Toyota Touch: una prova su Verso-S

Durante la breve prova della Toyota Verso-S che abbiamo effettuato per Autoblog, abbiamo potuto provare il nuovo sistema Toyota Touch. A differenza di quanto visto con il MyFord a Detroit, il Toyota Touch non è integrato con gli strumenti del cruscotto ma solo con i comandi al volante. Detto questo, il Toyota Touch è un sistema completo. Radio Am/Fm, Cd/Mp3, più gli ingressi USB iPod ready e ingresso audio aggiuntivo. Il sistema si abbina ai telefoni mobili tramite connessione bluetooth, i quali possono essere usati come ulteriore sorgente audio oppure come fornitore di connessione internet proprio grazie al bluetooth.

A questo si aggiunge il navigatore satellitare Touch and Go, che non abbiamo potuto testare in quanto disponibile solo dal prossimo mese. Un peccato, perchè Toyota promette una certa integrazione con Google Maps, più tutta una serie di funzioni da utilizzare grazie ad una eventuale connessione internet. Il display da 6,1″, ampio e luminoso, può soffrire di riflessi nel caso si utilizzi il tetto panoramico aperto in giornate assolate. La risposta del “touch” ai comandi è comunque pronta, e c’è un buon compromesso tra lo “sfioramento” e la “pressione” sul display.

Si tratta di un sistema decisamente interessante che avvicina sempre di più il mondo dell’automobile a quello dell’hi-tech: vedremo nei prossimi mesi se e come risponderanno le altre case automobilistiche. Nella seconda parte del video trovate invece una breve prova della telecamera di bordo che si aziona durante la retromarcia, strumento utilissimo che gradiremmo vedere maggiormente sulle vetture in circolazione.

Toyota Touch: una prova su Verso-S é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 17:57 di mercoledì 26 gennaio 2011.

MyFord Touch Driver Connect System

Il MyFord Touch Driver Connect System è stato presentato al CES di Las Vegas nei primi di Gennaio, abbiamo potuto effettuare una prima presa di contatto al Salone di Detroit allo stand Ford. Cos’è il MyFord Touch? Si tratta di un sistema computerizzato per la gestione della propria vettura. Si compone di comandi al volante, due schermi lcd a posti a fianco del tachimetro ed un touch screen da 8″, nonchè una console per i comandi audio di Sony; da notare come sia presente la funzione per i comandi vocali.

La prima impressione è che ci si trovi finalmente davanti ad un sistema in cui è stato inserito tutto il possibile. Navigatore satellitare, telefono, radio satellitare Sirius (disponibile ovviamente solo negli Stati Uniti), ingressi per CD, Usb, Sd, RCA e iPod, oltre al Bluetooth. In più, c’è la possibilità di inserire una chiavetta dotata di connessione internet per trasformare l’auto in un hotspot wi-fi. Non siamo però riusciti a capire se sia possibile ascoltare le radio internet direttamente dal sistema.

Lo schermo LCD a sinistra del tachimetro viene utilizzato per le informazioni legate strettamente all’automobile ed ha un tema di colore azzurro. Lo schermo LCD a destra viene invece utilizzato per l’intrattenimento, la telefonia, la navigazione e la climatizzazione della vettura: in questo caso abbiamo quattro colori, uno per ogni funzionalità base. Le quattro funzionalità base si riflettono all’interno dello schermo da 8″ dove i comandi principali sono ai quattro angoli: in questo modo si cerca di aumentare l’usabilità.

Anche la sezione più propriamente audio, firmata Sony, è touch. Non è quindi necessario premere i comandi come abbiamo sempre fatto fin’ora. Audio di buona qualità anche su dotazioni di serie, quindi. Come si può vedere nel video di presentazione qui sopra, su un modello Lincoln, anche i comandi aggiuntivi per il climatizzatore sono a sfioramento.

Le funzioni sono davvero tante, il rischio è un po’ quello di perdersi tra le varie possibilità che il sistema offre. D’altra parte il bello è proprio questo: avere un sistema completo dal quale ognuno può “prendere” ciò che è più utile, un po’ come facciamo con i programmi dei nostri computer. Unico difetto riscontrato, anche se ci riserviamo il giudizio definitivo in una prova più approfondita, è un piccolo ritardo tra la pressione sul touch screen e l’effettivo avvio del comando stesso. Per il resto possiamo dire che l’impressione è senz’altro buona: la “strada”, è stata tracciata.

Qui sotto una breve intervista con Jennifer Brace, User Interface Design Engineer di Ford, che ci ha raccontato come è nato e come si è sviluppato il progetto del MyFord Touch Driver Connect System.

MyFord Touch Driver Connect System é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 16:30 di lunedì 17 gennaio 2011.

Tetto verde: il caso Ford Dearborn

Tetto Verde Ford

Concludiamo i post dedicati alla visita degli stabilimenti Ford di River Rouge Dearborn, con qualche considerazione sul tetto verde, grazie anche al commento del nostro lettore David37 in merito alle coperture degli stabilimenti Lamborghini e Ferrari. Per iniziare diamo allora qualche numero, tanto per dare l’idea di quanto sia vasto questo impianto nato nel 1917 e che già negli anni ‘30 dava lavoro a 100.000 operai. Il perimetro dell’area è di 2,4 per 1,6 km, al cui interno trovano posto 93 edifici i quali occupano a loro volta 1,3 km quadrati. Non neghiamo allora il fatto che il progetto “green” ed il contemporaneo orizzonte di ciminiere e capannoni, lasci comunque riflettere.

Detto questo, è comunque interessante il tentativo effettuato da Ford. Ci siamo infatti trovati di fronte al tetto verde più esteso al mondo: 42.000 metri quadrati (454.000 ft2), ovvero un centinaio di campi da basket. In particolare, si tratta di una copertura costituita da vegetazione posata su un materiale poroso. Iniziato nel 2003, il progetto è ambizioso ed è studiato come esempio: abbiamo trovato tutti i dettagli su GreenRoof. Come già accennato negli altri post, l’azienda non nasconde affatto il voler far profitto e ci tiene a sottolineare che i costi della copertura sono recuperati tramite risparmi sui consumi.

Gli obiettivi di questo sistema sono diversi. Il tetto verde può assorbire fino a 151 milioni di litri (4 milioni di galloni) d’acqua piovana che può essere riutilizzata. In caso di tempeste e nubifragi, il tetto poroso permette che l’acqua non venga immessa immediatamente nelle condutture, contribuendo ad evitare i fenomeni devastanti che conosciamo bene anche noi. Insolazione naturale: il tetto verde riduce l’utilizzo degli impianti di condizionamento dell’aria e protegge dai raggi UV. Durata: secondo Ford, il proprio sistema dura il doppio rispetto alle coperture tradizionali.

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Purtroppo nelle foto il verde è coperto dalla neve, ed è difficile notare la sua estensione. Proprio l’ampiezza ed il fatto che sia economicamente vantaggioso anche negli Stati Uniti, dove l’energia elettrica ha un costo minore che in Europa, ci ha convinto della bontà del progetto. Come già scritto, il solo tetto verde o anche il risparmio di risorse naturali, non cancella la contraddizione con il panorama circostante della fabbrica. Se però questo esperimento funziona, e da quello che abbiamo potuto capire funziona davvero, c’è da chiedersi quali resistenze (economiche, burocratiche, di investimenti o semplicemente pigrizia mentale) abbiano gli industriali ed imprenditori europei nel proseguire sulla stessa strada.

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Tetto verde: il caso Ford Dearborn é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:00 di lunedì 17 gennaio 2011.

Ford Virttex: il simulatore da 7 milioni di dollari


Il Ford Virttex Simulator è uno dei simulatori di guida più avanzati al mondo. Abbiamo avuto l’occasione di vederlo in azione come ospiti dell’evento Ford Green durante il NAIAS di Detroit. 7 milioni di dollari il suo costo, esclusa l’edificio che lo ospita, ci tengono a sottolineare i responsabili di Ford che ce lo illustrano partendo dall’acronimo: Virtual Test Track EXperience.

Primo punto che cattura l’attenzione: sembra un simulatore aeronautico. Ed effettivamente qualche “parentela” c’è, anche se una differenza sostanziale viene subito evidenziata. Questo simulatore non serve ad imparare a guidare e non serve a testare un nuovo mezzo. Serve piuttosto a capire il comportamento degli automobilisti in determinate condizioni.

Ecco allora che all’interno della vettura è pensato per dare una “experience” di guida più possibile vicina alla realtà. Ovviamente il grande schermo frontale a 180 gradi, ma anche piccoli schermi per i retrovisori. Rumori, suoni e soprattutto il “dome”, che si muove secondo i comandi che il guidatore impartisce alla vettura. Abbiamo osservato il dome spostarsi vistosamente in accelerazione, in frenata e nei cambi di corsia di una guida in autostrada. Non perdetevi il video nella seconda parte del post.

All’interno della sala di controllo, diversi monitor mostrano invece sia la visuale del guidatore, sia i suoi comportamenti nell’autovettura. Ed è proprio questo il punto. Capire come reagiamo in diverse situazioni affinchè sia possibile migliorare la sicurezza durante la guida. Test assolutamente scientifici, che possono portare ad innovazioni tecnologiche.

Un paio di esempi. Sono state invitate persone a guidare nel Virttex in condizioni “estreme” per quanto riguarda la stanchezza. Volontari che non avevano dormito hanno effettuato una prova di “noia”, simulando una guida notturna di tre ore su una strada pianeggiante senza traffico. Questo per studiare il dispositivo migliore in grado di “svegliare” un guidatore in preda al colpo di sonno. Sempre in questo ambito, è stata studiata la soluzione più adatta. Piccoli stimoli sul volante, invece che suoni, perchè questi ultimi erano decisamente “indigesti” dai passeggeri.

Nel video, una prova di attenzione. Il guidatore parte da una situazione di nebbia, e viene invitato a leggere ad alta voce una serie di numeri su un display posto all’altezza dell’autoradio. In questo caso viene valutata la capacità di attenzione sia nel leggere un’indicazione, sia la capacità di rimanere comunque concentrati sulla guida.

Devo essere sincero. Mi aspettavo forse qualcosa di più dal punto di vista grafico, soprattutto dopo l’annuncio iniziale che il Virttex era stato progettato tenendo conto anche dell’esperienza fatta dalle software house di giochi. Eppure, a pensarci bene, forse è proprio la parte grafica quella meno interessante. E’ decisamente più affascinante, almeno per me, tutto il lavoro di studio che poi forse sfocerà in un piccolo componente elettronico in grado di salvare vite umane. Per il divertimento puro, un gioco da console è sicuramente meglio, e costa infinitamente meno ma, come dice qualcuno, questa è un’altra storia…

Ford Virttex: il simulatore da 7 milioni di dollari é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 17:00 di venerdì 14 gennaio 2011.