Addio a Sordi, raccont� vizi e virt� degli italiani

Radio, canali televisivi e siti web avevano da poco trasmesso la notizia della sua morte che davanti alla villa di Alberto Sordi a via Numa Pompilio a Roma si � andata addensando una piccola folla di romani che hanno voluto rendere omaggio al caratterista, all’attore, al regista che in 50 anni di film ha raccontato l’Italia agli italiani.

Il primo flash dell’agenzia Ansa � delle 8:59 del mattina e meno di un’ora dopo davanti all’abitazione dell’attore hanno cominciato ad accumularsi mazzi di fiori, in gran parte gialli e rossi. I colori della citt� con la quale si � identificato, fino a rivestirne simbolicamente nel 2002 la carica di sindaco per un giorno. A presidiare il viale che porta alla casa sono arrivati due vigili urbani che facevano passare solo le persone a piedi

Nella villa dalla quale si dominano le Terme di Caracalla e, pi� oltre il Circo massimo, Sordi si era spento nella notte, per le conseguenze di una malattia grave che lo aveva colpito nei mesi scorsi. Accanto a lui, che avrebbe compiuto 83 anni il 15 giugno, c’era la sorella Amelia.

Poco dopo le 10 nella villa sono entrate due suore. Poi, circa un’ora dopo, il regista Pietro Garinei segutio a breve distanza di tempo dal sindaco Walter Veltroni e il regista Ettore Scola. “E’ unn grande dolore per la citt� e per tutto il paese”, ha detto Veltroni: “Ai romani e agli italiani mancher� un artista che meglio di ogni altro ha saputo interpretare, con intelligenza con amore e partecipazione la pienezza della vita e le contraddizioni della societ�”.

Mentre la notizia si spargeva in tutta Italia, sono piovute le dichiarazioni di politici, uomini di cultura e di spettacolo che ricordavano, quasi unanimi, come i circa 200 film interpretati dall’attore costituiscano un ritratto divertente, ma non necessariamente affettuoso, dell’Italia della seconda met� del Novecento.

Per tutti vale la dichiarazione di Carlo Azeglio Ciampi: “Veramente Sordi ha interpretato i sentimenti degli italiani, soprattutto nei momenti pi� difficili e duri”, con la quale il presidente della Repubblica ha auspicato che i suoi film si facciano vedere nelle scuole.

Pi� personali i ricordi dei tanti spettatori e dei colleghi dello spettacolo. “La morte di Alberto � una delle cose pi� tristi della mia vita, confessa Sophia Loren che in questi giorni si trova a Roma, a letto con la febbre a casa della sorella Maria. “Era un grandissimo amico, anche se insieme abbiamo lavorato pochissimo. Non sapevo che stesse male. A volte mi meravigliavo di non avere sue notizie, ma poi la vita va avanti ognuno � preso dalle sue cose. In fondo Alberto era abbastanza giovane: oggi a 82 anni si � ancora giovani”.

Nino Manfredi, che con lui gir� “Venezia, la Luna e tu” (1958), “Nell’anno del Signore” (1969) e “Riusciranno i nostri eroi…” (1968), ricorda che con Tognazzi e Gasman erano chiamati “i quattro colonnelli della commedia all’italiana. Ora – afferma sconsolato – sono rimasto solo io”.

Rispondi