Il futuro della mobilità al Our Future Mobility Now Bruxelles 2011

Our Future Mobility Now Bruxelles 2011

Quando si parla di mobilità del futuro, è inevitabile pensare ad auto elettriche dal design particolare. Ci sono però considerazioni che riguardano l’economia globale piuttosto che la storia e la crescita delle popolazioni. E’ questo in estrema sintesi il messaggio di David Ward, Direttore Generale della Fondazione della Federazione Internazionale dell’Automobile, al Our Future Mobility Now Bruxelles 2011.

Da questo punto di vista diventa importante osservare la crescita e la distribuzione della cosiddetta classe media, ovvero la fascia di popolazione che acquista automobili. Se fino al 2000, la classe media era concentrata in Europa e nel Nord America, gli studi dicono che dopo il 2050 la percentuale del mondo occidentale si abbasserà per far spazio ad India e Cina. Da notare che lo scorso anno per la prima volta, il valore delle auto prodotte e vendute più nei paesi emergenti è stato più alto che nelle economie “mature”. E’ il segnale che qualcosa sta veramente cambiando.

Nello stesso tempo, è necessario considerare il fabbisogno di carburante. Uno degli obiettivi è stato quello di ridurre del 30% (rispetto ai dati del 2005) il consumo nelle auto vendute in Europa e Nord America. Nel 2050 si dovrà arrivare al 50%. Uno dei metodi è il downsizing delle motorizzazioni. A proposito di dati di consumo, per una volta i dati mostrati premiano l’Italia. Per quanto riguarda i carburanti siamo il terzo Paese che consuma meno, e che nello stesso tempo è riuscito ad abbassarlo. Ultima considerazione è quella sulla sicurezza. Il rapporto tra incidenti stradali e morti sulla strada, è maggiore nei paesi come il Sud Africa, Arabia Saudita, Russia e Messico mentre è minore in Giappone e nei Paesi europei. Per classi sociali, è maggiore nelle fasce più povere. E’ evidente che bisogna impegnarsi affinchè la sicurezza aumenti.

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David Ward conclude dicendo che in tutte le problematiche elencate, le case che vendono in Europa sono all’avanguardia e che proprio il mercato europeo deve essere usato come modello per le altre economie.

Il secondo intervento è di Manuel Simas di Living Planit. Pensando alla mobilità del futuro, dobbiamo considerare ogni aspetto. Uno di questi è il disegno delle nuove città, o se preferite, dei nuovi quartieri. Andiamo da questioni molto urbanistiche, come l’abolizione degli incroci a 4 vie, per preferire quelli a tre, cosa che comporta il disegno di isole a nido d’ape, a questioni forse un po’ più pratiche. Conoscere i dati di traffico durante ogni ora del giorno, può essere importante per decidere cosa inserire e dove, nei nostri nuovi quartieri. Connettere tra loro gli edifici significa avere la possibilità di monitorare la vita all’interno dei quartieri stessi. Informazioni che servono per poter dare risposte immediate alle necessità degli abitanti e degli automobilisti.

Non nascondiamo che il problema del trattamento dati personali è molto sentito. Anche in questo caso viene chiarito che i dati vengono raccolti in forma anonima perchè non interessa cosa fa il singolo individuo, quanto piuttosto la massa delle persone. Secondo Simas il trattamento dei dati non deve essere affidato ai governi ma alle aziende private. E’ un tema del quale dibattiamo spesso su Downloadblog, e che difficilmente può trovare una soluzione univoca. Anche Simas afferma che comunque deve rimanere decisione personale la decisione di fornire o meno i propri dati, così come decidiamo se spegnere o meno la nostra autoradio.

Il futuro della mobilità al Our Future Mobility Now Bruxelles 2011 é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:18 di giovedì 23 giugno 2011.

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