Avanzata senza scontri. Gli Usa: defezioni tra le file irachene

Truppe Usa-GB vicine a Bassora. Attacco a Nord
I soldati della coalizione conquistano due località a sud del Paese e attaccano Mosul, città strategica settentrionale

BAGDAD – Le forze angloamericane avanzano all’interno dell’Iraq – a sud e a nord – senza dover fronteggiare particolari resistenze. Truppe statunitensi e britanniche hanno infatti già raggiunto e conquistato una posizione strategica nella parte meridionale del Paese prendendo il controllo di due città-chiave. Dopo essere entrati in territorio iracheno procedono nel deserto a una velocità di 40-50 chilometri all’ora, come documentato in tempo reale dalle telecamere della rete televisiva Cnn. Non è tutto: secondo l’emittente televisiva Al Jazeera hanno sferrato anche un attacco a Mosul, ultima grande città prima della zona settentrionale curda, a un centinaio di chilometri dal confine con la Turchia. Così, dopo due giorni di guerra, la Coalizione è praticamente alle porte di Bassora da dove, nella notte, sono state udite forti esplosioni che testimoni oculari dicono essersi verificate a una cinquantina di chilometri dalla città. Probabilmente sono le avanguardie dei bombardamenti mirati a distruggere le mine e le protezioni messe in atto dagli iracheni per rallentare l’invasione.

LE FORZE IN CAMPO – Gli alleati hanno messo in campo forze terrestri che avrebbero preso il controllo di due località meridionali di Umm Qasr, a 50 chilometri da Bassora, appunto, e la penisola di Al Faw, che si trova alla foce dei fiumi Tigri ed Eufrate ed è considerata una posizione fondamentale per la conquista di Bassora. L’avanzata è protetta da un gruppo di elicotteri Kiowa, che volano sotto i 50 piedi (13 metri) guidano il percorso della colonna. La colonna blindata comprende veicoli da combattimento Bradley e carri armati M1A1 Abrams.

LA VERSIONE DI BAGDAD – La notizia della conquista di Umm Qasr è stata smentita dal governo iracheno ma forze militari della coalizione e fonti legate alla stessa Casa Bianca la confermano e aggiungono che la presa della località è avvenuta senza combattimenti né feriti. Nella penisola di Al Faw le operazioni sono state condotte dai Royal marine britannici con mezzi terrestri e anfibi, preceduti da intensi bombardamenti di artiglieria sia da terra che dalle navi delle forze alleate che si trovano nel Golfo persico. L’invasione delle truppe di terra è stata inoltre appoggiata dai Tornado Gr4 che si sono alzati in volo dalle basi in Kuwait.

RESA E RESISTENZA – Non c’è stata alcuna conferma ufficiale, poi, della notizia battuta dalle agenzie di stampa internazionale nel pomeriggio di ieri: «Molti soldati iracheni di diverso grado – dicevano i dispacci – si sono arresi alle forze alleate che hanno preso il controllo della città di Umm Qasr». E poche ore dopo un ufficiale dei Marines ha affermato che venticinque soldati iracheni si sarebbero arresi alle truppe statunitensi. La resistenza degli uomini del raìs sembra essersi limitata all’utilizzo della contraerei e al lancio di missili convenzionali mentre gli attacchi di Saddam sono stati per lo più diretti contro Kuwait City: per ben sette volte nelle strade della città sono risuonate le sirene d’allarme e risulta che siano stati lanciati almeno dieci missili. Secondo un portavoce militare, due sono stati tirati nella notte tra giovedi e venerdi, uno dei quali è stato distrutto con un missili Patriot. I missili intercettati sono stati complessivamente tre. Altri due sarebbero finiti in mare. I missili iracheni che invece hanno raggiunto il territorio kuwaitiano sarebbero cinque ma nessuno ha provocato danni. Uno è finito nei pressi della base americana di Camp Commando e altri due in pieno deserto di Mutlaa, a una quarantina di chilometri da Kuwait City, la capitale. Non è stato precisato in che punto dell’emirato siano caduti gli altri tre missili. Tutti i vettori iracheni, secondo esperti americani, erano armati di testate convenzionali ma avrebbero potuto trasportare anche agenti chimici o batteriologici. Gli attacchi hanno seminato il panico tra la popolazione dell’emirato.

COME NEL 1980 – La regione di Bassora – in particolare Faw e Umm Qasr, sullo Shatt al Arab, dove le forze anglo-americane hanno ingaggiato i primi combattimenti di terra con le truppe irachene – fu anche il teatro dell’inizio delle ostilità tra Iran ed Iraq nel 1980 e poi delle più sanguinose battaglie, fino alla fine della guerra, nel 1988.
Settembre 1980: le forze di Saddam attaccano l’Iran impadronendosi di Khorramshahr, la più importante città portuale iraniana sullo Shatt al Arab, che i persiani chiamano Arvand Rud. Maggio 1982: gli iraniani riconquistano Khorramshahr. Marzo 1985: un’armata di 50.000 iraniani riesce a passare a sua volta lo Shatt al Arab, penetrando in territorio iracheno e arrivando brevemente ad isolare la strada tra Bassora e Baghdad. Le truppe di Khomeini vengono però ricacciate indietro. Febbraio 1986: altri 85.000 effettivi iraniani attraversano il confine, arrivando ad impadronirsi di Faw, città allo sbocco dello Shatt al Arab nel Golfo Persico. Aprile 1988: le forze irachene riescono a riprendere il controllo di Faw, ricacciando gli iraniani nel loro territorio. Luglio 1988: l’Iran, in grave difficoltà su tutto il fronte, decide di accettare il cessate il fuoco con l’Iraq, tuttora in vigore, non essendo ancora stato ufficializzato da un trattato di pace.

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