Bassora: cambiata strategia, la città diventa obiettivo militare

I marines Usa passano i ponti sull’Eufrate
Conquistato il guado di Nassiriya. Ancora scontri con la Guardia repubblicana a difesa della capitale
BAGDAD (IRAQ) – L’obiettivo è puntare decisi verso Bagdad. I marine americani hanno passato oggi l’Eufrate a Nassiriya, in Iraq meridionale e avanzano ora verso nord. Dopo aver combattuto a lungo per controlare il nodo strategico di Nassiriya. Mentre si combatte ancora a Bassora, Umm Qasr e nel nord del Paese.

COMBATTIMENTI A NASSIRIYA – I marines Usa hanno passato i ponti sull’Eufrate dopo essere stati a lungo impegnati in combattimenti, con l’appoggio di elicotteri e artiglieria, nella zona di Nassiriya, in Iraq meridionale. Il corrispondente della Reuters Sean Maguire ha detto che un grande convoglio di marine ha passato il fiume Eufrate e il canale Saddam dopo un aspro combattimento nelle strade della città di Nassiriya, e ha ripreso l’avanzata verso Baghdad. Maguire, al seguito delle truppe Usa, ha detto che il convoglio ha attraversato la città percorrendo strade lungo un corridoio protettivo fatto dai mezzi corazzati americani, e ha attraversato prima il fiume, poi il canale. «Nassiriya sembra essere ancora ostile ma gli americani hanno passato i corsi d’acqua e adesso stanno di nuovo procedendo verso Nord», ha detto il giornalista. Una avanzata verso Nord dalla riva sinistra dell’Eufrate potrebbe formare il braccio orientale di una manovra a tenaglia su Baghdad, 375 chilometri a Nord di Nassiriya. Sulla riva destra (occidentale) del fiume, le forze americane sono arrivate a soli 100 chilometri a Sud della capitale.
BOMBE SU BAGDAD – Bagdad è stata ancora bombardata nella notte, mentre elicotteri Apache si sono scontrati contro la divisione Medina della Guardia repubblicana.
BASSORA: CAMBIATA STRATEGIA – La strategia degli alleati nei confronti di Bassora sta cambiando e forse sarà necessario l’intervento militare per entrare in città e sconfiggere i miliziani che resistono all’interno. Lo ha detto il portavoce delle forze britanniche nel Golfo, capitano di Gruppo Al Lockwood, nella base di As Sayliyah in Qatar. Successivamente il comando britannico ha corretto il tiro dichiarando che per ora un ingresso in città sarebbe prematuro, confermando però che la città è diventata obiettivo militare.
SOLDATI BRITANNICI AL CONFINE CON L’IRAN – Intanto un contingente di Royal marines britannici si è è posizionato al confine tra Iraq e Iran per impedire eventuali sconfinamenti di truppe iraniane.

LE PERDITE – La guerra all’Iraq è cominciata da cinque giorni e già si contano pesanti perdite (anche se notevolmente inferiori a quelle irachene) tra le fila delle truppe anglo-statunitensi. Il bilancio attuale è di 38 morti complessivi (20 soldati Usa e 18 britannici, un secondo soldato di Sua Maestà è stato ucciso in combattimento vicino alla città di Al Zubayr, nel Sud dell’Iraq). A questi vanno aggiunti due soldati britannici, dati per dispersi. I dispersi per parte americana sono invece 14 di cui 7 fatti prigionieri. Inoltre, a questa cifra va aggiunta quella dei tre reporter: l’australiano dell’Abc Paul Moran, un russo e il britannico della Itn Terry Lloyd.
Ma secondo il generale a riposo Barry McCaffrey, che dodici anni fa partecipò all’operazione «Desert Shield», durante la quale aveva il comando della 24ma Divisione di Fanteria i morti alleati alla fine del conflitto potrebbero essere oltre 3.000.
Da parte irachena vi sono almeno 250 vittime tra i civili, mentre non esiste un conto preciso di quelle militari che dovrebbero essere comunque di alcune centinaia.

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