A Borghetto di Valeggio sul Mincio su uno spider d’epoca

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Borghetto Valeggio sul Mincio

“Il Laureato”, 1967, scena finale: Dustin Hoffmann raggiunge la chiesa in cui si sta celebrando il matrimonio a bordo di un Duetto Alfa Romeo. Vento nei capelli e come colonna sonora “Mrs Robinson” che si mescola al rombo del motore.

E’ possibile rivivere emozioni simili? Grazie a Smartbox, che l’ha inserita nelle proposte del proprio cofanetto regalo “Motori Accesi“, abbiamo scoperto l’unico noleggio di spider d’epoca del nord Italia. Slow Drive ha sede a Padenghe, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Un autonoleggio fuori dal comune non solo per il parco macchine, ma anche per la filosofia che lo contraddistingue. Seguendo la strada tracciata dello slow food, anche una spider d’epoca può ambire ad essere uno di quei piaceri da gustare curva dopo curva. Il nome è chiaro: Slow Drive non insegue il mito della velocità ma ci fa scoprire un mondo che la “normale” automobile nasconde.

E’ il mondo suggestivo delle colline del Garda e di quello meno conosciuto del Parco del Mincio. Paesaggi forse noti ai motociclisti, che del piacere di guida in collina e su strade non perfettamente dritte sono maestri. Luoghi dove è facile trovare agriturismi e ristoranti tipici lontani, almeno nel pensiero, alle zone rivierasche più affollate. Meta della nostra gita a bordo di un’Alfa decapottabile del 1969 è Borghetto di Valeggio sul Mincio. Una zona particolare questa, oggetto di antiche battaglie e sanguinose dispute culminate con le campagne Napoleoniche.

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A Borghetto la provincia di Verona si allarga ad ovest oltre il Mincio, quasi ad occupare una parte di territorio lombardo. Entrando proprio da ovest veniamo sorprendentemente accolti da un ponte turrito con merli medievali: un ingresso che potremmo definire “trionfale”. Il piccolo borgo è un gioiellino che si fonda sull’antica diga voluta da Gian Galeazzo Sforza sul finire del XIV secolo. Tutto sembra di dimensioni minime, molto curato in alcuni punti e trascurato in altri, con un contrasto da sembrare voluto, come una di quelle rappresentazioni dell’Italia costruite a tavolino per i parchi di divertimento americani. C’è l’antica torre merlata, il mulino in disuso, la porta con la tenda a fiori, oltre all’immancabile gelateria ed al Santo protettore. La minuscola piazzetta è l’ideale per fermarsi a sorseggiare un aperitivo, avendo il Mincio che scorre placido a pochi metri. Siamo fortunati, la giornata è tranquilla così come sembra procedere la vita in questo piccolo scorcio di Italia da cartolina.

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Parlavamo di auto: abbiamo avuto la possibilità di provare il Duetto comunemente chiamato “Osso di seppia”, esattamente quello del film con Dustin Hoffman, le cui scene potete trovare nel finale del post. Auto mitica, da trattare con cura ma nello stesso tempo da “domare”. Una posizione ed stile di guida lontano dalle auto di tutti i giorni, con lo sterzo diretto, freni che rispondono in ritardo e una facilità alla “grattata” disarmante, almeno nei primi momenti. Strumentazione imprecisa, comandi di frecce e fanali di una delicatezza estrema. Detto così potrebbe sembrare il peggio dell’automobilismo come lo conosciamo ora. Eppure… sentire all’accensione il rombo del 1600 Alfa, le vibrazioni trasmesse su tutto il corpo… C’è qualcosa di primitivo ma nello stesso tempo eccitante. Così come sentire il vento e l’aria, con tutti gli odori tipici delle campagne. E’ questo l’automobilismo delle generazioni che ci hanno preceduto? Qualcosa di molto simile al motociclismo, dove la strada è molto più vicina al guidatore. Scalare le marce e fare qualche ripresa con il Duetto è qualcosa di elettrizzante. Spingere a fondo solo per gustare il fragore dello scarico, scoprendo di viaggiare a ben 80 km/h…. E’ questo il segreto di Slow Drive?

Lo chiediamo anche a chi sta provando le altre auto. Insieme a noi ci sono un altro paio di Duetto, una Triumph Spitfire MK II ed una Spitfire 1500, una Fiat 1500 Cabriolet ma anche le immancabili Wv Maggiolino ed una 500 L. Raccogliamo più o meno gli stessi pareri, anche da parte di chi non è esattamente un amante delle quattro ruote.

Come ogni “gioco”, anche l’avventura sul Duetto sembra essere durata poco ed è con rammarico che riconsegnamo le chiavi. Si tratta probabilmente dello stesso pensiero di chi effettua percorsi ben più lunghi ma, in fin dei conti, il bello è anche questo.

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A Borghetto di Valeggio sul Mincio su uno spider d’epoca é stato pubblicato su Travelblog.it alle 13:00 di venerdì 08 ottobre 2010.