Tetto verde: il caso Ford Dearborn

Tetto Verde Ford

Concludiamo i post dedicati alla visita degli stabilimenti Ford di River Rouge Dearborn, con qualche considerazione sul tetto verde, grazie anche al commento del nostro lettore David37 in merito alle coperture degli stabilimenti Lamborghini e Ferrari. Per iniziare diamo allora qualche numero, tanto per dare l’idea di quanto sia vasto questo impianto nato nel 1917 e che già negli anni ‘30 dava lavoro a 100.000 operai. Il perimetro dell’area è di 2,4 per 1,6 km, al cui interno trovano posto 93 edifici i quali occupano a loro volta 1,3 km quadrati. Non neghiamo allora il fatto che il progetto “green” ed il contemporaneo orizzonte di ciminiere e capannoni, lasci comunque riflettere.

Detto questo, è comunque interessante il tentativo effettuato da Ford. Ci siamo infatti trovati di fronte al tetto verde più esteso al mondo: 42.000 metri quadrati (454.000 ft2), ovvero un centinaio di campi da basket. In particolare, si tratta di una copertura costituita da vegetazione posata su un materiale poroso. Iniziato nel 2003, il progetto è ambizioso ed è studiato come esempio: abbiamo trovato tutti i dettagli su GreenRoof. Come già accennato negli altri post, l’azienda non nasconde affatto il voler far profitto e ci tiene a sottolineare che i costi della copertura sono recuperati tramite risparmi sui consumi.

Gli obiettivi di questo sistema sono diversi. Il tetto verde può assorbire fino a 151 milioni di litri (4 milioni di galloni) d’acqua piovana che può essere riutilizzata. In caso di tempeste e nubifragi, il tetto poroso permette che l’acqua non venga immessa immediatamente nelle condutture, contribuendo ad evitare i fenomeni devastanti che conosciamo bene anche noi. Insolazione naturale: il tetto verde riduce l’utilizzo degli impianti di condizionamento dell’aria e protegge dai raggi UV. Durata: secondo Ford, il proprio sistema dura il doppio rispetto alle coperture tradizionali.

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Purtroppo nelle foto il verde è coperto dalla neve, ed è difficile notare la sua estensione. Proprio l’ampiezza ed il fatto che sia economicamente vantaggioso anche negli Stati Uniti, dove l’energia elettrica ha un costo minore che in Europa, ci ha convinto della bontà del progetto. Come già scritto, il solo tetto verde o anche il risparmio di risorse naturali, non cancella la contraddizione con il panorama circostante della fabbrica. Se però questo esperimento funziona, e da quello che abbiamo potuto capire funziona davvero, c’è da chiedersi quali resistenze (economiche, burocratiche, di investimenti o semplicemente pigrizia mentale) abbiano gli industriali ed imprenditori europei nel proseguire sulla stessa strada.

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Tetto verde: il caso Ford Dearborn é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:00 di lunedì 17 gennaio 2011.

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