La città dei golf cart elettrici

Si chiama The Villages, si trova in Florida, ed è la città delle auto elettriche. O meglio, dei golf cart elettrici. Una realtà che sa molto di americano, visto che si tratta di un luogo appositamente studiato per chi vuole godersi la pensione in santa pace, magari giocando anche a golf. Non sappiamo se sia nato prima l’uovo o la gallina, ovvero se l’utilizzo dei cart da golf sia stato pensato per il trasporto pubblico o quello sportivo. Fatto sta che a The Villages ci sono 90 miglia di percorsi per cart e giocoforza vengono ormai usati al posto delle tradizionali auto. Sono tutto sommato comodi per chi non ha fretta, sono silenziosi ma soprattutto da quello che possiamo capire dal video, per guidarle non è necessaria la patente. Numeri da capogiro: i golf cart circolanti sono 50.000 e solo 16.000 persone sono iscritte al golf club. Significa che circa due terzi dei golf cart non hanno nulla a che fare con l’attività sportiva.

Da qui a personalizzarli il passo è breve. La mia preferita è quella gialla con le fiamme, stile American Graffiti. Ma ce ne sono molte altre: basta andare da Tony Colangelo e scegliere dal suo catalogo. C’è la simil Mustang, l’Hummer, la Cadillac, una Chevy del ‘57 e chissà quante altre. I prezzi vanno dai 6.000 ai 20.000 dollari. Ma il premio del “tamarro” numero uno va al tizio che si è fatto installare anche il suono in stile hotrod, affascinante e fastidioso allo stesso tempo. Qui da noi, invece, c’è chi si diverte a personalizzare le microcar: tutto il mondo è paese, non trovate?

Certo, i golf cart non sono mezzi adatti al traffico delle normali città, eppure l’esperimento sembra funzionare. Chissà se nel mondo altre cittadine ne coglieranno l’esempio…

Via | Presurfer

La città dei golf cart elettrici é stato pubblicato su Autoblog.it alle 17:00 di giovedì 02 giugno 2011.

Novità Michelin al Challenge Bibendum 2011 Berlino

Ospiti in casa Michelin, al Challenge Bibendum non potevamo non dare un occhio alle novità del settore pneumatici, ma non solo. Pariamo allora del pneumatico autoriparante: per dare l’idea diciamo che questi pneumatici possono passare sui chiodi senza sensibili perdite di pressione. Al loro interno incorporano infatti un composto di gomma in grado di richiudere istantaneamente un eventuale foro creatosi sul battistrada, mantenendo invariate tutte le altre qualità. L’utilizzo di un nuovo tipo di gomma, che si presenta sotto forma di materiale stabile, infatti, fa sì che essa non «defluisca» verso la parte inferiore del pneumatico, come può succedere ad esempio dopo una lunga sosta: non c’è dunque alcuna vibrazione durante l’utilizzo. La soluzione Michelin non comporta alterazioni nelle altre prestazioni, in particolare per quanto riguarda il consumo di carburante, grazie al netto miglioramento della resistenza al rotolamento.

Pneumatici di nuove dimensioni. Il “piccolo pneumatico concept” Michelin, realizzato insieme alla ruota di piccole dimensioni (10 pollici: 175/70 R10), che offre prestazioni dinamiche equivalenti a quelle degli pneumatici da 14 pollici (175/65 R14). Tenuta di strada e frenata restano identiche rispetto al primo equipaggiamento. Questi prototipi di piccole dimensioni consentono di risparmiare materiale senza per questo incidere sulla durata chilometrica, riducendo al tempo stesso il consumo di carburante. Non solo: questo pneumatico può sopportare il 15% di peso in più con lo stesso ingombro di un prodotto classico equivalente. Dal punto di vista del design automobilistico, le dimensioni ridotte dell’insieme riducono infatti l’ingombro dei passaruota, lo spazio disponibile all’interno del veicolo (motorizzazione, abitacolo e bagagliaio) aumenta, senza che sia necessario modificarne le dimensioni.

Al Challenge Bibendum di Berlino si è parlato di auto elettriche, e non è un caso che Michelin presenti un modello di pneumatico “alto & stretto” per veicoli elettrici. Quest’ultimo ha un diametro maggiore rispetto ai comuni pneumatici per auto odierni (155/70R19), con conseguente maggiore efficienza energetica. Il risparmio elettrico può quindi raggiungere il 10%, perché, grazie al diametro maggiore e alla larghezza inferiore che ne migliorano l’aerodinamica, il pneumatico richiede meno giri per avanzare. Aderenza e durata risultano anch’esse migliorate.
Oltre ai consumi, questa evoluzione dimensionale permette di ripensare la concezione del veicolo stesso.

Michelin In-WheelsMichelin In-WheelsMichelin In-WheelsMichelin In-Wheels

Riferita invece al video del post la tecnologia In-Wheel Motors, declinazione dell’Active Wheel. La Ruota Motorizzata di Michelin integra al suo interno motorizzazione elettrica e dispositivo di frenata, presentandosi quindi come una soluzione tecnica al servizio della «riprogettazione» degli autoveicoli (veicoli alleggeriti, compattezza e ottimizzazione dell’abitacolo, autobus a pianale ribassato…). Tale soluzione può essere applicata in configurazione sia anteriore sia posteriore, in base all’ambiente e all’utilizzo. La chiave della rivoluzione tecnologica rappresentata dalla ruota motorizzata risiede nella miniaturizzazione del motore. Realizzato da Michelin, questo è il più compatto sul mercato. La sua potenza rispetto alla massa è superiore alle soluzioni proposte dalla concorrenza e costituisce un vantaggio chiave per la riduzione delle masse non sospese. È grazie a questa miniaturizzazione che è stato possibile reinventare la ruota. A questo punto la domanda potrebbe essere: c’è qualcosa di concreto o si tratta di un puro “esercizio” tecnologico? Cercheremo di rispondere in uno dei prossimi post, in cui parleremo della Venturi Volage.

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Novità Michelin al Challenge Bibendum 2011 Berlino é stato pubblicato su Autoblog.it alle 00:05 di giovedì 26 maggio 2011.