a destra per avere un aiuto.
E’ il Animale, Ortaggio, Minerale, Altro, o Non so?