Ford Fusion – Salone di Detroit 2012 Live

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Ford Fusion - Salone di Detroit 2012 Live

Qui in diretta dal Salone di Detroit grazie all’iniziativa di Ford che ha inviato ben 150 bloggers provenienti da tutto il mondo per scoprire le ultime novità. Non solo bloggers appassionati di auto, ma esperti di design e lifestyle, ognuno con una propria visione e le proprie particolarità.

Alla Joe Louis Arena è stata presentata la Ford Fusion in anteprima mondiale non è più un modello che guarda solo all’America, ma un nuovo passo nel cammino che va sotto il nome di “One Ford“. Una strada che ha portato alla realizzazione di una Fiesta ed una Focus uguali sulle due sponde dell’Atlantico. E che forse già fra un paio di mesi vedrà il debutto della prossima Mondeo. Identica, per l’appunto alla nuova Fusion.

La nuova berlina tre volumi di segmento D risente evidentemente degli stilemi introdotti dalla Evos Concept allo scorso Salone di Francoforte. Da quello scenografico prototipo deriva in primo luogo la nuova presa d’aria e l’andamento dinamico del cofano motore, scalfito da profonde nervature longitudinali. Tutta improntata al dinamismo, la linea della Fusion/Mondeo culmina in una coda che nei gruppi ottici ritrova un ulteriore punto di contatto con la Evos.

La Fusion avrà una gamma motori leggermente diversa da quella della Mondeo: il modello americano debutterà con due turbo EcoBoost, un 1.6 da 180 CV e un 2.0 da 240 CV, quest’ultimo disponibile anche con le quattro ruote motrici. Le due unità sovralimentate affiancheranno il 2.5 quattro cilindri aspirato da 170 CV, mentre in un secondo momento arriveranno le varianti ibrida e ibrida plug-in (quest’ultima con un’autonomia di 800 km).

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Se il 1.6 disporrà della sola trasmissione manuale a sei marce, i due motori più potenti si potranno scegliere anche con un automatico dallo stesso numero di rapporti, che sul 2.0 turbo rappresenterà l’unica alternativa, mentre sul 2.5 aspirato affiancherà il cambio manuale. Sul mercato USA a partire dall’autunno, la Fusion debutterà anche con la variante ibrida da 185 CV, basata su un 2.0 aspirato derivato dal 2.5 che equipaggia l’attuale Fusion Hybrid.

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Ford Fusion - Salone di Detroit 2012 Live é stato pubblicato su Autoblog.it alle 17:00 di lunedì 09 gennaio 2012.

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Visitare Seul: il Gyeongbokgung

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Gyeongbokgung Seoul

In visita a Seul grazie all’invito di Huyndai, siamo andati alla scoperta del Gyeongbokgung, il principale e più grande dei cinque grandi palazzi costruiti dalla Dinastia Chosun. Attualmente circondato da palazzi dall’architettura evoluta, si tratta di circa 450.000 mq di oasi di pace all’interno della caotica capitale della Corea del Sud. E proprio dall’ingresso si sviluppa un imponente viale che punta al cuore di Seoul, quasi a significare l’antico che si fonde con il moderno.

Il Gyeongbokgung venne costruito nel 1394 dall’architetto Jeong Do-jeon. Non presenta particolari sistemi difensivi, con mura basse e poco consistenti, a differenza dei bastioni che circondavano le nostre città medievali. Non stupisce allora che i giapponesi non trovarono grosse difficoltà nel prenderlo nel 1592, occasione nella quale ne bruciarono buona parte.

Il momento migliore per visitarlo è la sera, al tramonto, quando le ombre dei palazzi si allungano sul parco. Forse si perderanno alcuni particolari che hanno fatto grande il Gyeongbokgung, ma ci si ritroverà immersi in una atmosfera magica. Le luci donano infatti un tocco particolare, in cui i giochi tra i colori delle colonne, delle pareti e delle coperture trovano una particolare armonia.

Gyeongbokgung Seoul
Gyeongbokgung SeoulGyeongbokgung SeoulGyeongbokgung SeoulGyeongbokgung Seoul

Da questo punto di vista il Gyeonghoeru, il “Padiglione delle riunioni felici”, è insuperabile. Costruito su 48 pilastri di granito, si trova al centro di un lago artificiale di fiori di loto. Veniva utilizzato come luogo di ricevimenti e feste, mentre in seguito venne usato per rituali propiziatori a favore del popolo. Nelle ore serali, è preso d’assedio da una folla educata di fotografi, che non il treppiede cerca di coglierne al meglio il fascino. Curiosità: si tratta del palazzo ritratto nelle banconote da 10.000 won.

Un ampio cortile con scalinata fa invece da ingresso al Geunjeongjeon, padiglione della sala del trono nonchè il padiglione più grande dello Gyeongbokgung . Si tratta del luogo dove il re dava udienza ai dignitari di corte e dove si tenevano le cerimonie ufficiali. Seppur finemente decorato, non presenta evidente sfarzo, con un voluto stile che potremmo definire oggi minimalista. Cerimonie che richiedevano un maggior numero di persone erano ospitate nel cortile antistante.

A completare la visita il picchetto della guardia posto davanti all’ingresso con colori sgargianti nelle divise d’epoca. E’ qui che è possibile intuire la fierezza dell’orgoglioso popolo coreano, all’avanguardia nel settore tecnologico ed industriale ma sempre legato alle proprie tradizioni.

Seul è una metropoli enorme, che offre molte attrattive. Consigliamo comunque un tour del Gyeongbokgung, anche breve, per apprezzare una parte di storia coreana forse a noi poco conosciuta. Maggiori informazioni su orari e prezzi dei biglietti d’ingresso sul sito ufficiale in inglese.

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Gyeongbokgung Seoul

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Visitare Seul: il Gyeongbokgung é stato pubblicato su Travelblog.it alle 01:30 di venerdì 06 gennaio 2012.

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Diffusore Audio Sony SRS-BTV25: la nostra prova

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Diffusore Audio Sony SRS-BTV25

Abbiamo avuto la possibilità di provare il diffusore Audio Sony SRS-BTV25. Un oggetto dal design ricercato che colpisce subito per la forma sferica di colore bianco al cui centro trovano posto i due altoparlanti, nero e verde. Interessante la scelta dei materiali: la sfera è di plastica lucida tranne che nelle aree per le quali è previsto un maggior contatto con le mani, dove si ha un effetto satinato per limitare segni ed impronte. L’SRS-BTV25 è decisamente leggero: pesa solo solo 0,5 kg. Aggiungiamo che le dimensioni sono di 14,5 cm in larghezza, altezza e profondità ed ecco che ci troviamo di fronte ad un oggetto facile da spostare in casa, in ufficio e, perchè no, da portare anche in viaggio. In effetti la parte superiore forma quasi una maniglia che può essere utilizzata per il trasporto.

Una delle particolarità di questo diffusore audio è la possibilità di utilizzare una connessione bluetooth per l’audio. Questo significa poter ascoltare la musica di tutti i dispositivi mobili come ad esempio iPhone ed iPod ma anche terminali Android, tablet compresi. Aggiungiamo all’elenco anche i pc o i notebook, per tutti coloro i quali non amano avere sulla scrivania le classiche casse. Non solo musica,ovviamente, ma anche podcast ed il sonoro dei videogiochi. Dalla nostra prova abbiamo potuto rilevare come il segnale bluetooth possa arrivare senza problemi ad una decina di metri in linea d’aria mentre siamo attorno ai 6/7 metri quando tra la fonte ed il ricevitore sono presenti un paio di muri. Questo significa poter usare quasi libertamente il Sony SRS-BTV25 all’interno di un appartamento o di un ufficio.

Per quanto riguarda i comandi, la connessione bluetooth garantisce la compatibilità del volume; in ogni caso sono presenti alcuni tasti funzione sulla parte superiore del diffusore audio. Nella parte posteriore sono presenti la presa per l’ingresso audio esterno e la presa per l’alimentazione. Lateralmente è presente una porta usb per poter ricaricare lo smartphone o il tablet durante l’ascolto.

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25

Veniamo finalmente alla parte relativa all’audio. La forma sferica permette all’SRS-BTV25 una distribuzione uniforme a 360° del suono, non essendoci in pratica una fonte monodirezionale. Come dicevamo inizialmente le casse sono due: un woofer da 56 mm ed tweeter 20 mm per una potenza dichiarata di 13 W. Per quanto riguarda le prestazioni il suono appare buono a basso volume, relativamente alle dimensioni ed al peso. A volumi maggiori appare invece “intubato” con una certa piattezza dei toni alti, mentre i bassi sono garantiti dalla funzione “boost”. Per quanto riguarda il “boost”, è preferibile disabilitarlo nel caso di audio parlato.

Si tratta comunque di un buon prodotto, in grado di produrre musica ad un livello discretamente alto; la distribuzione del suono a a 360° permette di utilizzarlo senza problemi ad esempio in piccole feste o in spazi aperti. Prezzo: l’SRS-BTV25 è disponibile sul sito Sony a 149 euro; alla stessa cifra è proposto l’analogo RDP-V20iP con specifico supporto di ricarica per iPod e iPhone.

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25: la nostra prova é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 10:00 di martedì 03 gennaio 2012.

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Saab Requiem (Saab Suite)

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Un requiem per Saab e per l’ingloriosa fine del marchio svedese. Il video, girato nel 1988 dal Saab Performance Team, si chiama in tealtà Saab Suite, balletto in tre atti. Protagoniste 8 Saab 9000 Turbo più una 900 Cabrio. Il sipario Saab si chiude con un velo di tristezza…

Saab Requiem (Saab Suite) é stato pubblicato su Autoblog.it alle 10:30 di venerdì 23 dicembre 2011.

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Incidente alla Pinetina dove si allena l’Inter: interviene Babbo Natale

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Non si dovrebbe, ma ogni tanto il sorriso scappa quando si vedono certi incidenti e soprattutto se non c’è nessun ferito. E’ questo il caso dell’incidente occorso oggi alla Pinetina di Appiano Gentile, dove si trova il campo di allenamento dell’Inter. Come si vede dalle immagini la Volvo, che a quanto pare non era guidata da nessuno dei calciatori interisti, abbatte il cancello. Niente paura, perchè arriva in soccorso niente meno che Babbo Natale… ovviamente con la dovuta calma.

Incidente alla Pinetina dove si allena l'Inter: interviene Babbo Natale é stato pubblicato su Autoblog.it alle 19:00 di giovedì 22 dicembre 2011.

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Mika Häkkinen e Jenson Button firmano l’autografo sgommando

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<a href="http://www.linkedtube.com/SeNf60uhDeQ874534e4477080a34ad520eb6fe377e4.htm">LinkedTube</a>

Chiedere un’autografo a Mika Häkkinen e Jenson Button potrebbe essere più lungo del previsto, quando anzichè carta e penna viene usata gomma e asfalto. I due piloti si sono prestati per un simpatico video della campagna “Never drink and drive - Join the Pact” e si sono esibiti nel siglare il proprio autografo sgommando all’impazzata. Massimo rispetto per Häkkinen e Button, ma il giudizio finale lo lasciamo a voi: chi dei due ha la migliore calligrafia sull’asfalto?

Mika Häkkinen e Jenson Button firmano l'autografo sgommando é stato pubblicato su Autoblog.it alle 14:05 di giovedì 22 dicembre 2011.

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Autolavaggio aggressivo

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Non siete soddisfatti del vostro autolavaggio? Ecco un modo per lavare bene l’automobile, in maniera definitiva. Basta una benna ed il gioco è fatto. In un’istante avrete pulito la vostra vettura pulita esternamente ed internamente. Attenzione: la direzione non risponde di eventuali danneggiamenti…

E sempre a proposito di autolavaggi, immediatamente dopo la pubblicazione del video con la benna, ci è arrivata la segnalazione di un metodo molto più soft e forse meno efficace, ma pur sempre interessante. Non siamo riusciti a resistere alla tentazione di pubblicare anche questo. Che ne dite?

Autolavaggio aggressivo é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:00 di mercoledì 21 dicembre 2011.

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Hyundai Equus

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Hyundai Equus

Continuiamo il nostro tour coreano iniziato con la Genesis Prada e proseguiamo con l’ammiraglia Hyundai Equus, come qualcuno di voi aveva anticipato nei commenti di ieri. Non si tratta di una novità assoluta, ne avevamo parlato la prima volta nel 2009, ma è comunque interessante perchè, come per Genesis, non si tratta di un modello commercializzato in Italia.

La Equus a trazione posteriore dimostra subito le proprie velleità battagliere a partire dalle dimensioni, che con 5.160 mm di lunghezza e 1.900 mm in larghezza la mettono in diretto confronto con il top del settore. Motorizzazioni: Lambda 3.8 V6 da 290 CV ed il Tau 4.6 V8 da 366 CV abbinati ad un cambio automatico a sei rapporti, più il Tau 5.0 da 435cv con cambio automatico ad 8 rapporti nella versione 2012.

Come ormai d’obbligo sulle auto coreane, tanti i dispositivi elettronici: radar con sensori esterni posti negli specchi retrovisori per segnalare i veicoli che intendono sorpassare, sistema di parcheggio automatico con telecamera, poggiatesta anteriori attivi, 12 posizioni per la regolazione elettrica dei sedili anteriori oltre a 10 airbag. In più c’è anche la possibilità di avere due poltrone singole posteriori con mobile centrale, frigo-bar, impianto televisivo e le prese USB, e ricordiamo che stiamo parlando di un modello del 2009.

Hyundai Equus
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Dal punto di vista degli interni si segnala l’utilizzo dell’abbinamento pelle e radica e, tra sistema di navigazione satellitare e il centro di informazioni multimediali all’avanguardia come elettronica, trova posto un orologio analogico. Buono il sistema audio da 17 altoparlanti mentre segnaliamo che il viaggio a bordo può essere ancora più confortevole grazie alle sospensioni pneumatiche a controllo elettronico ma soprattutto ai sedili massaggianti. Viste le dimensioni, gli spazi interni sono decisamente abbondanti e permettono lunghi viaggi in tutta comodità. Due parole sulla linea, che rimane piuttosto anonima. Sceglie di non avventurarsi su strade innovative e non si notano soluzioni stilistiche azzardate: il risultato è una vettura che non tenta di mettersi particolarmente in mostra. Fatto poi smentito dalle piccole ali sul cofano e dalla griglia frontale vistosa, ma forse per i mercati asiatici va bene così.

Qualche considerazione generale. Come per la Genesis, la Equus non è importata in Europa: anche i coreani riconoscono che da noi la tradizione ed il prestigio di un marchio sono fattori determinanti. Volendo andare oltre possiamo comunque dare una valutazione positiva, i contenuti ci sono e si possono toccare con mano. Per i più curiosi, il sito Hyundai Usa offre informazioni dettagliatissime. Realisticamente la Equus non è ancora all’altezza delle ammiraglie che intende sfidare, ma se pensiamo all’evoluzione Hyundai degli ultimi anni ed escludendo questioni di blasone, possiamo arrivare ad ipotizzare che una prossima versione potrebbe anche giocarsela ad armi pari…

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Hyundai Equus é stato pubblicato su Autoblog.it alle 13:39 di martedì 20 dicembre 2011.

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Hyundai Genesis Prada

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Hyundai Genesis Prada

Siamo stati recentemente a Seoul per vedere da vicino la realtà Huyndai e toccare con mano i progressi che i coreani ha compiuto negli ultimi anni. In questo primo post parliamo della Genesis Prada, berlina che come dice il nome è nata in collaborazione con la casa di moda italiana. Qualche anno fa l’accostamento tra i due nomi aveva suscitato in qualcuno perplessità, ricordiamo l’edizione limitatissima di tre soli esemplari del 2009, oggi possiamo dire invece che la curiosità è tanta.

Diciamo subito che la Genesis Prada non è stata realizzata per il nostro mercato. Si parla di una produzione limitata di un migliaio di esemplari destinati alla Corea, medio oriente e Cina mentre ricordiamo che la Genesis standard è venduta anche negli Stati Uniti. Non stupisce allora il motore Tau 5 litri V8 GDI da 430 cv con cambio automatico ad otto rapporti, sicuramente sovradimensionato come cilindrata per noi italiani. Per quanto riguarda la linea si può dire che appare proporzionata, sobria e concreta. Non ci sono elementi che stupiscono ma nello stesso tempo non ci sono particolari che fanno gridare allo scandalo. Qualche dubbio rimane sulla griglia frontale, forse più adatta al gusto dei clienti asiatici.

Oltre al personale tono di blu, Prada ha portato sulla vettura coreana il disegno dei cerchi in lega da 19″, la copertura rossa del motore, ma soprattutto la manifattura degli interni lavorati a mano: un plus importante per la Genesis. Sul nostro modello i rivestimenti in pelle chiara, insieme agli inserti in alluminio della consolle, donavano alla Genesis Prada una luminosità interna particolare. Completano la personalizzazione i badge Prada esterni ed interni.

Hyundai Genesis Prada
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Gli ingombri esterni (4,986 mm di lunghezza per 1,890 mm di larghezza) si traducono in spazi interni decisamente abbondanti. Dal punto di vista del passeggero il comfort è ottimo. Il sistema di sospensioni garantisce l’assorbimento delle asperità dell’asfalto, buona la silenziosità generale, abbondanti i gadget elettronici. A questo punto un minimo di confronto con le berline tedesche va fatto. Non siamo ancora ai livelli dei marchi più blasonati, ma lo sforzo fatto da Huyndai negli ultimi anni è ancora una volta evidente.

Con un motore dalle dimensioni più europee ed una politica commerciale aggressiva, la Genesis potrebbe avere successo anche da noi? Per qualcuno si tratta di “eresia”, ma se guardiamo i dati di crescita Hyundai in Italia (+23,56%) e la percezione del marchio in costante miglioramento, il “sacrilegio” potrebbe tramutarsi in solida realtà…

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Hyundai Genesis Prada é stato pubblicato su Autoblog.it alle 11:15 di lunedì 19 dicembre 2011.

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Rubrica Amarcord: Storia di una Auto Union

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Auto Union 1000

Dopo aver parlato di auto dalla grandissima diffusione, come Renault 5 e Fiat 127, questa volta la Rubrica Amarcord si concentra su un modello decisamente particolare: Auto Union 1000. Massimo Magagnin di Padova ci ha infatti inviato la propria “Storia di una Auto Union” corredata da alcune immagini personali, che pubblichiamo integralmente.

Se volete partecipare anche voi a questa piccola macchina del tempo, inviateci i vostri scatti ed i vostri ricordi all’indirizzo suggerimenti@autoblog.it con oggetto email “Rubrica Amarcord”. Non importa marca o modello ma il “cuore” con il quale scriverete. Vi lasciamo al simpatico racconto di Massimo Magagnin, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata.

Storia di una Auto Union

Roma, primi anni ‘60… Ero proprio piccolo (sono nato nel 1958)… con la mia famiglia abitavo in centro a Roma e papà più che un’automobile aveva una sorta di “scodella” rovescita, affascinante, ma, ai miei occhi di bambino, sempre una …. “scodella” rovesciata!! … In realtà, messa a “fuoco”, era una splendida Auto Union 1000 color ghiaccio con il tetto grigio che ci porto’, lasciata Roma, in Veneto (dove ci saremmo fermati) e che mi ha accompagnato a scuola fin dal primo giorno delle elementari! … In una Padova del 1966, con poche auto che correvano in pieno centro, mio papà continuava ad accompagnarmi ogni giorno a scuola e io, dentro un’auto così “strana”, non potevo che sentirmi… speciale!

Auto Union
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Per non parlare, poi, dei viaggi un po’ più lunghi o delle gite “fuori porta” con il papà orgogliosamente alla guida, la mamma al suo fianco, io rigorosamente accomodato sui sedili posteriori e mia sorella più piccola che, regolarmente, appena entrata nell’abitacolo, come un gatto, si accoccolava sulla cappelliera e…. si addormentava (fermo restando i bruschi risvegli, ad ogni frenata un attimo più repentina, con conseguente, inevitabile e rovinoso “rotolamento” della “piccola”… “rotolamento” miracolosamente bloccato solo tra i sedili posteriori e quelli anteriori…..!)

Ma l’aver voluto un’auto così particolare (io troppo piccolo per venire a conoscenza delle motivazioni che portarono mio padre all’acquisto di quel modello… se non - l’avrei capito molti anni dopo - una predisposizione quasi genetica per l’estetica e la raffinatezza…) ebbe il suo “prezzo da pagare”… Malfunzionamenti, partenze ritardate, improvvise soste non volute e, soprattutto, nessuno, ma proprio nessuno, che fosse in grado di capirci qualche cosa…. Praticamente non esisteva un solo meccanico nel padovano in grado di sistemare le cose…e nonostante la buona volontà, gli interventi si rivelarono solo peggiorativi (del resto l’auto era veramente fuori dal comune….). E così i commenti che continuamente sentivo da papà erano imperniati solo sul fatto che… “non parliamo del motore, ma nemmeno l’orologio che va sempre indietro sono riusciti a sistemare!!!!!”…..

Esausto, papà lasciò la mitica Auto Union da un carrozziere nei pressi dei Colli Euganei a finire i propri giorni; ci capitò, qualche volta, di passare casualmente davanti al piazzale che ospitava la nostra vecchia auto, simile alla carcassa di un elefante, per vederla, un po’ alla volta, melanconicamente ridotta ad un accumulo di ferraglia!

Massimo Magagnin

p.s. Anni più tardi, papà dimostrò di “aver perso il pelo, ma non il vizio” acquistando, siamo a metà anni settanta, una bellissima Rover 2000 TC marrone con interni in pelle chiara ….. un DISASTRO, MA CHE CLASSE!!!!!!!

Rubrica Amarcord: Storia di una Auto Union é stato pubblicato su Autoblog.it alle 10:00 di mercoledì 14 dicembre 2011.

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