Ducati Borgo Panigale

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Ducati Borgo Panigale

Grazie a 150elode.it, iniziativa di Mercedes ed Autostrade che in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia porta sulle strade italiane i fotografi Marco Zanta, Seba Kurtis, insieme agli autori di queste foto (Massimo Sordi e Francesco de Luca), riusciamo a presentarvi una piccola rassegna fotografica realizzata all’interno di Ducati. L’azienda bolognese è stata una delle tappe del percorso effettuato dai fotografi: un’occasione per vedere ed ammirare il dietro le quinte delle due ruote di Borgo Panigale.

Ducati Borgo PanigaleDucati Borgo PanigaleDucati Borgo PanigaleDucati Borgo Panigale

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Ducati Borgo Panigale é stato pubblicato su Motoblog.it alle 16:30 di venerdì 29 luglio 2011.

Autoblog.it @ Mercedes-Benz Brand Workshop

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Mercedes Benz Brand Workshop

Negli scorsi giorni siamo stati invitati a partecipare al Mercedes-Benz Brand Workshop, direttamente nella sede di Stoccarda. Bloggers provenienti da tutto il mondo, Stati Uniti ed Australia compresi, per capire la strada intrapresa da Mercedes e per vedere un po’ di dietro le quinte del lavoro che sta alla base della produzione di un’auto. Da questo punto di vista siamo stati aiutati dalla visita che avevamo fatto un paio di settimane fa al Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Villa Salazar a Como, di cui riproponiamo la video intervista a Lucas Colombo Carbone.

Un workshop che parte dal passato, con l’epopea di Daimler, Benz, ma anche Maybach, si snoda attraverso 125 anni di storia dell’automobile, fino ad arrivare ai sistemi ultratecnologici di oggi, pensando a ciò che sarà la mobilità del futuro. Luoghi di questa storia in movimento il Museo Mercedes di Stoccarda, il Mercedes-Benz Design Center di Sindlefingen e la pista di Malmsheim. Nel proseguio del post le tappe del nostro viaggio in casa Mercedes.

Mercedes Benz Brand WorkshopMercedes Benz Brand WorkshopMercedes Benz Brand WorkshopMercedes Benz Brand Workshop

Alexander Mankowsky: il futurologo

Mercedes Benz Brand Workshop

La persona che vedete ritratta nella foto si chiama Alexander Mankowsky, sociologo, filosofo e psicologo ed è il futurologo di Daimler AG. Ammetto che il nome “futurologo” in italiano può far sorridere, non dobbiamo però cadere nel tranello di pensare che sia una sorta di azzeccagarbugli: il futurologo non predice il futuro, non scommette su un modello piuttosto che un altro, ma traccia una strada. Partendo ovviamente dal passato e studiando come si è evoluto il “concetto di automobile”, non l’automobile intesa come oggetto materiale, nel corso dei decenni. Un’idea che ovviamente non esisteva inizialmente. Nessuno sapeva di preciso ne se il motore a scoppio su quattro ruote avrebbe avuto un futuro, ne tantomeno se e come si sarebbe evoluto. Eppure così è stato, in una ventina d’anni. Qualche esempio allora di cosa si intende per “concetto di automobile”.

Automobile come mezzo di “rottura” rispetto ai contemporanei, con riferimenti al futurismo italiano nel famoso manifesto: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.“. Si esalta la componente del pericolo: il pericolo è qualcosa di affascinante e la corsa ne è la massima espressione. Certo, ancora oggi le gare esercitano il proprio fascino, ma è assodato che la sicurezza deve venire prima di tutto.

L’era nucleare e lo spazio. Dopo la seconda guerra mondiale si pensava che l’energia atomica avrebbe risolto tutti i problemi. Tutto diventa “sintetico” e ciò che è sintetico, quasi asettico, è il massimo della modernità, cibo in scatola compreso. Abbiamo riferimenti a possibili automobili ad energia nucleare piuttosto che elementi ripresi dalla conquista dello spazio. Ecco allora che anche le automobili iniziano ad avere forme più affusolate, con “pinne” che spuntano sulla coda.

Inquinamento, un concetto nuovo. Parole come “riscaldamento globale”, “emissioni gassose” sono entrate nel nostro vocabolario quotidiano, ma dobbiamo tornare alla fine degli anni ‘50 per trovare i primi studi relativi all’inquinamento dovuto ad esempio al DDT. Anche in questo caso vediamo come ciò che noi vediamo come negativo oggi, l’utilizzo indiscriminato di diserbanti, era un segno dei tempi, e quindi accettato di buon grado.

Come dicevamo il lavoro del futurologo è quindi analizzare come si è evoluto il concetto di automobile nel passato per capire come sarà il concetto di automobile nei prossimi anni. Da questo punto di vista, il sentiero è già stato tracciato negli scorsi anni. L’ideale per tutti è una sorta di ciclo chiuso in cui non ci siano rifiuti, dove tutto viene riciclato, così come avviene in natura. Nello stesso tempo si vorrebbero eliminare i combustibili fossili usando energie “pulite”. L’automobile acquista allora un aspetto candido, bianco, il colore dell’innocenza così come lo ha visto Steve Jobs per i propri prodotti Apple. Un discorso che qui in Mercedes hanno preso decisamente sul serio, come avremo modo di vedere nel Centro Stile di Sindlefingen.

Il Museo Mercedes

Museo Mercedes Stoccarda

Per ciò che Daimler e Benz hanno realizzato nel corso della propria vita, possiamo dire senza dubbio che il Museo Mercedes è anche IL museo dell’automobile, senza voler togliere nulla a nessuna delle altre aziende automobilistiche. Realizzato a Stoccarda nel 2006 da UNStudio van Berkel & Bos di Amsterdam, raccoglie l’eredità del piccolo museo della fabbrica del 1923 e di quello ricostruito nel anni Sessanta, per il 75° anniversario della nascita dell’automobile. 16.500 metri quadri di superficie, un percorso espositivo la cui lunghezza può andare da 1,5 a 5 km a seconda delle preferenze, 9 livelli di esposizione per 160 veicoli dal valore inestimabile. Cifre pazzesche se si pensa che stiamo parlando di un solo marchio.

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Si sale al piano più alto per poi scendere gradualmente. Si parte lontano e dalla storia frase dell’Imperatore Guglielmo II: “Io credo nel cavallo. L’automobile é solo un fenomeno temporaneo”. L’imperatore non era e non si avvaleva di un futurologo, evidentemente. Battute a parte, osservando i primi modelli, di cui si può anche ascoltare il rumore, c’è da dire che Guglielmo II non aveva poi tutti i torti. Chi avrebbe potuto immaginare che quei mezzi rumorosissimi, brutti e puzzolenti, avrebbero sostituito nei sogni delle persone le linee pure ed aggraziate del cavallo?

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Abbiamo di fronte a noi i primi modelli così come venivano proposti ai clienti dell’epoca. I problemi da risolvere erano tecnici, riguardavano motore, sospensione, ruote. Più avanti si sarebbe parlato di comfort. Vediamo allora il primo modello di Carl Benz del 1886: 954 cc che erogavano 0,55 kw in grado di spingere il quadriciclo ad una velocità massima di 16 km/h. E poi avanti con le innovazioni, il quadriciclo abbandona la forma della carrozza per diventare più simile ad un automobile, arrivano i primi camion e nel frattempo si pensa ai motori per i primi velivoli. Si notano i cambiamenti ai sistemi di raffreddamento, così come lo sterzo diventa leggermente più comodo abbandonando la posizione verticale per una più inclinata. Non voglio fare l’elenco dei modelli del museo: sarebbe una lista di nomi ed anni piuttosto noiosa, letta su monitor. E’ invece una meraviglia notare il progresso e le idee degli ingegneri che si sono susseguiti per far diventare l’automobile quella che conosciamo oggi. Oggetti, funzioni e posizioni che oggi diamo per assodate, erano invece un terreno tutto da esplorare. Modello dopo modello i visitatori possono ammirare l’evoluzione di quelle piccole modifiche che singolarmente potrebbero apparire insignificanti, ma che trasformeranno un quadriciclo in una automobile vera e propria.

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Si arriva allora agli anni ‘40, per poi passare al dopoguerra, agli anni ‘60 e via via fino ai giorni nostri. Vogliamo allora ricordare che il successo di così tanta ingegneria tedesca, è dovuto anche un genio italiano del design. Ci riferiamo ovviamente a Bruno Sacco, progettista dagli anni ‘60 fino al 2006 dei modelli più affascinanti della casa di Stoccarda.

Qui sotto abbiamo pubblicato solo alcune miniature della gallery relativa al Museo Mercedes Stoccarda, che vi invitiamo sfogliare per intero qui.

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Hans-Dieter Futschik e Martin Bremer: i designer

Mercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Ci spostiamo al Mercedes-Benz Design Center di Sindlefingen, progettato da Renzo Piano nel 1997, dove ci vengono requisite macchine fotografiche, telecamere e cellulari in grado di fotografare: le foto della gallery ci sono state realizzate dal fotografo ufficiale Mercedes. Siamo accolti da Hans-Dieter Futschik che ci spiega com’è organizzata l’equipe di lavoro che si occupa di design. Si tratta di circa 500 persone di 20 nazionalità diverse, su 6 sedi, più 3 che si occupano di camion e furgoni, distribuite in tutto il mondo.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Eredità, Qualità e Proporzioni sono i tre concetti chiave sui quali si basa il design Mercedes. Si parla anche di sportività intesa non come prestazioni da gara, quanto un’attitudine: sportività può significare essere giovani. In questo momento la “firma” Mercedes si propri modelli è la cosiddetta “dropping line”, una sorta di baffo che distingue la carrozzeria laterale dei nuovi modelli. I designer devono ovviamente relazionarsi su mercati diversi, sia per quanto riguarda le forme, sia per quanto riguarda i colori. Non è una sorpresa che i colori più scelti dai clienti siano il nero e l’argento. Sorprendentemente, invece, i giovani sono i più “conservatori”: ci si aspetta che scelgano colori “forti” mentre solitamente scelgono quelli “tradizionali”. In Asia ed America, c’è una certa preferenza per il bianco.

Dal punto di vista tecnico, interessante il software che permette il rendering di un modello in una ambientazione “realmente virtuale”, con tanto di riflessi ed ombre. Sistemi simili sono in uso ad Hollywood da anni, ma quello che colpisce è l’immediatezza e la rapidità con le quali vengono generate le immagini. Niente complicate manovre in stile Photoshop: due colpi di click e la foto del nuovo modello è pronta come se fosse stata appena scattata da un fotografo professionista.

Chiediamo allora a Futschik quale sia il segreto Mercedes: così tante persone dalle differenti nazionalità lavorano in Paesi diversi, eppure la percezione da parte dei clienti è di trovarsi di fronte ad un’auto tedesca. “E’ vero” dice Futschik “ma questo dipende dal modo di lavorare. Noi lavoriamo con una storia ed una eredità alle nostre spalle, tentiamo di evolverci ma senza stravolgere. Chi lavora con noi ne tiene sempre conto. Nello stesso tempo ognuno di noi lavora per il marchio e solo per il brand. Non per altre motivazioni: solo per il brand. Il mix di storia, tradizione ed evoluzione ci porta a creare auto che tu senti come tedesche.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Martin Bremer, designer degli interni, ci porta invece in un’area del centro stile che sembra essere l’atelier di un sarto. Pelle, stoffa, cuciture, legno, c’è davvero tutto ciò che ti aspetti, ma con una concentrazione in termini di numero e qualità che stupisce. Perchè il mestiere dell’interior designer non è solo quella di trovare le novità, ricercare le tendenze, ma anche saper trovare e rapportarsi nella maniera migliore con i fornitori. Un lavoro che tiene con i piedi per terra, perchè anche quando si trova il materiale “giusto”, è necessario sapere fin da subito il possibile approvvigionamento negli anni sia per le nuove auto sia per le parti di ricambio. Se la disponibilità non è certa e garantita, si dovrà trovare un’altra soluzione. Nello stesso tempo, è ovviamente necessario verificare le prestazioni dei vari materiali nel tempo sia per le parti soggette ad usura, come i sedili, sia per quelle che possono degradare ad esempio per l’azione dei raggi solari o per le escursioni termiche caldo-freddo.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Breman ci presenta una alla volta le novità Mercedes, dai tessuti ai tipi di cuciture, a come viene lavorata la pelle. A proposito di pelle, oggi è un materiale da auto di lusso, in passato era invece il contrario. Il sedile del conducente era il più delle volte esposto alle intemperie, per questo motivo era rivestito di pelle. E’ facile immaginare che l’alta borghesia o l’aristocrazia preferisse qualcosa che potesse distinguere il proprio grado sociale, con ad esempio del morbido tessuto. Una questione che avrebbe potuto far discutere i futurologi dell’epoca, se fossero esistiti.

Anche per gli interni si ricercano materiali ecologici e biocompatibili. A proposito di legno, sulle Mercedes è sempre vero legno e non materiali somiglianti, per questo ci è stato garantito che il legno utilizzato proviene solo da coltivazioni di piante e non da foreste vergini. In ogni caso si va verso materiali ecocompatibili come ad esempio le foglie di banano intrecciato, molto leggere e dall’aspetto finale interessante.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Visita finale nell’area dove sono presenti alcuni nuovi modelli. L’occhio va subito all’Unimog verde che sembra uscito da un film stile “Fantastici 4″ ma è davvero difficile decidere quale sia il più bello tra quelli presenti. Il momento che merita una certa solennità arriva quando Futschik toglie il velo alla Nuova Classe B, di cui però non ci è permesso pubblicare le immagini. Pianale più basso rispetto al passato ma con una posizione di guida più alta. Segno distintivo delle nuove Mercedes la dropping line di cui abbiamo parlato qualche paragrafo sopra, verrà presentata ufficialmente a Francoforte. Il modello osservato era di pre-produzione con qualche difettuccio, effettivamente girando per Stoccarda si vedono alcune Classe B con una camuffatura blanda, segno che ormai siamo davvero alla fase definitiva.

Anche in questo caso non abbiamo pubblicato la galleria completa di quanto visto al Mercedes-Benz Design Center di Sindlefingen, che vi invitiamo a sfogliare qui.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

La pista di Malmsheim

Malmsheim Mercedes

Arriviamo quindi alla pista Mercedes di Malmsheim. Si tratta della pista di un piccolissimo aeroporto da turismo, dove è possibile fare qualche test sul bagnato. Le auto a disposizione sono tante, ma il tempo è poco. Due o tre ore non sono sufficienti per un test drive approfondito, ma sono comunque abbastanza per togliersi qualche sfizio.

Ci viene allora data la possibilità di provare lo stato dell’arte dei sistemi antislittamento ruote, così come la frenata automatica che entra in funzione nel momento in cui si utilizza il cruise control. Decisamente particolare il sistema di aiuto alla frenata: in questo caso rilevato un ostacolo ed una situazione di pericolo, l’automobile attiverà avvisi sonori frenerà brevemente, ed entrerà in funzione il pretensionamento delle cinture di sicurezza. Sia chiaro, l’automobile non frena al posto vostro, casomai si tratterà di una frenata assistita. Sistema utile quando si è distratti ed in grado di abbassare il tempo di reazione nella frenata stessa.

Malmsheim MercedesMalmsheim MercedesMalmsheim MercedesMalmsheim Mercedes

Simpatico il giro sulla Smart Elettrica effettuato su strade aperte al traffico. Nonostante le dimensioni il peso la penalizza un po’ nelle accelerazioni da fermo. In grado di raggiungere una velocità di circa 100 km/h, si ha l’impressione di viaggiare su una golf kart. La differenza è nel comfort di marcia, perchè a parte il motore, è una Smart a tutti gli effetti. Discorso simile per la Classe A E-Cell, anch’essa completamente elettrica grazie al motore da 70 kw. Non c’è alcuna differenza di rilievo rispetto ad una Classe A tradizionale, ed il comfort è pressochè identico. Decisamente più silenziosa della Smart, ha dalla sua le doti di accelerazione e ripresa tipiche delle auto elettriche. Presidenzialissima la S500, l’unica auto sulla quale personalmente preferisco viaggiare sulle poltrone posteriori, come un vero Capo di Stato.

Menzione particolare per la CLS63 V8 BiTurbo AMG. Non sono un grandissimo fan per quanto riguarda la linea, soprattutto per come scende la linea verso la parte posteriore, ma non importa. Basta metterla in moto per rimanere incantati e sognanti al rombo che esce dagli scarichi. Via la regolazione “Eco” appena salito a bordo e “on” su settaggio sportivo delle sospensioni, provo anche il cambio AMG Speedshift MCT a 7 rapporti. Un po’ di superbia che non mi porta un gran vantaggio nelle strade statali, meglio non rischiare autovelox e multe sul suolo tedesco. Quando però arriva il momento dell’autostrada senza limiti di velocità lascio che si scatenino i 525 cv del motore. I 250 km/h sono autolimitati elettronicamente, ma anche se non fosse così il traffico del tardo pomeriggio sconsiglia comportamenti azzardati. Il tratto di autostrada dura troppo poco, ed in pochi minuti è già ora di rientrare alla base.

Aver toccato il paradiso con un dito, anche se per un solo istante, può essere appagante ma nello stesso tempo ti fa tornare indietro quando eri bambino e dicevi: “Ancora! Ancora!” Il nostro tempo con Mercedes è però terminato, speriamo che questo sia un “arrivederci” per appuntamenti futuri…

Anche la galleria Pista Mercedes Malmsheim non è stata pubblicata integralmente nel post. Vi invitiamo a sfogliarla completamente qui.

Foto Credit: Parte delle immagini delle gallerie di questo post ci sono state fornite dal fotografo ufficiale Mercedes-Benz.

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Autoblog.it @ Mercedes-Benz Brand Workshop é stato pubblicato su Autoblog.it alle 16:00 di venerdì 22 luglio 2011.

Nissan Micra DIG-S: prova su strada

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Nissan Micra DIG-S

Nissan Micra DIG-S: è questo il nome della vettura giapponese che si pone come obiettivo basse emissioni con consumi e costi contenuti. Abbiamo avuto l’occasione di provare su strada questa nuova versione di Micra in Germania durante un freddo giorno di Luglio. Si, perchè mentre in Italia si registrava un caldo record, nei pressi di Potzdam il termometro si aggirava tra i 17 ed i 18 gradi. Una piccola digressione iniziale, solo per testimoniare che le foto di questo post sono state scattate qualche giorno fa e non lo scorso autunno…

Non si tratta della prima volta che saliamo a bordo di una Micra. Il primo contatto l’avevamo avuto lo scorso Settembre, vi rimandiamo a quel post per gli aspetti generali. Scopriamo allora come si declina il “Pure Drive” su Micra e come si comporta la versione DIG-S: si tratta dell’acronimo di Direct Injection Gazoline Supercharged, ovvero iniezione diretta e compressore volumetrico. Parliamo quindi di un motore benzina 1.2 da 98 cv, tre cilindri, 99 g/km di CO2 emessa : quattro dati che sono quasi una manifesto per Nissan.

Partiamo proprio dal dato relativo alle emissioni. Nissan indica i propri modelli più ecologici con il badge Pure Drive, quando le emissioni di CO2 sono inferiori ai 130 g/km (il valore scenderà a 120 g/km nel 2013/14). Per quanto riguarda le Micra disponibili in Italia i valori si assestano ben al di sotto di questa soglia, con 99 g/km. Parliamo in questo caso di motore a benzina e diciamo addio al gasolio per le auto di piccola cilindrata. Conti alla mano i motori a benzina di ultima generazione promettono di essere parchi nei consumi e nel costo iniziale. Merito, purtroppo diciamo noi, anche del costo alla pompa dove la differenza tra diesel e benzina si è assottigliata negli ultimi anni. Non solo, considerando le tecnologie che si dovranno impiegare per assecondare la normativa EURO 6, sarà difficile vedere in futuro i piccoli motori diesel in voga oggi in Italia.

Nissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-S

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Fattore downsizing

Il motore diminuisce di cilindrata, ma aumenta di potenza. Com’è possibile? La progettazione del motore DIG-S ha avuto come obiettivo minimizzare le perdite di energia non utili e migliorare così l’efficienza. Il 3 cilindri ha da parte sua una maggiore efficienza termica ed ha permesso di ridurre gli attriti del 20% rispetto ad un 4 cilindri. E’ stato usato un elevato rapporto di compressione per estrarre più energia meccanica, è stato adottato il ciclo Miller che ritarda al chiusura della valvola di aspirazione, la finitura microscopica per l’albero a camme, le molle delle valvole con configurazione a nido d’ape, il rivestimento diamond-like carbon anche per gli anelli dei pistoni. E questi sono solo alcuni dei dettagli.

Sul fronte consumi si parla invece di una economia migliorata del 5%, con il sistema start/stop di serie su tutta la gamma. Interessante anche il controllo intelligente dell’alternatore che ricarica la batteria solo quando è necessario: non durante l’accelerazione o marcia sostenuta e sempre durante i tratti in discesa. Anche questo è un modo per risparmiare carburante. A fronte degli interventi sul motore, sui componenti elettrici e sulle caratteristiche aerodinamiche, si registra un consumo dichiarato di 4,4 l/100km. Secondo Nissan si tratta del primo motore a benzina più efficiente ed economico di un diesel.

Nissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-S

Alla guida

Fino a qualche anno fa 3 cilindri era sinonimo di vibrazioni. Possiamo dire che anche questa sfida è stata vinta, perchè guidando la Micra DIG-S è difficile notare la differenza con un 4 cilindri. Per i più tecnici possiamo dire che l’albero di equilibratura fa il suo lavoro e sostituisce senza problemi il controalbero di rotazione. Al semaforo il sistema start&stop è pronto e funziona a dovere, senza dare particolari grattacapi. Pronti via, un po’ più di accelerazione sarebbe stata gradita ma siamo comunque nel gruppo delle auto “scattanti”. Ogni tanto c’è la tentazione di voler “tirare un po’ il collo” alla piccola Micra ma va sempre ricordato che si tratta pur sempre di un’auto cittadina e non di una muscle car. Allo stesso tempo la frenata sembra buona e ben rapportata alla vettura. Nel traffico si muove bene, l’agilità sembra essere il suo punto di forza, buona la tenuta di strada mentre il ridotto diametro di sterzata ci ha permesso l’inversione di marcia anche in spazi ridotti. Ottima la visibilità sia durante la marcia sia in parcheggio. A questo proposito, il sistema Simple Parking Pack aiuta a capire se c’è spazio a sufficienza per la manovra.

Nei tratti extraurbani a scorrimento veloce la silenziosità della vettura è un po’ messa alla prova. Aspetto migliorabile ma sul quale diamo il beneficio del dubbio per le raffiche di vento che ci hanno accompagnato durante la prova. Non siamo riusciti a raggiungere i 180 km/h indicati come velocità massima, ma il dato sembra verosimile; stiamo ovviamente parlando delle autostrade tedesche nei tratti in cui non ci sono limiti di velocità. A proposito di limiti, pensando ai tutor delle autostrade italiane, è utile quanto comodo il cruise control che regola la velocità automaticamente; come in tutti questi dispositivi è sufficiente una piccola frenata per disabilitarlo. I 130/140 km/h si raggiungono senza troppa fatica e si mantengono senza sforzo, quasi fosse la velocità di crociera ideale per questa Micra.

All’interno sedili confortevoli, buona la qualità percepita delle plastiche, gradevole l’accostamento cromatico dei colori. Il tetto panoramico in situazioni di bassa luminosità e sicuramente apprezzabile, mentre per quanto riguarda la strumentazione è simpatica l’indicazione della CO2 risparmiata. Il sistema audio è integrato con ingresso USB e AUX. Ottimo il sistema di navigazione, chiaro, semplice e immediato nell’utilizzo, riesce a ricalcolare la rotta in pochi istanti. Da segnalare, in controtendenza rispetto ai concorrenti, la rotella sulla destra per lo zoom della mappa: si tratta di un dettaglio spesso trascurato. Nei momenti di difficoltà può essere necessario effettuare un ingrandimento della mappa; generalmente questo avviene tramite comandi touch screen che per loro natura non possono essere molto grandi. Ecco allora che il navigatore anzichè diventare un ausilio ci costringe ad una sosta non voluta per cercare di valutare la situazione. Sulla Micra una semplice rotella “vecchia scuola” ha risolto ogni problema: l’ingrandimento o lo zoom è praticamente immediato.

Nissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-SNissan Micra DIG-S

Nissan Micra DIG-S prezzi ed allestimenti

Gli allestimenti per Nissan Micra DIG-S sono due:

Acenta, proposta con Airbag anteriori, laterali e a tendina ESP, ABS Stop/Start, Servosterzo, Chiusura automatica centralizzata con sensore di velocità, Condizionatore aria manuale, Computer di bordo, Chiusura centralizzata a distanza, Bracciolo anteriore, Sedile di guida regolabile in altezza, Volante rivestito in pelle, Lettore CD con presa Aux-in, Connettività Bluetooth, Cerchi in lega da 15 pollici e Fari fendinebbia.

Tekna, che rispetto ad Acenta ha un più il Nissan Connect con schermo a colori da 5″ e navigatore satellitare completamente integrato, Computer di bordo con indicazione della quantità di ‘CO2 risparmiata’ Fari e tergicristalli automatici Simple Parking Pack (o PSM).

Prezzi a partire da 14.470 euro per Nissan Micra DIG-S Acenta e 15.580 euro per Nissan Micra DIG-S Tekna, per il cambio CVT è necessario aggiungere 1.300 euro.

Open weekend fissato per il 24 ed il 25 Settembre, anche se le prenotazioni sono già attive. Viene confermata la campagna in vigore per la versione Micra da 80cv, quindi una riduzione di 1.400 Euro per tutti gli acquirenti e 2.020 euro in caso di rottamazione, con la possibilità di finanziamento a tasso zero per 48 mesi. Infine, per chi è già cliente Nissan, è disponibile un finanziamento a 60 mesi con l’estensione della garanzia a 5 anni o 100.000 km.

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Nissan Micra DIG-S: prova su strada é stato pubblicato su Autoblog.it alle 10:35 di lunedì 18 luglio 2011.

Usa: legge anti streaming prevede il carcere anche per l’embedded su Youtube

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Quando i politici mettono mano a settori che non conoscono a fondo, il pastrocchio è sempre in agguato: negli Stati Uniti si sta discutendo della legge anti-streaming S.978 dei senatori Amy Klobuchar, John Cornyn e Christopher Coons. La questione ruota attorno al caso Rojadirecta: domini internet sequestrati con la motivazione che il sito ospitava link a streaming di trasmissioni tv. Recentemente i proprietari dei domini in questione hanno tentato di opporsi al sequestro, e proprio le motivazioni del rifiuto del sequestro hanno innescato una serie di polemiche.

Senza entrate troppo nei cavilli della legislazione americana, cerchiamo di riassumere un interessante post di TechDirt. Nel post viene argomentato come un utilizzo “estremo” di quella legge possa portare in carcere anche chi fa l’embedded di filmati di Youtube coperti da copyright, compresi quelli dove in maniera casereccia vengono doppiate canzoni famose. Nonostante non venga previsto esplicitamente dalla legge in questione, i termini “performance” e “financial gain” sembrano essere così vaghi da poter essere usati anche per mettere in galera il più innocuo ragazzino.

Da una parte ci può essere anche nei politici americani una ignoranza di fondo dei meccanismi della rete, tanto da farci pensare che dopotutto tutto il mondo è paese. C’è però da dire che questo meccanismo del “dico non dico”, ovvero scrivo una legge che può essere usata o interpretata in modi che sulla carta non ho previsto, può avere l’effetto di dissuadere gli utenti, senza incrinare l’immagine del politico. Che sia voluto o meno, in questo momento sugli utenti americani c’è una velata minaccia: se fate streaming o se caricate video su Youtube state bene attenti. Potreste rischiare fino a 5 anni di carcere.

A proposito di doppiaggio, lip-syncing e politici americani, qui sopra un simpatico video di TheOnion, ovvero i geni del genere satirico: anche Obama usa il doppiaggio nei propri discorsi. Sia chiaro, è una presa in giro…

Usa: legge anti streaming prevede il carcere anche per l’embedded su Youtube é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:57 di giovedì 14 luglio 2011.

Gigwalk: guadagnare soldi con l’iPhone

gigwalk

Quando ho letto di Gigwalk su Cnn sono tornato indietro negli anni attorno al 2000. Chi di voi si ricorda delle “barre” che promettevano guadagni a chi cliccava le pubblicità? “Get Paid while you surf” era la promessa di tutte. C’era chi stava alzato anche di notte per cliccare e chi invece aveva inventato programmini per muovere il mouse ad intervalli regolari per simulare l’attività umana. Senza mettere in dubbio chi opera in questo settore oggi, personalmente non mi ricordo di nessuno che all’epoca abbia ricevuto un soldo. Siti che fallivano da un giorno all’altro, soglie di pagamento che si alzavano sempre di più oppure impossibili da raggiungere… I motivi dei mancati pagamenti erano più o meno questi.

Con questa premessa ammetto di essermi avvicinato a Gigwalk con un po’ di diffidenza. L’idea di Gigwalk è quella di far lavorare chi ha un iPhone, assegnandogli piccoli compiti, pagando cifre tra i 5 ed i 30 dollari. Fotografare il menù di un ristorante, verificare la presenza di un cellulare e la sua collocazione all’interno di un negozio, oppure testare una applicazione per iPhone: questi sono alcuni esempi dei lavoretti offerti.

I fondatori sono Ariel Seidman, Matt Crampton e David Watanabe, tutti e tre con un passato in Yahoo. L’ispirazione è venuta a Seidman osservando le spese sostenute dai produttori di mappe per raccogliere informazioni locali. Da qui ad “utilizzare” i possessori di smartphone il passo è breve. C’è da dire che Gigwalk ha ottenuto circa 2,5 milioni di dollari di finanziamenti da parte di fondi noti nel mondo delle startup. A quanto pare non si tratta di un progetto campato in aria se tra i clienti ci sono già TomTom e MenuPages.

Gigwalk non è ancora disponibile per l’Italia. Andando però a vedere su iTunes Store si trovano commenti non positivi. Una persona dice di aspettare da mesi l’approvazione dell’iscrizione. Un’altra dice che è impossibile entrare in alcuni negozi a scattare foto come richiesto. Certo, non bastano due commenti per giudicare un’applicazione, ma credo che mai come in questo caso sia necessario un regolamento chiaro e il più trasparente possibile affinchè Gigwalk non diventi la prima di una serie di applicazioni un po’ chiacchierate così come le famose barre a cui facevo riferimento ad inizio post…

Gigwalk: guadagnare soldi con l’iPhone é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 20:00 di mercoledì 13 luglio 2011.

Fastweb e NGI indagati per favoreggiamento

p2p

La Procura della Repubblica ha indagato Fastweb e NGI per favoreggiamento, nell’ambito dell’operazione “Poisonous Dahlia”condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari. Il Sostituto Procuratore Dott. Giangiacomo Pilia aveva emesso un ordine di inibizione ai siti www.btjunkie.org e www.btjunkie.com. Da parte sua, Fastweb ha fatto sapere che si è trattato di un incidente tecnologico, e che in questo momento non è possibile accedere ai due link.

Al di là del caso specifico che non commentiamo, il fatto degno di nota è che per la prima volta in Italia l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto che gli internet provider possano essere considerati responsabili. A fronte di questo, si aprono una serie di considerazioni che vogliamo discutere insieme a voi.

Questo tipo di operazione “scarica” (usiamo il termine non a caso) sui provider un costo che dovrebbe essere a carico dei detentori dei diritti. A rigor di logica, chi si sente defraudato dovrebbe portare le prove all’autorità giudiziaria, che dovrebbe poi agire sui singoli. Invece, con i vari blocchi imposti ad esempio ai provider, ai gestori di DNS oppure ai motori di ricerca, viene “ingessato” un intero mercato invece di andare a colpire chi è direttamente responsabile di un fatto illecito. Con la politica dei “blocchi”, si chiede ai provider di oscurare un intero sito, impedendone a chiunque l’accesso, sia per la semplice visita, sia per lo scarico del file .torrent, ma ancora prima che esso stesso venga poi effettivamente utilizzato per il file sharing. Nella vita reale sarebbe come imporre un divieto d’accesso o un coprifuoco: visto che in certe zone della città o in certi orari ci sono troppi crimini, nessuno può circolare.

Dal punto di vista pratico, infine, l’inibizione ad un sito rispetto all’indagine sui singoli, è un paliativo: bloccato un sito ce n’è già pronto a sostituirlo. La stessa FIMI nel proprio comunicato ammette che “BtJunkie, dopo la chiusura di Pirate Bay, era diventato il sito tracker per bit torrent più utilizzato in Italia“…

Foto | Melkorcete

Fastweb e NGI indagati per favoreggiamento é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 18:57 di mercoledì 13 luglio 2011.

Vodafone chiavetta internet a 9 euro

vodafone

Segnaliamo questa offerta di Vodafone che terminerà tra una mezz’oretta circa. Una Internet Key 7.2 con 25€ di traffico incluso più Summer Card Internet a 9 euro, acquistabile dal sito http://countdown.vodafone.it. In dettaglio, così come riportato dal sito Vodafone:

Vodafone Internet Key 7.2 Mbps; SIM Dati Ricaricabile con 25 euro di traffico incluso; Summer Card Internet inclusa per navigare tutto il giorno senza limiti di tempo al costo di 1 euro, solo quando ti connetti. Offerta senza limiti di tempo e di volume, con i primi 200MB al giorno fino a 7.2 Mbps. Raggiunti i 200 MB, puoi continuare a navigare gratuitamente alla velocità di 64 kbps fino al giorno successivo, senza ulteriori costi o scatti. La promozione è valida un mese dalla data di attivazione, successivamente si rinnoverà al costo di 5 euro al mese. Per maggiori dettagli visita il sito. Puoi richiedere l’offerta una sola volta per username ed è necessario aver associato un numero di telefono Vodafone alla tua registrazione.

Vodafone chiavetta internet a 9 euro é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 14:26 di mercoledì 13 luglio 2011.

LinkedIn è il secondo social netowork negli Usa

Senza troppo clamore, almeno qui in Italia, scopriamo che LinkedIn è il secondo social network negli Usa. Secondo i dati comScore, Linkedin avrebbe occupato il posto che fino a poco tempo fa era di Myspace, ora sceso al terzo posto

Business Insider riporta che in Giugno LinkedIn ha registrato 33,9 milioni di utenti unici, con un incremento di 500.000 utenti rispetto a Maggio. Nello stesso periodo Myspace ne ha persi 1,4 milioni, scendendo ad un complessivo 33,5 milioni di utenti unici al mese.

Il fatto interessante è che LinkedIn è nato come social network dedicato alle relazioni professionali. Quindi niente giochini in stile Zynga/Facebook piuttosto che musica e video in formato entertainment come MySpace. Volendo trarre una conclusione, potremmo dire che c’è spazio per un utilizzo un po’ più serio dei social network. A proposito: tempo fa parlavamo di trovare lavoro con LinkedIn. Qualcuno c’è riuscito?

Foto | Flickr

LinkedIn è il secondo social netowork negli Usa é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 19:45 di martedì 12 luglio 2011.