Al Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Carlsbad: i vincitori del Los Angeles Design Challenge 2011

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Mercedes-Benz Advanced Design Studio California Carlsbad

Dopo aver visitato con Autoblog i Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Sindlefingen e Como, abbiamo avuto la possibilità visitare il centro di Carlsbad, in Califonia, aperto nel 2008.

L’occasione è stata la preview della nuova Mercedes SL, alla quale si è aggiunta la vittoria dei giovani designer Mercedes al Los Angeles Design Challenge 2011. Manifestazione di design automobilistico legata al Salone dell’Auto di Los Angeles, si tratta di un concorso in cui gli studi di tutto il mondo si danno battaglia. Il tema di quest’anno puntava alla progettazione della prossima auto da film più famosa di Hollywood: tema simpatico ma da non prendere sottogamba, soprattutto dal punto di vista dell’innovazione.

Vincitore il progetto Smart 341 Parkour, di cui potete vedere il video trailer nella seconda parte del post. La reporter Annie Angle viene aiutata da una Smart 341 Parkour a scrivere un articolo che le può spianare la strada per il successo. Un’automobile che è più di una vettura grazie alle diverse possibilità di movimento. Modalità guida normale, modalità volo che consente alla vettura di sollevarsi in alto sulle strade e modalità arrampicata per salire sui muri dei grattacieli.

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Come ogni buon film di Hollywood che si rispetti, la storia finisce bene. Se avete però fatto attenzione al trailer, qui non si tratta solo di immaginare nuove forme, quanto piuttosto nuovi utilizzi e, perchè no, nuove “strade”.

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Da questo punto di vista interessante anche il progetto Maybach per la storia di una Cenerentola dei giorni nostri. Forme affusolate per un nuovo concetto di carrozza, dove non c’è più chi guida. Perchè l’automobile potrebbe essere comandata a distanza da una centrale operativa. E a pensarci bene, a questo punto, non sarebbe più necessario cercare parcheggio. L’autista a distanza ci lascia dove vogliamo e torna a riprenderci. Non solo: non dover destinare un posto per il conducente significa avere anche più spazio a bordo per tutti. Un’ultima particolarità: il materiale del modello non è legno ma una sostanza plastica. Il modello non è stato infatti realizzato a mano ma con una tecnica di “stampa” a 3D.

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E’ stato l’interior designer Hans-Peter Wunderlich, a porre l’accento proprio su questa caratteristica del modello. Perchè spesso accade di voler realizzare materialmente un progetto con l’ausilio della tecnologia, anche se la tecnologia non è ancora diventata di massa. I designer pensano e cercano di portare avanti concetti che non sono ancora stati esplorati. Come detto proprio per l’esempio del modello Maybach, non si tratta solamente di dare una forma, ma c’è la necessità di pensare ed esplorare diversi tipi di utilizzo. Sono anche concorsi come il L.A. Design Challenge 2011 che contribuiscono a cercare di rompere gli schemi mentali per arrivare a qualcosa di nuovo.

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Si, ma come si diventa designer di automobili? Ci risponde direttamente Hubert Lee, responsabile dello Studio di Carlsbad. 38 anni, nato negli Stati Uniti e cresciuto tra USA e Corea, ha studiato all’Art Center College of Design Pasadena dove è uscito con il massimo dei voti. Ha iniziato a lavorare in Mercedes nel 2002 facendo gavetta, fino ad arrivare al ruolo che ricopre oggi. La risposta di Lee è in parte una conferma: per lavorare nel mondo delle automobili come designer ci vuole tanta passione, tanto studio e tanto lavoro.

Come altri suoi colleghi, Lee racconta che le automobili sono state la sua passione fin da piccolo. Ma la passione è nulla se non è supportata da un grande lavoro di studio. Essere i responsabili di uno Studio come quello di Carlsbad, è comunque una responsabilità, utilizzando un gioco di parole. Perchè il design Mercedes fa della propria tradizione un punto imprescindibile, e l’innovazione deve tenere conto dell’eredità del passato.

Un po’ come nel concept presentato: il Mercedes-Benz Silver Arrow – Silver Lightning. Trae ispirazione dalla Silberpfeil degli anni ‘30 e dalla Uhlenhaut SLR degli anni ‘50 ma come si può vedere è anche qualcosa di completamente diverso. La voglia di innovazione senza tradire il passato si nota anche nel trailer proposto al LA Design Challenge 2011, dove alcune scene sono ambientate nel Museo Mercedes di Stoccarda. E proprio nel museo uno dei protagonisti sale a bordo di una Silberpfeil.

Pubblichiamo a fine post il materiale grafico presentato al Design Challenge 2011. Quello che ci è sembrato di capire durante la nostra breve visita allo studio, è che al designer si chieda sempre di più di essere in grado di anticipare i tempi. Non solo, come abbiamo detto, alla forma esteriore, ma soprattutto nelle funzioni. E’ allora la capacità di vedere oltre, vero e proprio talento naturale, l’ingrediente che insieme alla passione, allo studio ed al lavoro, può plasmare un grande designer.

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Al Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Carlsbad: i vincitori del Los Angeles Design Challenge 2011 é stato pubblicato su Designerblog.it alle 16:42 di mercoledì 30 novembre 2011.

A World I Never Made di Rachel Kwak

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A World I Never Made è il progetto finale di Rachel Kwak al Pratt Institute in Brooklyn, New York. Si basa sul libro del poeta inglese A.E. Housman, dallo stesso titolo, che si vede nel filmato. Le forme dei conigli sembrano saltar fuori dalle pagine, in perfetta sincronia con la canzone Eon Blue Apocalypse dei Tool.

Via | Laughingsquid.com

A World I Never Made di Rachel Kwak é stato pubblicato su Designerblog.it alle 12:22 di venerdì 08 luglio 2011.

Intervista al Designer Lucas Colombo Carbone

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Nei giorni scorsi abbiamo avuto la possibilità di intervistare Lucas Colombo Carbone, designer argentino dalle lontani origini italiane, con un percorso di studi specifico dedicato al design industriale automobilistico. Luogo del colloquio il Mercedes-Benz Advanced Design Studio, presso il quale siamo stati invitati grazie all’iniziativa di Mercedes ed Autostrade 150elode.it. Nell’intervista in tre parti, che potete trovare in versione integrale su Autoblog, abbiamo toccato i temi del design dell’automobile ma anche più in generale del design industriale, tentando infine di capire come le tecnologie moderne aiutano la progettazione, e nello stesso tempo cosa si è perso rispetto a come lavoravano i designer del passato.

Intervista al Designer Lucas Colombo Carbone é stato pubblicato su Designerblog.it alle 11:59 di venerdì 08 luglio 2011.

Street Art a Berlino

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La Street Art a Berlino è un fenomeno radicato nella cultura cittadina, basti pensare ai graffiti realizzati su quello che fu il “muro”. Il video che presentiamo oggi è realizzato dalla rete tv Arte, e vuole fare una piccola carrellata di ciò che è la Street Art oggi. Stencils e vernici utilizzati da El Bocho, Various & Gould e Christian Awe sia in esterni sia in interni. Sul sito di Arte, la trasmissione completa divisa in tre parti.

Via | Crackjack

Street Art a Berlino é stato pubblicato su artsblog alle 18:19 di lunedì 04 luglio 2011.

Campagna France 24: The Tweets

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Giornalismo, cinema, storia e tecnologia si fondono nella campagna pubblicitaria realizzata da Marcel per France 24. Sullo sfondo del mitico “Gli Uccelli” di Hitchcock del ‘63, si svolge la scena di cui sono protagonisti Gheddafi, Mubarak e Ben Alì. In questo caso gli uccelli sono i “tweet” azzurri, che hanno fatto da grancassa alle rivoluzione arabe del 2011. Il tutto per dire che, anche France 24 è su Twitter.

France 24 - The BirdsFrance 24 - The BirdsFrance 24 - The Birds

Via | Crackajack.de

Campagna France 24: The Tweets é stato pubblicato su Designerblog.it alle 19:12 di giovedì 30 giugno 2011.

Screaming for help: l’urlo di Noam Galai icona globale

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Nel 2006 Noam Galai fece un particolare autoscatto. “Screaming for help” era il titolo della fotografia, che Noam caricò su Flickr. Come raccontano anche su Clickblog, la foto venne scaricata da migliaia di persone, e diventò presto oggetto di graffiti, stencil, t-shirt, pubblicità e copertine di riviste.

Galai, che a quanto ci risulta non ha mai ricevuto compensi, ha raccolto in un blog tutti gli utilizzi della sua immagine, che possiamo considerare ormai come un’icona globale. Su Scream Everywhere troviamo allora body painting, pins, copertine di libri, skateboards oltre che pubblicità di ogni genere. Qualcosa di simile è capitato con l’Urlo di Munch: sarà la forza del gesto “urlo” ad attirare e catalizzare tanta attenzione?

Via | BoingBoing

Screaming for help: l’urlo di Noam Galai icona globale é stato pubblicato su artsblog alle 12:00 di martedì 10 maggio 2011.

Studente deceduto dopo performance artistica in Colombia

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 John Jairo Villamil

Si chiamava John Jairo Villamil ed era uno studente 25enne della Universidad del Bosque di Bogotà. Con la sua performance voleva dimostrare la propria percezione della città. Si è infilato un sacchetto di plastica nera in testa, tenendo i piedi in un secchio d’acqua. In una mano una manciata di banconote ed una foglia nell’altra.

E’ facile comprendere cosa è accaduto. Come si vede nel video su Youtube, il respiro e le convulsioni di Villamil sono state interpretate dal pubblico come parte della performance, ritardando così i soccorsi. Il giovane è spirato cinque giorni dopo.

Via | Metro

Studente deceduto dopo performance artistica in Colombia é stato pubblicato su artsblog alle 19:34 di lunedì 09 maggio 2011.

Casa a San Francisco con porta del garage nascosta

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Come creare una porta per un garage in zone architetturalmente interessanti? Non stiamo parlando di uno pilastri dell’architettura, sia chiaro, quanto piuttosto la volontà di certe amministrazioni di mantenere viva la propria storia. Siamo a San Francisco, dove è difficile ottenere l’approvazione di un progetto che stravolga l’aspetto delle tipiche abitazioni. La soluzione è proprio la porta automatica nascosta dietro una finta finestra bow window, realizzata da Beausoleil-architects. Sul loro blog è possibile vedere le immagini della casa. Considerando lo stato dei nostri centri storici, spesso disseminati di architetture fuori contesto, c’è da fare tanto di cappello a idee di questo genere.

Via | BoingBoing

Casa a San Francisco con porta del garage nascosta é stato pubblicato su artsblog alle 16:30 di giovedì 21 aprile 2011.

Statua della Libertà di Las Vegas usata come francobollo

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Tra originali e copie, ogni tanto può capitare di prendere un granchio. E’ quanto capitato al servizio postale americano, così ci racconta il New York Times, quando ha deciso di usare la Statua della Libertà di New York come simbolo per i francobolli. Non è la prima volta che accade, e gli amici appassionati di filatelia ne sapranno certamente più di noi.

Il problema è che se nel passato erano state utilizzate rappresentazioni grafiche, in questo caso è stato scelto uno scatto fotografico. L’immagine colpisce: la vista dal basso esalta l’importanza del soggetto così come i tratti del volto. Ma… un momento proprio i tratti del volto sono più definiti rispetto al normale e la statua sembra troppo “pulita”. Un caso di Photoshop? No, siamo di fronte ad un errore grossolano.

La statua della foto non è la Statua della Libertà di New York quanto piuttosto la sua copia, ovvero la Statua della Libertà di Las Vegas. Prova finale la “toppa”, forse una placca, proprio sul raggio centrale, vicino alla corona. Gli esperti d’arte battono le poste americane 1 a zero. Poste che ammettono l’errore e si scusano, consapevoli di aver effettuato un record: aver preso come originale la copia (ben 45 metri) più grande del mondo di una statua.

Statua della Libertà di Las Vegas usata come francobollo é stato pubblicato su artsblog alle 18:00 di lunedì 18 aprile 2011.