Corte Federale di New York: l’ok alla musica su cloud

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Sospiro di sollievo sia per gli utenti sia per i servizi che propongono l’archiviazione di musica online, dopo la decisione di una corte federale negli Stati Uniti. Mp3Tunes, e quindi anche Dropbox, Amazon, Google Music e via via tutti gli altri, non violano nessuna legge quando salvano e permettono l’utilizzo di un solo file mp3 piuttosto che, ad esempio, salvarne 100 uguali per 100 diversi utenti. Secondo Wired la decisione della corte chiarisce meglio come potrà svilupparsi la tecnologia ed il business attorno ai servizi cloud. Le aziende potranno ridurre drasticamente lo spazio utilizzato dagli utenti mentre gli utenti dovrebbero essere in grado di fruire più rapidamente dei servizi, il tutto senza avere problemi legali da parte delle varie etichette musicali.

Era stata MP3tunes l’azienda nel mirino di EMI, proprio per il metodo utilizzato per fornire il proprio servizio cloud. L’utente effettua l’upload della musica nel proprio “locker” sul web, dal quale è poi possibile riprodurre i brani da qualsiasi dispositivo connesso. Ma invece di caricare tutti i file di tutti gli utenti, il software di MP3tunes controlla nel proprio archivio è presente un altro brano identico: in caso positivo viene aggiunto all’area personale senza neanche effettuare l’upload. Non importa quanti utenti carichino nel proprio “locker” il brano: MP3tunes ne conserva una copia sola.

La corte federale di New York ha chiarito che il metodo è legale solo per le copie identiche dello stesso file, cosa che può essere determinata tramite un controllo sull’hash MD5. La corte ha anche chiarito che se i file di uno stesso brano musicale differiscono anche di pochissimo, cosa che può capitare ad esempio con canzoni “rippate” direttamente da CD, MP3tunes non potrà sostituirle con una propria copia “master”: gli utenti dovranno effettuare il classico upload e MP3tunes dovrà archiviare le copie differenti.

Buone notizie quindi anche per Dropbox, che utilizza un sistema del tutto simile che funziona per musica, video e testo. Sorridono anche Amazon e Google che avevano lanciato i propri servizi cloud senza accordarsi con le major della musica. I due giganti non avevano previsto la possibilità di conservare una sola copia, rendendo ad esempio l’upoload di una collezione video virtualmente impossibile per i i tempi biblici di questa operazione. Grazie alla decisione della corte potranno implementare lo stesso meccanismo di MP3Tunes, dando all’utente quella velocità nelle operazioni di carico file che prima non c’era. Da notare invece la mossa diametralmente opposta di Apple: grazie ad un accordo con le major, Apple può usare file master. Questo significa che se un utente carica un file di bassa qualità, il servizio di Apple provvederà ad effettuale una sorta di upgrade gratuito verso quella migliore.

Ultimo, la corte ha stabilito che il “sideloading” di MP3tunes è legale. Gli utenti possono aggiungere canzoni che hanno trovato su pagine web direttamente nel proprio “locker”. Una funzione che non sembra essere particolarmente appetita da Google. Il fondatore di MP3tunes Michael Robertson lavora proprio in Google dopo l’acquisizione di una delle sue società, ma non sembra essere interessato… almeno per ora.

Foto | Flickr

Corte Federale di New York: l’ok alla musica su cloud é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 14:00 di martedì 23 agosto 2011.

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