Direttiva Unione Europea su privacy e cookie: confusione in Inghilterra

EU

In Italia non se n’è parlato moltissimo, ma dal 25 Maggio dovrebbe entrare in vigore quanto prescritto nella direttiva 2009/136/CE (nota come «e-Privacy»). Questa direttiva cerca di aumentare la protezione della privacy, per rendere meno invasive particolari forme di marketing. In particolare, gli utenti dovrebbero esprimere un consenso affinchè le varie attività in rete vengano salvate nei cookies.

La questione è complessa, se ne discutevano le criticità già lo scorso Novembre su Il Post. Le leggi all’interno dei Paesi dell’Unione non sono uniformi, se ci aggiungiamo una certa “vaghezza” nelle direttive degli euroburocrati, possiamo immaginare la babele di cavilli legislativi che una decisione del genere comporta.

Da una posizione intransigente, ovvero consenso o meno per ogni cookie, pare che si sia passati a qualcosa di più ragionevole. Su Key4Biz, si dice ad esempio che:

Sarà sufficiente, secondo quanto scritto in questo documento, “impostare un browser o un’altra applicazione” perché abiliti o meno i cookies e non sarà necessario “ottenere il consenso per ogni singola operazione di accesso o di memorizzazione dei dati sul dispositivo dell’utente se le informative iniziali e il consenso già coprono ulteriori utilizzi delle informazioni”.

Detto questo, pare che una volta tanto il Regno Unito abbia deciso di adeguarsi fin da subito alle nuove disposizioni. Il Wall Street Journal riporta tutte le perplessità e le difficoltà nel recepire la normativa.

L’Information Commissioner’s Office ha comunicato che nonostante tutto il lavoro di recepimento prosegue, anche se non sono ancora certi i termini legislativi. Pronta la risposta di chi, come nel caso di start up, non ha la capacità di analizzare o interpretare le nuove leggi, con un paio di settimane di anticipo. Insomma, un gran pasticcio anche per gli inglesi.

La cosa che personalmente mi ha lasciato più perplesso è che se da una parte abbiamo abbondanza di fonti riguardanti i problemi inglesi, sembra che per il resto d’Europa il problema non esista e che non venga preso in considerazione. Possibile che in Germania, Francia o Spagna, tanto per citare tre grandi Paesi, non vengano poste le stesse problematiche? Stavo iniziando a pensare al solito vizio italico di far finta di nulla e pagare multe salate, ma sembra che tutti abbiano lasciato andare avanti gli inglesi per “vedere l’effetto che fa”, oppure che ci sia la consapevolezza che il termine del 25 Maggio venga prorogato. Se qualche lettore ci segue dall’estero, può segnalarci come se e come viene affrontata la direttiva dell’Unione Europea?

Foto | Flickr

Direttiva Unione Europea su privacy e cookie: confusione in Inghilterra é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 15:00 di martedì 10 maggio 2011.

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