Chernobyl: mappa delle radiazioni

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Mappa radiazioni Chernobyl

A seguito del post Chernobyl e Pripjat, 25 anni dopo, Alfag chiedeva una mappa con i livelli di radiazione. Ho effettuato alcune ricerche, ma devo dire che i risultati sono scarsi.

L’immagine che vedete qui sopra è una mappa la cui ultima data riporta il 2002, ma i dati dovrebbero essere quelli del 2006. E’ disponibile in png e pdf sul sito Grida.no. Su Owt.com ci sono invece alcune scansioni di mappe relative ai dati del 1986.

L’unica fonte, da un certo punto di vista bizzarra, che elenca i valori attuali è Wikitravel.org. Sembra strano, eppure anche la centrale ed il paese di Pryat sono diventate mete turistiche. Un paio di listini con i prezzi su UcrainianWeb e Turkiev. Per quanto riguarda la sicurezza, il pericolo maggiore sembra essere quello di imbattersi in rottami, vetri rotti o metallo arrugginito.

Il livello di radiazioni viene citato come “relativamente basso”. Il pericolo maggiore non è la radioattività in se stessa, quanto invece materiali contaminati che potrebbero rimanere addosso. Veniamo ai numeri, che riporto così come sono scritti su Wikitravel. Sono da prendere con il beneficio del dubbio perchè non sono ufficiali e non ci sono fonti o immagini che li possano rendere come prova oggettiva.

Si parla comunque di 0,15 microsieverts per ora (da 15 a qualche centinaio di microroentgens in un’ora). La dose letale di radiazioni va da 3 a 5 sieverts (da 300 a 500 roentgens) in un’ora. Nel 2008 in sei ore si sono registrati 4 microsieverts. Viene fatto notare che su un volo di due ore si registrano 6 microsieverts. Il livello di radiazioni nelle vicinanze della centrale era di 1.7 microsieverts per ora e andavano dagli 0,4 ai 9,5 nel parco di Pripyat.

Detto questo, sul web ci sono diverse foto scattate durante le visite. Ne ho viste su Flickr ma anche su France24, giusto per fare un paio di nomi. Di mappe invece, nulla. Se siete stati più bravi di me, postate pure i vostri link nei commenti…

Chernobyl: mappa delle radiazioni é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 18:57 di giovedì 28 aprile 2011.

TomTom vende i dati sul traffico al governo olandese


TomTom ha venduto al governo olandese i dati raccolti dagli utenti sul traffico. La notizia è stata data dal quotidiano olandese Algemeen Dagblad e sta facendo il giro del mondo. Cos’è accaduto? Secondo Associated Press – Forbes TomTom è stata costretta a compensare profitti in calo aumentando le vendite in altri settori, uno dei quali proprio i dati sul traffico. Nel caso in questione, dovrebbero facilitare il posizionamento di nuovi autovelox da parte della polizia nei Paesi Bassi.

Non stiamo ovviamente parlando di tutti i navigatori, ma quelli dotati di tecnologia “live”, che permette la trasmissione dei dati ad un server centrale. Quest’ultimo può utilizzare i dati raccolti anonimamente per fornire ad esempio informazioni sul traffico. Generalmente la licenza d’uso di questi servizi specifica che gli stessi dati possono essere ceduti a terzi. Potete allora immaginare la reazione degli utenti olandesi nell’apprendere che i propri dati erano stati venduti alla polizia.

C’è da dire che in breve tempo è arrivata la reazione di TomTom, direttamente dal CEO Harold Goddijn, che dal canto suo ha avuto il coraggio di metterci la faccia nel video che proponiamo nella seconda parte del post. Tanto di cappello, perchè non è da tutti. Goddijn spiega che questi dati sono ceduti al governo o alle autorità locali, affinchè possano individuare le aree di traffico più congestionate, ed eventualmente decidere dove costruirne di nuove. Vengono inoltre usare a fini di sicurezza e, dice Goddijn, “quello che abbiamo imparato oggi è che vengono usate per capire dove le persone vanno veloce, ed anche per sapere dove installare nuovi autovelox”. Goddijn continua dicendo che a loro non piace questo utilizzo, perchè non piace ai clienti, e che proprio per questo verrà impedito in futuro. In ogni caso la privacy personale è stata compromessa.

La notizia su TomTom arriva in un momento particolare, perchè proprio nelle scorse settimane sono scoppiati i casi relativi al tracciamento di iPhone ed iPad, così come anche in Windows Phone. Avevamo parlato lo scorso Settembre di come queste tecnologie possano effettivamente migliorare la nostra vita, e di come viceversa possano invece presentare aspetti negativi. Da consiglieri a stalker, il futuro delle nuove tecnologie, era il titolo del post che vi invitiamo a leggere.

TomTom vende i dati sul traffico al governo olandese é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:50 di giovedì 28 aprile 2011.

Haiti: cucinano biscotti con la terra per sopravvivere

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Quando la povertà è così profonda e radicata, c’è poco spazio ai commenti. Ad Haiti le donne preparano biscotti realizzati con terra, burro e zucchero. La terra arriva dalle zone collinari, e la gente è convinta sia ricca di sali minerali; ovviamente le proprietà nutritive di questi biscotti sono nulle. Eppure riempiono lo stomaco, come dice una delle donne intervistate. Il video non è nuovo, risale a prima del terremoto e fa pensare alle condizioni di vita, ma sarebbe meglio dire di sopravvivenza, di alcune aree del nostro pianeta.

Haiti: cucinano biscotti con la terra per sopravvivere é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 09:00 di giovedì 28 aprile 2011.

Chernobyl e Pripjat, 25 anni dopo

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Chernobyl e Pripjat

Pripjat è il nome della cittadina ucraina posta a poca distanza della centrale di Chernobyl. Dovremmo dire “era”, perchè come sapete è stata completamente evacuata 25 anni fa. Cosa rimane di Chernobyl e Pripjat? Il blog Englishrussia è tornato a Pripjat, documentando con immagini ciò che rimane, e di come la natura tenta di riprendersi il territorio. Tra l’altro, sul come la natura tenti di rinascere, appropriandosi delle costruzioni umane, è un fatto piuttosto comune nei territori dell’Unione Sovietica, leggendo le pagine di EnglishRussia.

Riguardo a Chernobyl, interessante la storia di uno degli uomini che parteciparano ai lavori post incidente, a partire dell’Agosto 1986. Sempre sul blog, decine di post degli ultimi anni, con centinaia di immagini, documentano le conseguenze dell’incidente accaduto alla centrale di Chernobyl così come la vita dei cittadini comuni nell’Unione Sovieta.

Chernobyl e PripjatChernobyl e PripjatChernobyl e PripjatChernobyl e Pripjat

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Chernobyl e Pripjat, 25 anni dopo é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 17:15 di mercoledì 27 aprile 2011.

Attiviste Femen protestano in Ucraina contro il nucleare

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Femen Ukraina

Le attiviste di Femen Ukraina sono tornate a colpire. In occasione del 25esimo anniversario della tragedia di Chernobyl, hanno inscenato una manifestazione contro il nucleare ed i politici ucraini. Per chi fosse interessato alle attività di questo gruppo, dal sito ufficiale è possibile collegarsi alla pagina Facebook, al blog ed all’account Twitter.

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Via | EnglishRussia

Attiviste Femen protestano in Ucraina contro il nucleare é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 17:25 di venerdì 22 aprile 2011.

Casa a San Francisco con porta del garage nascosta

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Come creare una porta per un garage in zone architetturalmente interessanti? Non stiamo parlando di uno pilastri dell’architettura, sia chiaro, quanto piuttosto la volontà di certe amministrazioni di mantenere viva la propria storia. Siamo a San Francisco, dove è difficile ottenere l’approvazione di un progetto che stravolga l’aspetto delle tipiche abitazioni. La soluzione è proprio la porta automatica nascosta dietro una finta finestra bow window, realizzata da Beausoleil-architects. Sul loro blog è possibile vedere le immagini della casa. Considerando lo stato dei nostri centri storici, spesso disseminati di architetture fuori contesto, c’è da fare tanto di cappello a idee di questo genere.

Via | BoingBoing

Casa a San Francisco con porta del garage nascosta é stato pubblicato su artsblog alle 16:30 di giovedì 21 aprile 2011.

Water Changes Everything: un video sull’emergenza idrica

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Interessante video di Charity Water sull’importanza dell’acqua e sulla crisi idrica del nostro pianeta. Riassumiamo quanto descritto in inglese. Un miliardo di persone vivono senza acqua potabile, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L’acqua condiziona la salute, l’educazione, la povertà e colpisce soprattutto donne e bambini. Sono loro che devono procurare l’acqua alla famiglia, percorrendo considerevoli distante. Si tratta magari di acqua presa da fiumi o laghi, per questo non potabile o potenzialmente pericolosa in quanto contenente batteri. In alcune zone dell’Africa le donne passano più tempo per procurare l’acqua, che non cucinare, raccogliere legna o pulire, dove camminare non è solo faticoso, ma è pericoloso.

Come si può risolvere il problema? L’innovazione tecnologica ha portato a diversi sistemi di filtraggio dell’acqua, ma sono sempre validi i vecchi e cari pozzi. L’obiettivo è duplice: portare acqua potabile e nello stesso tempo sottrarre il tempo speso alle persone per il suo approvvigionamento.

Il video di Charity Water promuove una raccolta fondi, ma credo sia comunque utile per far capire come l’assenza di acqua potabile stravolge l’esistenza delle persone come invece la sua presenza può essere un volano affinchè le condizioni di vita possano migliorare in maniera considerevole.

Water Changes Everything: un video sull’emergenza idrica é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:02 di giovedì 21 aprile 2011.

Foo Fighters suonano nel garage di un fan

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Una decina di anni fa durante un concerto all’Acquatica di Milano, Jon Bon Jovi insistette un po’ sul fatto che i Bon Jovi erano una vera garage band. Per quanto li amassi, ammetto che non fu molto convincente. Su Buzzfeed il video dei Foo Fighters che si sono esibiti nel garage di un fan. Tra l’altro, mitico il poster di Angus Young appeso accanto alla Stratocaster. In scaletta “The best of you”, “Learn to fly”, “My Hero”. Rimango sempre attratto di come gli americani sappiano ancora come divertirsi e far divertire. Con un occhio a business, come al solito: l’esibizione fa parte del loro Garage Tour.

Foo Fighters suonano nel garage di un fan é stato pubblicato su Soundsblog.it alle 16:44 di mercoledì 20 aprile 2011.

Shepherds Flat Wind Farm: Google investe 100 milioni di dollari nell’eolico

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google windArriva direttamente dal blog ufficiale di Google la notizia che il gigante americano ha deciso di investire 100 milioni di dollari in una centrale eolica.

Shepherds Flat Wind Farm si trova vicino ad Arlington, Oregon e sarà la più vasta centrale eolica del mondo. In costruzione dal 2008, sarà completata nel 2012 e produrrà 854 MW di energia elettrica. Secondo Google sarà sufficiente per fornire energia elettrica a più di 235.000. Dal punto di vista tecnico, si parla della prima centrale negli Stati Uniti a livello commerciale su grande scala che utilizza generatori a magneti permanenti. Questo dovrebbe migliorare l’efficienza, l’affidabilità e l’implementazione delle turbine in rete.

Con Shepherds Flat Wind Farm l’Oregon continuerà ad essere uno dei maggiori utilizzatori dell’eolico per la produzione di energia elettrica, con benefici economici immediati. Parte dell’elettricità verrà infatti venduta alla Southern California Edison, in modo da aiutare la California a centrare i propri obiettivi per quanto riguarda le fonti rinnovabili.

Sale così a 350 milioni di dollari gli investimenti di Google nell’energia pulita, che comprendono anche una centrale solare in Germania ed una in California. Non male, vero?

Shepherds Flat Wind Farm: Google investe 100 milioni di dollari nell’eolico é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 15:45 di martedì 19 aprile 2011.

Città fantasma in Cina

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Quando parliamo di problemi ambientali o inquinamento in Cina, ci vengono in mente immagini di smog a Pechino, piuttosto che la diga delle Tre Gole. Stereotipi a parte, un interessante documentario della tv australiana, riportato da BoingBoing, ci fa vedere il risultato della corsa all’urbanizzazione.

Lascia allora perplessi vedere le immagini di Zheng Zhou, una vera e propria città fantasma. Case, edifici pubblici, hotel, tutti desolatamente vuoti. Ma non è tutto, perchè attorno a quest’area si continua a costruire, con cantieri aperti e lavori che proseguono. A Dongguan il South China Mall i clienti appaiono raramente ed alcuni piani dell’edificio principale sono rimasti vuoti dalla sua costruzione, sei anni fa. Eppure questo doveva essere il centro commerciale più grande del mondo, con 1500 negozi.

Nel resto del filmato, di un quarto d’ora circa, un’analisi più attenta alle questioni economiche ci fa il quadro della situazione. Una bolla che prima o poi esploderà come quella negli Stati Uniti, e forse proprio per questo chi investe non guarda in faccia a nessuno. La demolizione delle vecchie città continua, il sacrificio del territorio anche: chi sopravviverà vedrà.

Città fantasma in Cina é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 14:00 di martedì 19 aprile 2011.