Rubrica Amarcord: Storia di una Auto Union

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Auto Union 1000

Dopo aver parlato di auto dalla grandissima diffusione, come Renault 5 e Fiat 127, questa volta la Rubrica Amarcord si concentra su un modello decisamente particolare: Auto Union 1000. Massimo Magagnin di Padova ci ha infatti inviato la propria “Storia di una Auto Union” corredata da alcune immagini personali, che pubblichiamo integralmente.

Se volete partecipare anche voi a questa piccola macchina del tempo, inviateci i vostri scatti ed i vostri ricordi all’indirizzo suggerimenti@autoblog.it con oggetto email “Rubrica Amarcord”. Non importa marca o modello ma il “cuore” con il quale scriverete. Vi lasciamo al simpatico racconto di Massimo Magagnin, che ringraziamo per la disponibilità dimostrata.

Storia di una Auto Union

Roma, primi anni ‘60… Ero proprio piccolo (sono nato nel 1958)… con la mia famiglia abitavo in centro a Roma e papà più che un’automobile aveva una sorta di “scodella” rovescita, affascinante, ma, ai miei occhi di bambino, sempre una …. “scodella” rovesciata!! … In realtà, messa a “fuoco”, era una splendida Auto Union 1000 color ghiaccio con il tetto grigio che ci porto’, lasciata Roma, in Veneto (dove ci saremmo fermati) e che mi ha accompagnato a scuola fin dal primo giorno delle elementari! … In una Padova del 1966, con poche auto che correvano in pieno centro, mio papà continuava ad accompagnarmi ogni giorno a scuola e io, dentro un’auto così “strana”, non potevo che sentirmi… speciale!

Auto Union
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Per non parlare, poi, dei viaggi un po’ più lunghi o delle gite “fuori porta” con il papà orgogliosamente alla guida, la mamma al suo fianco, io rigorosamente accomodato sui sedili posteriori e mia sorella più piccola che, regolarmente, appena entrata nell’abitacolo, come un gatto, si accoccolava sulla cappelliera e…. si addormentava (fermo restando i bruschi risvegli, ad ogni frenata un attimo più repentina, con conseguente, inevitabile e rovinoso “rotolamento” della “piccola”… “rotolamento” miracolosamente bloccato solo tra i sedili posteriori e quelli anteriori…..!)

Ma l’aver voluto un’auto così particolare (io troppo piccolo per venire a conoscenza delle motivazioni che portarono mio padre all’acquisto di quel modello… se non – l’avrei capito molti anni dopo – una predisposizione quasi genetica per l’estetica e la raffinatezza…) ebbe il suo “prezzo da pagare”… Malfunzionamenti, partenze ritardate, improvvise soste non volute e, soprattutto, nessuno, ma proprio nessuno, che fosse in grado di capirci qualche cosa…. Praticamente non esisteva un solo meccanico nel padovano in grado di sistemare le cose…e nonostante la buona volontà, gli interventi si rivelarono solo peggiorativi (del resto l’auto era veramente fuori dal comune….). E così i commenti che continuamente sentivo da papà erano imperniati solo sul fatto che… “non parliamo del motore, ma nemmeno l’orologio che va sempre indietro sono riusciti a sistemare!!!!!”…..

Esausto, papà lasciò la mitica Auto Union da un carrozziere nei pressi dei Colli Euganei a finire i propri giorni; ci capitò, qualche volta, di passare casualmente davanti al piazzale che ospitava la nostra vecchia auto, simile alla carcassa di un elefante, per vederla, un po’ alla volta, melanconicamente ridotta ad un accumulo di ferraglia!

Massimo Magagnin

p.s. Anni più tardi, papà dimostrò di “aver perso il pelo, ma non il vizio” acquistando, siamo a metà anni settanta, una bellissima Rover 2000 TC marrone con interni in pelle chiara ….. un DISASTRO, MA CHE CLASSE!!!!!!!

Rubrica Amarcord: Storia di una Auto Union é stato pubblicato su Autoblog.it alle 10:00 di mercoledì 14 dicembre 2011.

Un pensiero su “Rubrica Amarcord: Storia di una Auto Union”

  1. signor Pezzi,
    ho riconosciuto in questo bel racconto un vecchio compagno di liceo degli anni '70 a Padova e che da moltissimo tempo non ho il piacere di sentire… sarebbe così gentile da mettermi in contatto con l'autore? La ringrazio.

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