Future Technologies Workshop Live @ Our Future Mobility Now


La prima parte del workshop ha visto come protagonista Jason Johnson, Ford User Interface Design Engineer, una nostra vecchia conoscenza. Avevamo parlato proprio con lui in occasione della prova della Ford Focus a Madrid, e del quale riproponiamo il video a fondo post. E’ stata allora l’occasione per proporgli alcune osservazioni che avevamo letto nei commenti ai post.

Jason, i nostri lettori dicono che le informazioni fornite dal sistema sono interessanti, ma c’è qualcuno che vuole guidare senza essere bombardato di dati. Come vi ponete di fronte ad una obiezione del genere?
Si sappiamo che esistono persone che la pensano in questo modo. Noi cerchiamo di trovare soluzioni che possano accontentare tutti, dai più tecnologici a quelli che sono meno interessati all’argomento. E’ una possibilità in più che diamo. Ma anche all’interno del primo gruppo ci sono differenze: c’è chi ad esempio usa più le funzioni telefoniche ed altri che utilizzano maggiormente quelle legate agli iPod. Altri ancora desiderano avere informazioni sul consumo o sulla media di velocità. In ogni caso se c’è una necessità, cerchiamo di fare in modo che nel nostro sistema sia presente la funzione desiderata.

Non credi che a questo punto si potrebbe pensare a display personalizzabili, in modo da avere subito ciò che si usa maggiormente?
Certo, l’idea è ottima. Credo che la nostra sfida per il futuro potrebbe essere proprio questa.

Ringraziando Jason, è il turno di Christophe Novotny di Volvo. Christophe ci parla di come cambieranno le informazioni che usiamo in automobile. Passiamo da un tipo di comunicazione ad una direzione sola, in ingresso come la radio, ad una comunicazione interattiva, come accade ora abitualmente con gli smartphone.

Negli utili dieci anni le informazioni sono state usate comunque a “scatola chiusa”: inserivamo un indirizzo ed il navigatore ci proponeva la strada migliore. Cosa accadrebbe invece se la destinazione arrivasse da una terza persona, che ci dice dov’è in quel momento, oppure che c’è qualcosa di interessante in quel determinato punto? Si tratta di un piccolo passo avanti: passiamo da un circuito chiuso ad uno aperto. Sul fronte dell’infotaiment, è già possibile ascoltare in streaming qualsiasi radio del mondo, così come sentire la musica memorizzata in un “cloud service”. Allo stesso modo è possibile inserire nei sistemi automobilistici applicazioni per una corretta diagnosi della vettura e, volendo, prenotare il prossimo tagliando presso l’officina più vicina o quella di fiducia. Si tratta di piccoli esempi, ma che ci fanno capire come possa essere utilizzata l’interattività.

Arriviamo quindi ad un punto chiave per la casa Svedese: la connettività può aiutare la sicurezza? L’attenzione deve sempre essere sulla guida, per questo motivo alcune funzioni non saranno disponibili durante il movimento. Non si tratta però solo di evitare le distrazioni, Volvo vuole fare in modo che vengano eliminate tutte quelle situazioni che possono compromettere la guida (addormentarsi al volante ad esempio) ed arrivare addirittura ad una riduzione della velocità prima del possibile impatto. Connettendo le auto tra loro sarà possibile individuare ad esempio code improvvise, oppure segnalare un fondo viscido.

E la privacy? Si tratta comunque di informazioni che riguardano la sfera personale, anche se raccolti e diffusi in forma anonima. L’importante è che ogni genere di uso di dati personali sia “volontario” e non “imposto”. Un po’ come accade per alcuni sistemi di sicurezza come l’ESP, sarà sempre possibile disattivarli. Tutto questo perchè la tecnologia non deve comunque appropriarsi delle nostre vite.

Future Technologies Workshop Live @ Our Future Mobility Now é stato pubblicato su Autoblog.it alle 17:58 di mercoledì 22 giugno 2011.

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