Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012

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Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012

Sveliamo una parte del mistero creato nel post relativo alla seconda generazione di Chromebook. Il Chromebox esiste, e l’abbiamo visto funzionante qui al CES di Las Vegas. Non è ancora dato da sapere le caratteristiche tecniche; l’unica cosa che possiamo dire è che il giochino in flash che accompagnava la dimostrazione era scattante e fluido.

Novità certe invece per il Chromebook. Samsung continua con convinzione a percorrere la difficile strada del sistema operativo Google. Il nuovo Chromebook è performante tre volte rispetto alla prima versione. L’unico neo ovviamente rimane la connessione. Finchè le compagnie telefoniche non stipuleranno accordi tra loro per abbattere i costi di roaming dati, poter usare il Chromebook all’estero sarà quasi impossibile. L’abbiamo sperimentato qui a Las Vegas, dove il wi-fi è quasi sempre a pagamento con costi non indifferenti. Ce la farà il Chromebook ad emergere nonostante queste limitazioni? Attendiamo di provare la nuova versione, prima possibile.

Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012
Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012

Samsung Chromebook e Chromebox @ CES 2012 é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 02:38 di venerdì 13 gennaio 2012.

Ford Sync @ CES Las Vegas 2012

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gary strumolo

Invitati da Ford al CES di Las Vegas, abbiamo visitato l’area dedicata alle innovazioni nel settore salute e medicina. Gary Strumolo (Vehicle Design and Infotronics di Ford) ha parlato del Ford Sync come possibile strumento di diagnosi. La base di partenza è l’esperienza americana, dove il 90% degli utenti cerca su internet suggerimenti medici prima di andare dal dottore. Le funzioni di salute e benessere sono quelle più utilizzare in rete dopo l’email ed i motori di ricerca. Nello stesso tempo le applicazioni che riguardano la salute erano già 17.000 nel 2010 e si pensa che nel 2015 vengano utilizzare da 500 milioni di utenti.

Rimanendo sempre nell’ambito degli Stati Uniti, viene quindi specificato che il tempo medio passato al volante è considerevole: perchè allora non utilizzare il Ford Sync, che già di occupa dell’infotainment, per migliorare la vita delle persone? Ford ha quindi sviluppato sistemi che grazie al Sync permettono di monitorare il battito cardiaco e la pressione sanguigna, ed ancora il livello di glucosio per i diabetici. In particolare il diabete è una malattia che preoccupa molto qui negli Usa. Avere la possibilità di controllare continuamente il livello di glucosio può diventare fondamentale ad esempio per evitare incidenti dovuti agli effetti del diabete. Altri possibili sviluppi: per chi soffre di allergia il Sync può valutare le condizioni atmosferiche e dell’ambiente e impostare il riciclo interno dell’aria, oppure proporre percorsi di guida alternativi.

I dati ricevuti dal Sync possono essere salvati in rete (o su “cloud”) e condivisi su altre applicazioni. Ford ha stipulato un accordo con Welldoc, al momento l’unica app certificata dalla FDA, che elabora i dati raccolti e suggerisce consigli di comportamento.

Il concetto finale è che prendersi cura di se stessi all’interno della tua auto. Un concetto stravagante? Per qualcuno potrebbe anche essere così, ma che per tutti quelli che, ad esempio, utilizzano l’auto per lavoro, potrebbe rivelarsi decisamente interessante.

Ford Sync @ CES Las Vegas 2012 é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 01:50 di venerdì 13 gennaio 2012.

Microsoft Windows 8 Preview @ CES 2012

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Un piccolo filmato per riassumere le novità di Windows 8, presentato qui a Las Vegas. E’ una versione ridotta del filmato che caricheremo prima possibile e che è indice dell’organizzazione del CES, studiata a misura di americano. Non c’è connessione wifi se non a pagamento (e non costa poco): chi vuole caricare file media deve andare in sala stampa, con buona pace del live blogging per chi non è americano e non ha un piano dati per la propria sim.

Cosa possiamo dire di Windows 8 se non “finalmente”? Ad una prima occhiata sembra un buon prodotto, che dovrebbe relegare al passato tutte le lamentele tipiche degli utenti Windows. Il nuovo sistema operativo è in grado di viaggiare su qualunque tipo di device, dal pc al tablet, mantenendo inalterate le proprie funzionalità. Bello da vedere, con il Metro Style già visto negli scorsi mesi, risulta essere nello stesso tempo ordinato ma non “noioso”; le finestre si muovono in maniera rapida e fluida.

E’ possibile ovviamente memorizzare più account, ma se uno di questi è salvato sul “cloud”, è possibile spostarsi da un device all’altro avendo sempre le proprie impostazioni. Interessante la “password gesture”: è possibile salvare alcuni movimenti del mouse come password, anzichè digitare lettere e numeri. In Metro Style le applicazioni occupano completamente lo schermo, non c’è alcuna barra.

Microsoft Windows 8 @ CES Las Vegas 2012
Microsoft Windows 8 @ CES Las Vegas 2012Microsoft Windows 8 @ CES Las Vegas 2012Microsoft Windows 8 @ CES Las Vegas 2012Microsoft Windows 8 @ CES Las Vegas 2012

Le applicazioni possono essere organizzate spostandole e creando nuovi gruppi. Non è però necessario trascinarle gruppo per gruppo: è possibile zoomare e quindi spostare da un gruppo all’altro direttamente.

E’ presente un Market per le applicazioni. La particolarità è che il Market permette versioni trial, considerando l’utilizzo del software con un sistema di crediti. Questo permette agli utenti di provare il software gratuitamente, ed agli sviluppatori di non dover lavorare sulla versione completa e sulla versione trial. Interessante il task manager, che ci informa che le applicazioni non in primo piano, “consumano” lo 0% della cpu. Le applicazioni vengono infatti messe in uno stato di freeze finchè non vengono richiamate nuovamente.

Quelle elencate qui sopra sono ovviamente alcune delle funzionalità del sistema operativo. Come detto inizialmente l’impressione è stata positiva. Il personale Microsoft presente nello stand ha più volte sottolineato le parole “senza compromessi”. Vedremo nei prossimi mesi, magari con un prova approfondita, se Windows 8 saprà mantenere le promesse.

Microsoft Windows 8 Preview @ CES 2012 é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 01:02 di venerdì 13 gennaio 2012.

Innovation Power Panel Keynote @ CES 2012

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Alan Mulally

In questo momento mi trovo a Las Vegas per il CES 2012. Il primo impatto è quello di trovarsi tra migliaia di “amici”, ovvero di appassionati e professioni di tecnologia, ognuno con un compito ben preciso. C’è chi presenta nuovi prodotti, e chi cerca di capire quale avrà successo.

Siamo stati invitati qui da Ford, come seconda parte dell’iniziativa che ha portato al Salone di Detroit 150 bloggers provenienti da tutto il mondo. Un’operazione che ha suscitato scalpore tra gli addetti ai lavori del mondo dell’automobile, perchè per la prima volta si sono ribaltati i rapporti: Ford ha invitato più bloggers che giornalisti: è l’alba di una nuova era? Ovviamente noi speriamo di si.

Veniamo allora all’Innovation Power Panel Keynote al quale abbiamo assistito. Moderatore dell’incontro Gary Shapiro, presidente e CEO della Consumer Electronics Association (CEA), ospiti Usula Burns (chairman e CEO di Xerox), Alan Mulally (presidente e CEO di Ford) e John Stratton (presidente di Verizon Enterprise).

L’innovazione va di pari passo con gli investimenti, ma cosa accade quando gli investitori chiedono di tagliare i costi? Può accadere che le loro attenzioni si rivolgano verso le voci di spesa più grandi, come ad esempio lo sviluppo. Shapiro chiede allora come si comportano le aziende degli ospiti. Per noi, dice la Burns, non è un problema. Se non investi oggi non avrai mai un lungo futuro. Dobbiamo togliere la pressione sull’abbattimento dei fondi sugli investimenti. Mulally è d’accordo: se fermi gli investimenti è come abdicare. Qualcun altro può insidiare la tua posizione. E’ proprio investendo che cerchiamo di essere pionieri dell’innovazione. Stratton prosegue il discorso: ogni tecnologia di successo è frutto di una lunga ricerca. La ricerca porta a nuovi prodotti, con i quali si faranno buoni profitti. Se uno vuole i profitti, deve investire.

La ricerca è comunque fatta dalle persone: come si scelgono le persone giuste? Shapiro fa riferimento a Mulally: quando sei arrivato dalla Boing, eri uno “fuori dal giro” di Detroit. Si, risponde Mulally, ma arrivavo da un mondo che si occupava di questioni complesse, come costruire aeroplani. Ho seguito la visione di Henry Ford, continuare sull’innovazione. Ford diceva che c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti, ed è questa la strada che continuiamo a percorrere. Abbiamo aperto fabbriche in tutto il mondo per essere più vicini alle persone in ogni luogo, abbiamo creato posti di lavoro in tante nazioni, con noi lavorano persone di nazionalità diverse.

I fallimenti aiutano a crescere? Si, dice Mulally, che come Stratton afferma che i fallimenti sono indispensabili alla crescita anche se, ovviamente, non sono incoraggiati… E’ grazie agli insuccessi che c’è anche un continuo miglioramento. Opinione per certi versi diversa quella della Burns, che punta sulla differenza tra errori e fallimenti: tutti noi facciamo errori, ma non per questo si deve parlare di fallimento. Sono due cose simili ma diverse, gli errori si possono correggere e le persone intelligenti subito dopo aver commesso un errore, pensano a come rimediare.

Torniamo allora al punto iniziale. Le incertezze dei mercati non invita alla ricerca, ma si tratta di una scelta obbligata per le aziende che puntano ad essere leader nel proprio settore.

Innovation Power Panel Keynote @ CES 2012 é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 00:33 di venerdì 13 gennaio 2012.

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25: la nostra prova

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Diffusore Audio Sony SRS-BTV25

Abbiamo avuto la possibilità di provare il diffusore Audio Sony SRS-BTV25. Un oggetto dal design ricercato che colpisce subito per la forma sferica di colore bianco al cui centro trovano posto i due altoparlanti, nero e verde. Interessante la scelta dei materiali: la sfera è di plastica lucida tranne che nelle aree per le quali è previsto un maggior contatto con le mani, dove si ha un effetto satinato per limitare segni ed impronte. L’SRS-BTV25 è decisamente leggero: pesa solo solo 0,5 kg. Aggiungiamo che le dimensioni sono di 14,5 cm in larghezza, altezza e profondità ed ecco che ci troviamo di fronte ad un oggetto facile da spostare in casa, in ufficio e, perchè no, da portare anche in viaggio. In effetti la parte superiore forma quasi una maniglia che può essere utilizzata per il trasporto.

Una delle particolarità di questo diffusore audio è la possibilità di utilizzare una connessione bluetooth per l’audio. Questo significa poter ascoltare la musica di tutti i dispositivi mobili come ad esempio iPhone ed iPod ma anche terminali Android, tablet compresi. Aggiungiamo all’elenco anche i pc o i notebook, per tutti coloro i quali non amano avere sulla scrivania le classiche casse. Non solo musica,ovviamente, ma anche podcast ed il sonoro dei videogiochi. Dalla nostra prova abbiamo potuto rilevare come il segnale bluetooth possa arrivare senza problemi ad una decina di metri in linea d’aria mentre siamo attorno ai 6/7 metri quando tra la fonte ed il ricevitore sono presenti un paio di muri. Questo significa poter usare quasi libertamente il Sony SRS-BTV25 all’interno di un appartamento o di un ufficio.

Per quanto riguarda i comandi, la connessione bluetooth garantisce la compatibilità del volume; in ogni caso sono presenti alcuni tasti funzione sulla parte superiore del diffusore audio. Nella parte posteriore sono presenti la presa per l’ingresso audio esterno e la presa per l’alimentazione. Lateralmente è presente una porta usb per poter ricaricare lo smartphone o il tablet durante l’ascolto.

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25

Veniamo finalmente alla parte relativa all’audio. La forma sferica permette all’SRS-BTV25 una distribuzione uniforme a 360° del suono, non essendoci in pratica una fonte monodirezionale. Come dicevamo inizialmente le casse sono due: un woofer da 56 mm ed tweeter 20 mm per una potenza dichiarata di 13 W. Per quanto riguarda le prestazioni il suono appare buono a basso volume, relativamente alle dimensioni ed al peso. A volumi maggiori appare invece “intubato” con una certa piattezza dei toni alti, mentre i bassi sono garantiti dalla funzione “boost”. Per quanto riguarda il “boost”, è preferibile disabilitarlo nel caso di audio parlato.

Si tratta comunque di un buon prodotto, in grado di produrre musica ad un livello discretamente alto; la distribuzione del suono a a 360° permette di utilizzarlo senza problemi ad esempio in piccole feste o in spazi aperti. Prezzo: l’SRS-BTV25 è disponibile sul sito Sony a 149 euro; alla stessa cifra è proposto l’analogo RDP-V20iP con specifico supporto di ricarica per iPod e iPhone.

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25Diffusore Audio Sony SRS-BTV25

Diffusore Audio Sony SRS-BTV25: la nostra prova é stato pubblicato su Gadgetblog.it alle 10:00 di martedì 03 gennaio 2012.

Hyundai Equus

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Hyundai Equus

Continuiamo il nostro tour coreano iniziato con la Genesis Prada e proseguiamo con l’ammiraglia Hyundai Equus, come qualcuno di voi aveva anticipato nei commenti di ieri. Non si tratta di una novità assoluta, ne avevamo parlato la prima volta nel 2009, ma è comunque interessante perchè, come per Genesis, non si tratta di un modello commercializzato in Italia.

La Equus a trazione posteriore dimostra subito le proprie velleità battagliere a partire dalle dimensioni, che con 5.160 mm di lunghezza e 1.900 mm in larghezza la mettono in diretto confronto con il top del settore. Motorizzazioni: Lambda 3.8 V6 da 290 CV ed il Tau 4.6 V8 da 366 CV abbinati ad un cambio automatico a sei rapporti, più il Tau 5.0 da 435cv con cambio automatico ad 8 rapporti nella versione 2012.

Come ormai d’obbligo sulle auto coreane, tanti i dispositivi elettronici: radar con sensori esterni posti negli specchi retrovisori per segnalare i veicoli che intendono sorpassare, sistema di parcheggio automatico con telecamera, poggiatesta anteriori attivi, 12 posizioni per la regolazione elettrica dei sedili anteriori oltre a 10 airbag. In più c’è anche la possibilità di avere due poltrone singole posteriori con mobile centrale, frigo-bar, impianto televisivo e le prese USB, e ricordiamo che stiamo parlando di un modello del 2009.

Hyundai Equus
Hyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai Equus

Dal punto di vista degli interni si segnala l’utilizzo dell’abbinamento pelle e radica e, tra sistema di navigazione satellitare e il centro di informazioni multimediali all’avanguardia come elettronica, trova posto un orologio analogico. Buono il sistema audio da 17 altoparlanti mentre segnaliamo che il viaggio a bordo può essere ancora più confortevole grazie alle sospensioni pneumatiche a controllo elettronico ma soprattutto ai sedili massaggianti. Viste le dimensioni, gli spazi interni sono decisamente abbondanti e permettono lunghi viaggi in tutta comodità. Due parole sulla linea, che rimane piuttosto anonima. Sceglie di non avventurarsi su strade innovative e non si notano soluzioni stilistiche azzardate: il risultato è una vettura che non tenta di mettersi particolarmente in mostra. Fatto poi smentito dalle piccole ali sul cofano e dalla griglia frontale vistosa, ma forse per i mercati asiatici va bene così.

Qualche considerazione generale. Come per la Genesis, la Equus non è importata in Europa: anche i coreani riconoscono che da noi la tradizione ed il prestigio di un marchio sono fattori determinanti. Volendo andare oltre possiamo comunque dare una valutazione positiva, i contenuti ci sono e si possono toccare con mano. Per i più curiosi, il sito Hyundai Usa offre informazioni dettagliatissime. Realisticamente la Equus non è ancora all’altezza delle ammiraglie che intende sfidare, ma se pensiamo all’evoluzione Hyundai degli ultimi anni ed escludendo questioni di blasone, possiamo arrivare ad ipotizzare che una prossima versione potrebbe anche giocarsela ad armi pari…

Hyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai EquusHyundai Equus

Hyundai Equus é stato pubblicato su Autoblog.it alle 13:39 di martedì 20 dicembre 2011.

Hyundai Genesis Prada

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Hyundai Genesis Prada

Siamo stati recentemente a Seoul per vedere da vicino la realtà Huyndai e toccare con mano i progressi che i coreani ha compiuto negli ultimi anni. In questo primo post parliamo della Genesis Prada, berlina che come dice il nome è nata in collaborazione con la casa di moda italiana. Qualche anno fa l’accostamento tra i due nomi aveva suscitato in qualcuno perplessità, ricordiamo l’edizione limitatissima di tre soli esemplari del 2009, oggi possiamo dire invece che la curiosità è tanta.

Diciamo subito che la Genesis Prada non è stata realizzata per il nostro mercato. Si parla di una produzione limitata di un migliaio di esemplari destinati alla Corea, medio oriente e Cina mentre ricordiamo che la Genesis standard è venduta anche negli Stati Uniti. Non stupisce allora il motore Tau 5 litri V8 GDI da 430 cv con cambio automatico ad otto rapporti, sicuramente sovradimensionato come cilindrata per noi italiani. Per quanto riguarda la linea si può dire che appare proporzionata, sobria e concreta. Non ci sono elementi che stupiscono ma nello stesso tempo non ci sono particolari che fanno gridare allo scandalo. Qualche dubbio rimane sulla griglia frontale, forse più adatta al gusto dei clienti asiatici.

Oltre al personale tono di blu, Prada ha portato sulla vettura coreana il disegno dei cerchi in lega da 19″, la copertura rossa del motore, ma soprattutto la manifattura degli interni lavorati a mano: un plus importante per la Genesis. Sul nostro modello i rivestimenti in pelle chiara, insieme agli inserti in alluminio della consolle, donavano alla Genesis Prada una luminosità interna particolare. Completano la personalizzazione i badge Prada esterni ed interni.

Hyundai Genesis Prada
Hyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis Prada

Gli ingombri esterni (4,986 mm di lunghezza per 1,890 mm di larghezza) si traducono in spazi interni decisamente abbondanti. Dal punto di vista del passeggero il comfort è ottimo. Il sistema di sospensioni garantisce l’assorbimento delle asperità dell’asfalto, buona la silenziosità generale, abbondanti i gadget elettronici. A questo punto un minimo di confronto con le berline tedesche va fatto. Non siamo ancora ai livelli dei marchi più blasonati, ma lo sforzo fatto da Huyndai negli ultimi anni è ancora una volta evidente.

Con un motore dalle dimensioni più europee ed una politica commerciale aggressiva, la Genesis potrebbe avere successo anche da noi? Per qualcuno si tratta di “eresia”, ma se guardiamo i dati di crescita Hyundai in Italia (+23,56%) e la percezione del marchio in costante miglioramento, il “sacrilegio” potrebbe tramutarsi in solida realtà…

Hyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis PradaHyundai Genesis Prada

Hyundai Genesis Prada é stato pubblicato su Autoblog.it alle 11:15 di lunedì 19 dicembre 2011.

Video: Mercedes-Benz C 63 AMG Coupé Black Series a Laguna Seca

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<a href="http://www.linkedtube.com/vxhMq1kkDvAcc608ea75429a0716a0171928d1271a7.htm">LinkedTube</a>

Mercedes ha rilasciato un video della nuova C 63 AMG Coupé Black Series ripresa a Laguna Seca. Un’auto che conosciamo bene per averla provata proprio sul circuito californiano. Un “giretto” di lusso, come ha detto qualcuno. Non a caso l’argomento è stato trattato su Deluxeblog, dove si parla solo ed esclusivamente di supercar. Quello con la Mercedes C 63 AMG Coupé Black Series è stato un amore a prima vista. Sappiamo che per qualcuno l’alettone posteriore è un po’ “troppo” ma quando lo si ammira dal vivo, accompagnato dal suono grave del V8 AMG… sembra confezionato su misura dal genio del più raffinato artigiano, in questo caso la premiata sartoria AMG. Qualche dato? 6,3 litri che sviluppano 517 cv per una coppia di 620 Nm. Prestazioni dichiarate: 0 a 100 km/h in 4,2 secondi ed una velocità massima limitata a 300 km/h. Come si fa a non perdere la testa per un’auto così? E sia chiaro, in questo campo siamo per la poligamia…

Laguna Seca è uno di quei tracciati che sono entrati nel mito degli sport motoristici, sia per le quattro sia per le due ruote. E chissà quanti di voi fanno mentalmente l’equazione “Laguna Seca = Cavatappi”. Chiaramente non c’è solo il cavatappi, ma possiamo dire che nel percorrerlo per la prima volta l’effetto è di “paura” assoluta. C’era comunque con noi qualcuno di sicura esperienza: nella seconda parte del post il video dei giri in pista su Mercedes SLS AMG con Bernd Schneider, ex F1 con Zakspeed ed Arrows e due volte campione del DTM, il resoconto su Motorsportblog. Da notare le continue correzioni al volante dopo il passaggio del cavatappi, ma soprattutto lo sguardo tutto sommato rilassato di Schneider.

Ma non è tutto. Al Mercedes-Benz Advanced Design Studio Carlsbad, sempre in California, oltre a vedere la nuova SL alla quale abbiamo già dedicato un post, abbiamo parlato con i designer che avevano appena vinto i Los Angeles Design Challenge 2011. Interessante non solo per l’oggetto della manifestazione, ma per il ruolo che già oggi ha assunto il designer: non solo forme ma anche nuove funzioni e possibilità.

Per finire, piccoli consigli per le vacanze con il viaggio da San Francisco a Monterey, su SLK 55 AMG.

Mercedes-Benz C 63 AMG Coupé Black SeriesMercedes-Benz C 63 AMG Coupé Black SeriesMercedes-Benz C 63 AMG Coupé Black SeriesMercedes-Benz C 63 AMG Coupé Black Series

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Video: Mercedes-Benz C 63 AMG Coupé Black Series a Laguna Seca é stato pubblicato su Autoblog.it alle 01:05 di sabato 10 dicembre 2011.

In viaggio da San Francisco a Monterey

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Mercedes SLK 55 AMG

California non è solo San Francisco, Los Angeles o San Diego. Una banalità che diventa meno ovvia quando si ha la possibilità di viaggiare in auto e si ha la fortuna di scoprire strade o luoghi non indicati dalle classiche guide turistiche. Abbiamo avuto l’occasione di provare una Mercedes SLK 55 AMG viaggiando da San Francisco a Monterey.

“Le strade di San Francisco”, come il titolo italiano di quel telefilm con Karl Malden e Michael Douglas. Si tratta di luoghi “già visti” anche quando ci si passa per la prima volta, isola di Alcatraz compresa. La griglia di vie e viali si estende in maniera più o meno regolare sulle colline che dominano la città. Salite ripide le quali terminano in discese altrettanto inclinate. E’ tutto spettacolare a San Francisco: dai grattacieli del centro fino alle casette di una periferia che non è degrado come accade in altre realtà. Si respira un’aria particolare, un misto di mare, baia e legname con il quale vengono costruite la maggior parte delle abitazioni. Il traffico c’è, bisogna abituarsi ai suoi ritmi, ma tutto sommato scorre in maniera abbastanza regolare.

E’ solo quando ci si spinge un po’ fuori che si incomincia ad apprezzare la città ed i suoi contrasti. Basta poco per immergersi in un panorama in cui la baia è protagonista insieme ai palazzi di downtown ed alle foreste che circondano entrambi. Il Golden Gate, con la maestosità delle sue campate rosse, segna il confine con l’Oceano Pacifico ed è il punto obbligato anche per il più allergico al turismo di massa.

Mercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMG

Ci dirigiamo verso Skywoods – Woodside (il nome vi suggerisce qualcosa?), utilizzando la 280 e la 35, chiamata non a caso Skyline Boulevard. Un percorso che attraversa alcuni parchi naturali che si susseguono ad un ritmo talmente elevato da farti sembrare il tutto… normale. Miramontes, Purisma Creek, Huddart, El Corte de Madera, La Honda, Wunderlich… Sono solo i primi nomi che incontriamo sul nostro percorso. Ed ognuno di questi meriterebbe almeno una mezza giornata di visita. Boschi, curve e tornanti a volontà. E’ proprio qui che iniziamo ad apprezzare le doti di guida della SLK 55 AMG, roadster a due posti, nata per viaggiare in comodità, divertendosi.

Certo, siamo negli Stati Uniti il tachimetro va sempre tenuto d’occhio. Ma chi ha detto che per divertisti sia sempre necessario spingere al massimo? SLK 55 AMG di Mercedes è la SLK più potente di tutti i tempi, grazie al V8 AMG aspirato da 5,5 litri. Un gioiellino che porta in dote i cerchi in lega AMG, il kit aerodinamico con spoilerino posteriore. Due doppi terminali di scarico cromati conferiscono al Roadster quel tocco di cattiveria che non guasta.

Il cambio automatico al volante stile Formula 1 ci rende un po’ tutti piloti. Facile da usare e preciso nell’utilizzo, raramente fa rimpiangere il classico pomello del cambio. E’ sempre impressionante fare la doppia scalata in tutta sicurezza: clack, clack, si scende di due marce in pochi istanti. Il motore sale di giri ma tutti i sistemi elettronici impediscono qualsiasi tipo di movimento scomposto della vettura. Ed anche nelle situazioni di emergenza si può contare su ESP, Torque Vectoring Brake, oltre che all’impianto frenante ad alte prestazioni.

Mercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMG

Il panorama si sussegue in una serie sterminata di boschi e foreste. La temperatura mite che ci aveva salutato alla partenza da San Francisco si abbassa man mano che ci addentriamo nel territorio montuoso. In questa situazione, avere il tetto rigido ripiegabile che si apre o chiude in meno di 20 secondi e non poterlo usare, è davvero un peccato. Riusciamo però ad apprezzare le doti del Magic Sky Control. Si tratta di un tetto in cristallo che può diventare completamente trasparente oppure oscurarsi con la pressione di un pulsante: una specie di magia, parafrasando i Queen. Piccola sosta a Mountain Terrace, Woodside. Un distributore di benzina, un locale semplice ma accogliente, una colazione che sfamerebbe un esercito: anche questa è America. Il nostro viaggio prosegue lungo la 35 per imboccare la 9, la Big Basin Way. Si delinea allora una situazione che va chiarita. Il nostro è un percorso assolutamente panoramico non da fare se si ha fretta o se si ha un appuntamento. Un semplice pickup piazzato davanti a voi potrebbe sconvolgere qualsiasi piano. Perchè i limiti di velocità sono bassi, la strada tortuosa e la minaccia della doppia linea continua fa da deterrente anche al V8 Biturbo da 422 cv che abbiamo sotto al cofano. A dire la verità abbiamo incontrato un solo sceriffo lungo tutto il tragitto, ma è sempre meglio seguire il codice della strada…

Così, mentre ci facevamo cullare dalle dolci curve californiane, abbiamo iniziato a provare il sistema di esclusione automatica dei cilindri. Cos’è? L’AMG Cylinder Management è derivato dalla Formula 1 e serve per aumentare il rendimento. A carico parziale vengono esclusi i cilindri numero due, tre, cinque e otto, interrompendo l’iniezione di carburante con una conseguente riduzione netta dei consumi. Quando si seleziona il programma “C” del cambio (“Controlled Efficiency”), si passa a quattro cilindri. In questo caso sono disponibili 230 Nm di coppia: quanto basta per una buona accelerazione. Quando si desidera avere più potenza, si attivano spontaneamente i cilindri due, tre, cinque e otto, in modo rapido e senza variazioni di coppia. Per dare l’idea, a 3600 giri/min il passaggio avviene in 30 millisecondi. Il risultato è… che non si avvertono differenze sensibili tra la marcia a quattro o a otto cilindri.

Non è necessario essere grandi piloti per guidare e divertirsi con questa vettura, che dimostra tra l’altro di avere dalla sua grandi doti di comfort. I sedili sportivi AMG sono più comodi di quanto ci si possa aspettare e la grande cura nei materiali e nell’assemblaggio può far pensare di trovarsi a bordo di un’ammiraglia piuttosto che su una roadster. E quando c’è la possibilità facciamo cantare il motore quando superiamo i 4000 giri. E’ questa la soglia oltre la quale cambia tonalità ed il suono diventa musica. Ed è un po’ questa la magia della SLK 55 AMG, auto sulla quale riescono a convivere doti di sportività con qualità di vettura macina chilometri.

Mercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMGMercedes SLK 55 AMG

Incrociamo qualche paesino. Boulder Creek, Ben Lomond e Felton. Non meritano non più di una sosta, ma hanno un’aria alla “Twin Peaks” che può intrigare. Serie di case e attività commerciali lungo la strada: nulla di eccezionale, ma tutto sommato sono caratteristiche. La direzione ora è Santa Cruz, dove poi imbocchiamo la 1 Cabrillo Highway. Si intravede l’oceano prima che la strada ripieghi verso l’interno. Anche questa una piccola sorpresa perchè il territorio in questa zona è completamente piatto, neanche fossimo nella nostra Pianura Padana. Campi di cui non si vede l’orizzonte, macchinari agricoli, ma anche tanta raccolta a mano: qualcosa che non ti aspetti negli Stati Uniti tecnologici.

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L’arrivo a Monterey è vicino e la Cabrillo Highway punta decisamente verso il mare, obiettivo finale del nostro piccolo viaggio. Abbiamo percorso circa 240 chilometri (150 miglia) impiegando quattro ore abbondanti. Abbiamo visto San Francisco, i suoi grattacieli ed il Golden Gate. Abbiamo attraversato parchi naturali: luoghi affascinanti dove per miglia e miglia la natura è ancora padrona. Abbiamo avvistato l’oceano, in una sorta di assaggio, ripiegando sulla pianura prima di arrivare definitivamente sul mare. In tutto questo ci ha accompagnato un clima mite e soleggiato, che è diventato nuvoloso con qualche goccia di pioggia sul primo versante montuoso, si è tramutato in nebbia fitta lungo il percorso ed è tornato ad essere sul finale il classico cielo azzurro da cartolina come documenta il nostro piccolo video. Luoghi splendidi e clima variabile? Anche questa è California.

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In viaggio da San Francisco a Monterey é stato pubblicato su Travelblog.it alle 10:00 di martedì 29 novembre 2011.

Nuova Mercedes SL vista all’Advanced Design Studio Carlsbad

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Nuova Mercedes SL Telaio Alluminio

Entro fine 2011 Mercedes presenterà la nuova SL, vettura molto più legata al significato dell’acronimo SL (Sportiva Leggera) di quanto estetica e dimensioni non lascino supporre. L’abbiamo vista nei giorni scorsi presso il Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Carlsbad, in California, dove abbiamo potuto parlare con designers ed ingegneri.

Un’auto che rispetta i canoni Mercedes, basati su tradizione combinata ad innovazione. Come non parlare allora di quell’opera d’arte che è la scocca in alluminio? Una struttura che ti affascina a prima vista, con il sapiente gioco di nervature, longheroni e saldature ed i particolari processi di lavorazione che l’alluminio impone. La struttura si rivela più rigida rispetto a quelle in acciaio e garantisce maggiori livelli di sicurezza e comfort. Ciascun componente in alluminio vanta caratteristiche peculiari ed un metodo di lavorazione dedicato, così da ottimizzarne l’efficacia a seconda della funzione: le parti della struttura possono essere realizzate per fusione in conchiglia o pressufione sottovuoto, come profilati estrusi oppure sotto forma di lamiere di alluminio di diverso spessore.

Attenzione però, non tutto è alluminio. I montanti anteriori ed il telaio del tetto sono realizzati con acciai ad elevata resistenza, mentre alcune parti della paratia posteriore sono in magnesio. Veniamo allora ai numeri: la nuova SL 500 pesa 125 chili meno della precedente e la SL 350 è più leggera di ben 140 chili. L’utilizzo di alluminio e acciai ha poi aumentato la rigidità torsionale, che aumenta dai 16.400 Nm agli attuali 19.400 Nm.

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Abbiamo avuto la possibilità di parlare con Thomas Rudlaff, che si è occupato proprio del telaio. Si scopre allora il lato che non ti aspetti dal classico ingegnere tedesco. Se l’immagine che arriva a noi è quella di persone tecniche, fredde e prese solo dai numeri, la realtà è diversa. Quando Rudlaff inizia a parlare, è un fiume in piena. Ti può raccontare la nascita e la vita di ogni singola componente della scocca e soprattutto tutti i perchè ed i percome di quelle esatte misure. Ecco allora che si intravede il metodo di lavoro in Mercedes, dove le varie aree si devono confrontare per arrivare a trovare la soluzione migliore. Chi si occupa del telaio, come Rudlaff, deve integrare il proprio lavoro con i motoristi ed i designer. E come è facile immaginare ognuno vorrebbe avere uno “spazio” maggiore. C’è qualcuno che prevale sull’altro? Tutti affermano di no, in maniera categorica: c’è sempre lavoro di squadra. Ma anche il più distaccato degli ingegneri, alla fine, oltre all’orgoglio per aver partecipato al progetto della nuova SL ammette con gli occhi lucidi di essere affezionato oltremodo alla propria “bimba”. Ebbene si, anche gli ingegneri tedeschi, hanno un cuore…

Sistema Frontbass

Nuova Mercedes SL Telaio Alluminio

Parlando ancora di telaio, è sorprendente il sistema utilizzato per alloggiare i woofer. Il “Frontbass”, prevede che gli altoparlanti vengano alloggiati nel vano piedi davanti al guidatore ed al passeggero, così da aumentare la qualità dei bassi. Secondo Mercedes “l’ubicazione nel vano piedi di questi due altoparlanti attivi per i bassi, chiusi e indipendenti tra loro, crea inoltre condizioni acustiche perfette. Questo perché la paratia parafiamma, il pianale della vettura e la parte inferiore della plancia portastrumenti formano una sorta di imbuto che concentra e tiene unito il suono, assicurando di conseguenza prestazioni migliori”. Questo imbuto ha una capacità di 7 litri e mezzo circa, difficilmente replicabili sui sistemi tradizionali ed interessante in quanto ovviamente le basse frequenze implicano lo spostamento di una grande quantità d’aria. Potete vedere in questa immagine la parte finale dell’imbuto all’interno del longherone anteriore.

Il risultato è che i woofer non sono più disturbati da vibrazioni, mentre i mid-range ed i twitter sono più vicini alla linea di cintura e quindi all’altezza dell’orecchio. Il sistema Frontbass verrà offerto di serie su tutte le versioni ed è abbinato ad un amplificatore da 4×25 Watt, a due altoparlanti Frontbass con diametro di 217 mm, a due altoparlanti a due vie nelle porte per i toni alti e medi e ad altri due altoparlanti mid-range nel vano posteriore. In opzione è possibile ordinare il Sound System Surround Harman Kardon Logic 7 ottimizzato per la soluzione Frontbass, composto da un amplificatore Classe D con potenza complessiva di 600W e processore di segnale digitale (DSP) per dieci canali audio, che ottimizza le performance degli altoparlanti Frontbass e dei sei sistemi a due vie. E’ anche possibile richiedere il Sound System di Bang&Olufsen, provvisto di due amplificatori ICEpower Classe D con potenza complessiva di 940 Watt che gestiscono 12 altoparlanti e dispongono di funzioni supplementari che permettono di ottenere a bordo vettura un sound da veri audiofili.

Dal vivo, abbiamo potuto testare il sistema Harman Kardon. Pur in configurazione standard il suono è pieno e cristallino, ed ai massimi volumi si ha un effetto “concerto”, quando i bassi ti attraversano il copro e ti senti vibrare internamente. L’interno della vettura non offre sponde a vibrazioni o “rimbombi” di varia natura. Il volume di suono prodotto non ha riflessi proporzionali all’esterno: per dirla in parole chiare e semplici nessun effetto “tamarro”, a patto di tenere i finestrini alzati.

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Magic Vision Control

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A proposito di innovazioni tecnologiche, i tecnici Mercedes ci hanno mostrato il Magic Vision Control: si tratta di un sistema destinato ai tergicristalli che sfrutta nuove spazzole adattive. Nelle spazzole è integrato un sistema di tubi flessibili, alle cui estremità sono presenti due condotti per l’acqua provvisti di piccoli fori per l’erogazione, come si può notare nell’immagine qui sopra. Il liquido di lavaggio viene spruzzato nel punto esatto in cui serve.

In sostanza, la spazzola asporta immediatamente il liquido che è stato appena spruzzato, evitando quei pochi istanti in cui il liquido detergente impedisce la visuale. Il getto deterge direttamente il parabrezza senza coprirlo con un velo d’acqua e l’erogazione dell’acqua può variare in base al senso di tergitura.

Il Magic Vision Control infine prevede le modalità per la stagione estiva, per i mesi invernali e per la guida a cielo aperto (la quantità d’acqua viene ridotta), oltre a modificare l’erogazione del liquido in funzione al altri parametri come temperatura esterna, situazione di marcia ed, ovviamente, velocità.

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La nuova Mercedes-Benz SL (con e senza veli)

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Coperta durante la sessione fotografica, la nuova SL è stata svelata per una rapida occhiata. Come si intuisce dalle linee del velo e dagli scatti effettuati al modello camuffato, la linea diventa più filante rispetto al passato, con il parabrezza che si inclina maggiormente verso il guidatore. Una piccola rivoluzione nata proprio nell’Advanced Design Studio di Carlsbad e che, come vogliono i dettami stilistici Mercedes, non fa a pugni con le versioni che l’hanno preceduta: la differenza c’è, ma il legame con il passato rimane.

Negli interni la qualità regna sovrana fin nei più piccoli particolari, dove lusso e sportività si coniugano perfettamente. Frontale aggressivo nella versione AMG con cui verrà commercializzata negli Stati Uniti. Dal muso e dai fari partono le linee che caratterizzano la SL lungo il cofano e la carrozzeria. Ma mentre sul cofano queste sono ben visibili e contribuiscono a darle un tocco “nervoso”, posteriormente queste spariscono per presentare una linea leggermente concava ma completamente liscia. Il risultato è gradevole, anche se qualcuno preferisce un frontale più sobrio. E la sobrietà, da quanto abbiamo capito, verrà portata sulla versione europea. Rimanendo in clima europeo bocche cucite intorno ad una possibile motorizzazione diesel mentre per i benzina una delle possibile scelte potrebbe essere il V6 aspirato 3,5. In ogni caso per la parola definitiva dovremo aspettare i dati ufficiali.

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Nuova Mercedes SL vista all’Advanced Design Studio Carlsbad é stato pubblicato su Autoblog.it alle 16:15 di mercoledì 23 novembre 2011.