Innovation Power Panel Keynote @ CES 2012

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Alan Mulally

In questo momento mi trovo a Las Vegas per il CES 2012. Il primo impatto è quello di trovarsi tra migliaia di “amici”, ovvero di appassionati e professioni di tecnologia, ognuno con un compito ben preciso. C’è chi presenta nuovi prodotti, e chi cerca di capire quale avrà successo.

Siamo stati invitati qui da Ford, come seconda parte dell’iniziativa che ha portato al Salone di Detroit 150 bloggers provenienti da tutto il mondo. Un’operazione che ha suscitato scalpore tra gli addetti ai lavori del mondo dell’automobile, perchè per la prima volta si sono ribaltati i rapporti: Ford ha invitato più bloggers che giornalisti: è l’alba di una nuova era? Ovviamente noi speriamo di si.

Veniamo allora all’Innovation Power Panel Keynote al quale abbiamo assistito. Moderatore dell’incontro Gary Shapiro, presidente e CEO della Consumer Electronics Association (CEA), ospiti Usula Burns (chairman e CEO di Xerox), Alan Mulally (presidente e CEO di Ford) e John Stratton (presidente di Verizon Enterprise).

L’innovazione va di pari passo con gli investimenti, ma cosa accade quando gli investitori chiedono di tagliare i costi? Può accadere che le loro attenzioni si rivolgano verso le voci di spesa più grandi, come ad esempio lo sviluppo. Shapiro chiede allora come si comportano le aziende degli ospiti. Per noi, dice la Burns, non è un problema. Se non investi oggi non avrai mai un lungo futuro. Dobbiamo togliere la pressione sull’abbattimento dei fondi sugli investimenti. Mulally è d’accordo: se fermi gli investimenti è come abdicare. Qualcun altro può insidiare la tua posizione. E’ proprio investendo che cerchiamo di essere pionieri dell’innovazione. Stratton prosegue il discorso: ogni tecnologia di successo è frutto di una lunga ricerca. La ricerca porta a nuovi prodotti, con i quali si faranno buoni profitti. Se uno vuole i profitti, deve investire.

La ricerca è comunque fatta dalle persone: come si scelgono le persone giuste? Shapiro fa riferimento a Mulally: quando sei arrivato dalla Boing, eri uno “fuori dal giro” di Detroit. Si, risponde Mulally, ma arrivavo da un mondo che si occupava di questioni complesse, come costruire aeroplani. Ho seguito la visione di Henry Ford, continuare sull’innovazione. Ford diceva che c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti, ed è questa la strada che continuiamo a percorrere. Abbiamo aperto fabbriche in tutto il mondo per essere più vicini alle persone in ogni luogo, abbiamo creato posti di lavoro in tante nazioni, con noi lavorano persone di nazionalità diverse.

I fallimenti aiutano a crescere? Si, dice Mulally, che come Stratton afferma che i fallimenti sono indispensabili alla crescita anche se, ovviamente, non sono incoraggiati… E’ grazie agli insuccessi che c’è anche un continuo miglioramento. Opinione per certi versi diversa quella della Burns, che punta sulla differenza tra errori e fallimenti: tutti noi facciamo errori, ma non per questo si deve parlare di fallimento. Sono due cose simili ma diverse, gli errori si possono correggere e le persone intelligenti subito dopo aver commesso un errore, pensano a come rimediare.

Torniamo allora al punto iniziale. Le incertezze dei mercati non invita alla ricerca, ma si tratta di una scelta obbligata per le aziende che puntano ad essere leader nel proprio settore.

Innovation Power Panel Keynote @ CES 2012 é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 00:33 di venerdì 13 gennaio 2012.

Passione Alfa Romeo in Portogallo

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Alfa Romeo Team

Non sempre servono modelli d’epoca per creare una manifestazione automobilistica. Le foto che vedete nella gallery ci arrivano dagli amici di Alfa Romeo Team e testimoniamo la passione tutta portoghese degli amanti della casa del biscione. Per questo evento si sono ritrovati un centinaio di possessori di Alfa Romeo, a testimonianza che all’estero il fascino emanato dal marchio italiano è sempre alto. Non sarà il raduno più numeroso o il più pregiato… ma in questa calda domenica d’Agosto vogliamo mandare un saluto al forum di alfisti più frequentato del Portogallo. Continuate così!

Alfa Romeo TeamAlfa Romeo TeamAlfa Romeo TeamAlfa Romeo Team

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Passione Alfa Romeo in Portogallo é stato pubblicato su Autoblog.it alle 18:00 di domenica 07 agosto 2011.

Autoblog.it @ Mercedes-Benz Brand Workshop

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Mercedes Benz Brand Workshop

Negli scorsi giorni siamo stati invitati a partecipare al Mercedes-Benz Brand Workshop, direttamente nella sede di Stoccarda. Bloggers provenienti da tutto il mondo, Stati Uniti ed Australia compresi, per capire la strada intrapresa da Mercedes e per vedere un po’ di dietro le quinte del lavoro che sta alla base della produzione di un’auto. Da questo punto di vista siamo stati aiutati dalla visita che avevamo fatto un paio di settimane fa al Mercedes-Benz Advanced Design Studio di Villa Salazar a Como, di cui riproponiamo la video intervista a Lucas Colombo Carbone.

Un workshop che parte dal passato, con l’epopea di Daimler, Benz, ma anche Maybach, si snoda attraverso 125 anni di storia dell’automobile, fino ad arrivare ai sistemi ultratecnologici di oggi, pensando a ciò che sarà la mobilità del futuro. Luoghi di questa storia in movimento il Museo Mercedes di Stoccarda, il Mercedes-Benz Design Center di Sindlefingen e la pista di Malmsheim. Nel proseguio del post le tappe del nostro viaggio in casa Mercedes.

Mercedes Benz Brand WorkshopMercedes Benz Brand WorkshopMercedes Benz Brand WorkshopMercedes Benz Brand Workshop

Alexander Mankowsky: il futurologo

Mercedes Benz Brand Workshop

La persona che vedete ritratta nella foto si chiama Alexander Mankowsky, sociologo, filosofo e psicologo ed è il futurologo di Daimler AG. Ammetto che il nome “futurologo” in italiano può far sorridere, non dobbiamo però cadere nel tranello di pensare che sia una sorta di azzeccagarbugli: il futurologo non predice il futuro, non scommette su un modello piuttosto che un altro, ma traccia una strada. Partendo ovviamente dal passato e studiando come si è evoluto il “concetto di automobile”, non l’automobile intesa come oggetto materiale, nel corso dei decenni. Un’idea che ovviamente non esisteva inizialmente. Nessuno sapeva di preciso ne se il motore a scoppio su quattro ruote avrebbe avuto un futuro, ne tantomeno se e come si sarebbe evoluto. Eppure così è stato, in una ventina d’anni. Qualche esempio allora di cosa si intende per “concetto di automobile”.

Automobile come mezzo di “rottura” rispetto ai contemporanei, con riferimenti al futurismo italiano nel famoso manifesto: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.“. Si esalta la componente del pericolo: il pericolo è qualcosa di affascinante e la corsa ne è la massima espressione. Certo, ancora oggi le gare esercitano il proprio fascino, ma è assodato che la sicurezza deve venire prima di tutto.

L’era nucleare e lo spazio. Dopo la seconda guerra mondiale si pensava che l’energia atomica avrebbe risolto tutti i problemi. Tutto diventa “sintetico” e ciò che è sintetico, quasi asettico, è il massimo della modernità, cibo in scatola compreso. Abbiamo riferimenti a possibili automobili ad energia nucleare piuttosto che elementi ripresi dalla conquista dello spazio. Ecco allora che anche le automobili iniziano ad avere forme più affusolate, con “pinne” che spuntano sulla coda.

Inquinamento, un concetto nuovo. Parole come “riscaldamento globale”, “emissioni gassose” sono entrate nel nostro vocabolario quotidiano, ma dobbiamo tornare alla fine degli anni ‘50 per trovare i primi studi relativi all’inquinamento dovuto ad esempio al DDT. Anche in questo caso vediamo come ciò che noi vediamo come negativo oggi, l’utilizzo indiscriminato di diserbanti, era un segno dei tempi, e quindi accettato di buon grado.

Come dicevamo il lavoro del futurologo è quindi analizzare come si è evoluto il concetto di automobile nel passato per capire come sarà il concetto di automobile nei prossimi anni. Da questo punto di vista, il sentiero è già stato tracciato negli scorsi anni. L’ideale per tutti è una sorta di ciclo chiuso in cui non ci siano rifiuti, dove tutto viene riciclato, così come avviene in natura. Nello stesso tempo si vorrebbero eliminare i combustibili fossili usando energie “pulite”. L’automobile acquista allora un aspetto candido, bianco, il colore dell’innocenza così come lo ha visto Steve Jobs per i propri prodotti Apple. Un discorso che qui in Mercedes hanno preso decisamente sul serio, come avremo modo di vedere nel Centro Stile di Sindlefingen.

Il Museo Mercedes

Museo Mercedes Stoccarda

Per ciò che Daimler e Benz hanno realizzato nel corso della propria vita, possiamo dire senza dubbio che il Museo Mercedes è anche IL museo dell’automobile, senza voler togliere nulla a nessuna delle altre aziende automobilistiche. Realizzato a Stoccarda nel 2006 da UNStudio van Berkel & Bos di Amsterdam, raccoglie l’eredità del piccolo museo della fabbrica del 1923 e di quello ricostruito nel anni Sessanta, per il 75° anniversario della nascita dell’automobile. 16.500 metri quadri di superficie, un percorso espositivo la cui lunghezza può andare da 1,5 a 5 km a seconda delle preferenze, 9 livelli di esposizione per 160 veicoli dal valore inestimabile. Cifre pazzesche se si pensa che stiamo parlando di un solo marchio.

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Si sale al piano più alto per poi scendere gradualmente. Si parte lontano e dalla storia frase dell’Imperatore Guglielmo II: “Io credo nel cavallo. L’automobile é solo un fenomeno temporaneo”. L’imperatore non era e non si avvaleva di un futurologo, evidentemente. Battute a parte, osservando i primi modelli, di cui si può anche ascoltare il rumore, c’è da dire che Guglielmo II non aveva poi tutti i torti. Chi avrebbe potuto immaginare che quei mezzi rumorosissimi, brutti e puzzolenti, avrebbero sostituito nei sogni delle persone le linee pure ed aggraziate del cavallo?

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Abbiamo di fronte a noi i primi modelli così come venivano proposti ai clienti dell’epoca. I problemi da risolvere erano tecnici, riguardavano motore, sospensione, ruote. Più avanti si sarebbe parlato di comfort. Vediamo allora il primo modello di Carl Benz del 1886: 954 cc che erogavano 0,55 kw in grado di spingere il quadriciclo ad una velocità massima di 16 km/h. E poi avanti con le innovazioni, il quadriciclo abbandona la forma della carrozza per diventare più simile ad un automobile, arrivano i primi camion e nel frattempo si pensa ai motori per i primi velivoli. Si notano i cambiamenti ai sistemi di raffreddamento, così come lo sterzo diventa leggermente più comodo abbandonando la posizione verticale per una più inclinata. Non voglio fare l’elenco dei modelli del museo: sarebbe una lista di nomi ed anni piuttosto noiosa, letta su monitor. E’ invece una meraviglia notare il progresso e le idee degli ingegneri che si sono susseguiti per far diventare l’automobile quella che conosciamo oggi. Oggetti, funzioni e posizioni che oggi diamo per assodate, erano invece un terreno tutto da esplorare. Modello dopo modello i visitatori possono ammirare l’evoluzione di quelle piccole modifiche che singolarmente potrebbero apparire insignificanti, ma che trasformeranno un quadriciclo in una automobile vera e propria.

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Si arriva allora agli anni ‘40, per poi passare al dopoguerra, agli anni ‘60 e via via fino ai giorni nostri. Vogliamo allora ricordare che il successo di così tanta ingegneria tedesca, è dovuto anche un genio italiano del design. Ci riferiamo ovviamente a Bruno Sacco, progettista dagli anni ‘60 fino al 2006 dei modelli più affascinanti della casa di Stoccarda.

Qui sotto abbiamo pubblicato solo alcune miniature della gallery relativa al Museo Mercedes Stoccarda, che vi invitiamo sfogliare per intero qui.

Museo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes StoccardaMuseo Mercedes Stoccarda

Hans-Dieter Futschik e Martin Bremer: i designer

Mercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Ci spostiamo al Mercedes-Benz Design Center di Sindlefingen, progettato da Renzo Piano nel 1997, dove ci vengono requisite macchine fotografiche, telecamere e cellulari in grado di fotografare: le foto della gallery ci sono state realizzate dal fotografo ufficiale Mercedes. Siamo accolti da Hans-Dieter Futschik che ci spiega com’è organizzata l’equipe di lavoro che si occupa di design. Si tratta di circa 500 persone di 20 nazionalità diverse, su 6 sedi, più 3 che si occupano di camion e furgoni, distribuite in tutto il mondo.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Eredità, Qualità e Proporzioni sono i tre concetti chiave sui quali si basa il design Mercedes. Si parla anche di sportività intesa non come prestazioni da gara, quanto un’attitudine: sportività può significare essere giovani. In questo momento la “firma” Mercedes si propri modelli è la cosiddetta “dropping line”, una sorta di baffo che distingue la carrozzeria laterale dei nuovi modelli. I designer devono ovviamente relazionarsi su mercati diversi, sia per quanto riguarda le forme, sia per quanto riguarda i colori. Non è una sorpresa che i colori più scelti dai clienti siano il nero e l’argento. Sorprendentemente, invece, i giovani sono i più “conservatori”: ci si aspetta che scelgano colori “forti” mentre solitamente scelgono quelli “tradizionali”. In Asia ed America, c’è una certa preferenza per il bianco.

Dal punto di vista tecnico, interessante il software che permette il rendering di un modello in una ambientazione “realmente virtuale”, con tanto di riflessi ed ombre. Sistemi simili sono in uso ad Hollywood da anni, ma quello che colpisce è l’immediatezza e la rapidità con le quali vengono generate le immagini. Niente complicate manovre in stile Photoshop: due colpi di click e la foto del nuovo modello è pronta come se fosse stata appena scattata da un fotografo professionista.

Chiediamo allora a Futschik quale sia il segreto Mercedes: così tante persone dalle differenti nazionalità lavorano in Paesi diversi, eppure la percezione da parte dei clienti è di trovarsi di fronte ad un’auto tedesca. “E’ vero” dice Futschik “ma questo dipende dal modo di lavorare. Noi lavoriamo con una storia ed una eredità alle nostre spalle, tentiamo di evolverci ma senza stravolgere. Chi lavora con noi ne tiene sempre conto. Nello stesso tempo ognuno di noi lavora per il marchio e solo per il brand. Non per altre motivazioni: solo per il brand. Il mix di storia, tradizione ed evoluzione ci porta a creare auto che tu senti come tedesche.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Martin Bremer, designer degli interni, ci porta invece in un’area del centro stile che sembra essere l’atelier di un sarto. Pelle, stoffa, cuciture, legno, c’è davvero tutto ciò che ti aspetti, ma con una concentrazione in termini di numero e qualità che stupisce. Perchè il mestiere dell’interior designer non è solo quella di trovare le novità, ricercare le tendenze, ma anche saper trovare e rapportarsi nella maniera migliore con i fornitori. Un lavoro che tiene con i piedi per terra, perchè anche quando si trova il materiale “giusto”, è necessario sapere fin da subito il possibile approvvigionamento negli anni sia per le nuove auto sia per le parti di ricambio. Se la disponibilità non è certa e garantita, si dovrà trovare un’altra soluzione. Nello stesso tempo, è ovviamente necessario verificare le prestazioni dei vari materiali nel tempo sia per le parti soggette ad usura, come i sedili, sia per quelle che possono degradare ad esempio per l’azione dei raggi solari o per le escursioni termiche caldo-freddo.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Breman ci presenta una alla volta le novità Mercedes, dai tessuti ai tipi di cuciture, a come viene lavorata la pelle. A proposito di pelle, oggi è un materiale da auto di lusso, in passato era invece il contrario. Il sedile del conducente era il più delle volte esposto alle intemperie, per questo motivo era rivestito di pelle. E’ facile immaginare che l’alta borghesia o l’aristocrazia preferisse qualcosa che potesse distinguere il proprio grado sociale, con ad esempio del morbido tessuto. Una questione che avrebbe potuto far discutere i futurologi dell’epoca, se fossero esistiti.

Anche per gli interni si ricercano materiali ecologici e biocompatibili. A proposito di legno, sulle Mercedes è sempre vero legno e non materiali somiglianti, per questo ci è stato garantito che il legno utilizzato proviene solo da coltivazioni di piante e non da foreste vergini. In ogni caso si va verso materiali ecocompatibili come ad esempio le foglie di banano intrecciato, molto leggere e dall’aspetto finale interessante.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

Visita finale nell’area dove sono presenti alcuni nuovi modelli. L’occhio va subito all’Unimog verde che sembra uscito da un film stile “Fantastici 4″ ma è davvero difficile decidere quale sia il più bello tra quelli presenti. Il momento che merita una certa solennità arriva quando Futschik toglie il velo alla Nuova Classe B, di cui però non ci è permesso pubblicare le immagini. Pianale più basso rispetto al passato ma con una posizione di guida più alta. Segno distintivo delle nuove Mercedes la dropping line di cui abbiamo parlato qualche paragrafo sopra, verrà presentata ufficialmente a Francoforte. Il modello osservato era di pre-produzione con qualche difettuccio, effettivamente girando per Stoccarda si vedono alcune Classe B con una camuffatura blanda, segno che ormai siamo davvero alla fase definitiva.

Anche in questo caso non abbiamo pubblicato la galleria completa di quanto visto al Mercedes-Benz Design Center di Sindlefingen, che vi invitiamo a sfogliare qui.

Mercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center SindlefingenMercedes-Benz Design Center Sindlefingen

La pista di Malmsheim

Malmsheim Mercedes

Arriviamo quindi alla pista Mercedes di Malmsheim. Si tratta della pista di un piccolissimo aeroporto da turismo, dove è possibile fare qualche test sul bagnato. Le auto a disposizione sono tante, ma il tempo è poco. Due o tre ore non sono sufficienti per un test drive approfondito, ma sono comunque abbastanza per togliersi qualche sfizio.

Ci viene allora data la possibilità di provare lo stato dell’arte dei sistemi antislittamento ruote, così come la frenata automatica che entra in funzione nel momento in cui si utilizza il cruise control. Decisamente particolare il sistema di aiuto alla frenata: in questo caso rilevato un ostacolo ed una situazione di pericolo, l’automobile attiverà avvisi sonori frenerà brevemente, ed entrerà in funzione il pretensionamento delle cinture di sicurezza. Sia chiaro, l’automobile non frena al posto vostro, casomai si tratterà di una frenata assistita. Sistema utile quando si è distratti ed in grado di abbassare il tempo di reazione nella frenata stessa.

Malmsheim MercedesMalmsheim MercedesMalmsheim MercedesMalmsheim Mercedes

Simpatico il giro sulla Smart Elettrica effettuato su strade aperte al traffico. Nonostante le dimensioni il peso la penalizza un po’ nelle accelerazioni da fermo. In grado di raggiungere una velocità di circa 100 km/h, si ha l’impressione di viaggiare su una golf kart. La differenza è nel comfort di marcia, perchè a parte il motore, è una Smart a tutti gli effetti. Discorso simile per la Classe A E-Cell, anch’essa completamente elettrica grazie al motore da 70 kw. Non c’è alcuna differenza di rilievo rispetto ad una Classe A tradizionale, ed il comfort è pressochè identico. Decisamente più silenziosa della Smart, ha dalla sua le doti di accelerazione e ripresa tipiche delle auto elettriche. Presidenzialissima la S500, l’unica auto sulla quale personalmente preferisco viaggiare sulle poltrone posteriori, come un vero Capo di Stato.

Menzione particolare per la CLS63 V8 BiTurbo AMG. Non sono un grandissimo fan per quanto riguarda la linea, soprattutto per come scende la linea verso la parte posteriore, ma non importa. Basta metterla in moto per rimanere incantati e sognanti al rombo che esce dagli scarichi. Via la regolazione “Eco” appena salito a bordo e “on” su settaggio sportivo delle sospensioni, provo anche il cambio AMG Speedshift MCT a 7 rapporti. Un po’ di superbia che non mi porta un gran vantaggio nelle strade statali, meglio non rischiare autovelox e multe sul suolo tedesco. Quando però arriva il momento dell’autostrada senza limiti di velocità lascio che si scatenino i 525 cv del motore. I 250 km/h sono autolimitati elettronicamente, ma anche se non fosse così il traffico del tardo pomeriggio sconsiglia comportamenti azzardati. Il tratto di autostrada dura troppo poco, ed in pochi minuti è già ora di rientrare alla base.

Aver toccato il paradiso con un dito, anche se per un solo istante, può essere appagante ma nello stesso tempo ti fa tornare indietro quando eri bambino e dicevi: “Ancora! Ancora!” Il nostro tempo con Mercedes è però terminato, speriamo che questo sia un “arrivederci” per appuntamenti futuri…

Anche la galleria Pista Mercedes Malmsheim non è stata pubblicata integralmente nel post. Vi invitiamo a sfogliarla completamente qui.

Foto Credit: Parte delle immagini delle gallerie di questo post ci sono state fornite dal fotografo ufficiale Mercedes-Benz.

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Autoblog.it @ Mercedes-Benz Brand Workshop é stato pubblicato su Autoblog.it alle 16:00 di venerdì 22 luglio 2011.

Our Future Mobility Now: la conferenza

Our Future Mobility Now 2011

Qui a Bruxelles all’Our Future Mobility Now è arrivato il momento dei big. Sono presenti tra gli altri Dieter Zetsche per Daimler, Philippe Varin per PSA, Leif Johansson per Volvo, Alfredo Altavilla per Iveco, Harrie Schippers per DAF, Nick Reilly per Opel. A certificare il valore della giornata, la presenza del primo ministro belga Yves Leterme. Conferenza stampa introduttiva, con presentazione successiva delle idee dei giovani delegati e tavola rotonda finale.

La conferenza si svolge in maniera incalzante, vediamo se riusciamo a seguirla in diretta. Parla per primo Zetsche Daimler: questa giornata fa parte di un progetto per il dialogo sulla mobilità sostenibile. Vogliamo dialogare con i giovani: le auto sono state inventate da ragazzi giovani, non da anziani settantenni (una battuta questa). Abbiamo bisogno di nuove soluzioni per la mobilità. A questo evento stanno partecipando ragazze e ragazzi da tanti Paesi. E’ a loro che ci rivolgiamo per chiedere cosa vogliamo e come lo vogliamo. Per noi oggi si tratta di un punto di partenza e che non una conferenza che finisce in serata.

Prende la parola Leif Johansson per parlare dei servizi integrati sulle auto. Secondo Johansson è necessario Volvo non vede l’auto come un oggetto singolo, isolato dal resto del mondo. Immaginano un mondo dove le auto sono connesse tra loro ed all’esterno per fornire qualcosa di più agli automobilisti che non l’auto come l’abbiamo vista fin’ora.

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Per Philippe Varin per servizi di mobilità, non si intende “solo” andare da un punto all’altro, è qualcosa di più. PSA collabora con i giovani ed ha aperto progetti di collaborazione con think tank. Si parte comunque dalle necessità dei clienti, considerando ogni tipo di cliente e facciamo in modo che i nostri ingegneri per soddisfarli. Nello stesso tempo non è possibile accontentare tutti subito. Per PSA l’auto elettrica è già realtà.

Una considerazione che sembra accomunare tutti: i produttori investono milioni di dollari ogni anno per sviluppare nuove tecnologie. Ma finchè queste non inizieranno a vendere, e quindi rientrare degli investimenti, i costruttori saranno costretti a continuare con il mercato tradizionale, per finanziare le nuove tecnologie. L’immagine del cane che si morde la coda è servita.

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Durante la conferenza con il pubblico prende parola Zetsche Daimler: questo e’ il momento per migliorare il dialogo tra le case ed i giovani. Vent’anni è l’età in cui magari non si ha l’auto migliore ma è quella in cui si può andare dove si vuole, e si guarda al futuro, si scelgono le proprie strade. 100 anni fa giovani europei inventarono ciò che possiamo considerare l’ipad o il facebook di quell’epoca. Le loro idee sono andate oltre i confini dell’europa ed hanno conquistato il mondo. Parliamo di Carl Benz, Armand Peugeot, i fratelli Renault o Ferdinand Porsche, tanto per citarne qualcuno. E va anche detto che inizialmente le possibilità ed i tipi di tecnologia per il motore erano certamente più di una: il motore a scoppio non era la soluzione unica. Certamente lo sviluppo dell’automobile non va avanti con la precisione e la costanza di un orologio. Ci vuole tanta tenacia, perseveranza e lavoro.

Qui in Europa abbiamo un vantaggio competitivo: riusciamo a investire, abbiamo il più grande portafoglio di nuove tecnologie. Per esempio negli ultimi anni abbiamo tagliato le emissione del nox del 96%, abbiamo diverse soluzioni per le batterie per i motori elettrici… Dobbiamo continuare a lavorare e produrre nuove idee per continuare a mantenere il vantaggio europeo nel mondo dell’automobile: ne va di milioni di persone del nostro continente.

Il premier belga Yves Leterme sembra riprendere lo stesso tema: l’Europa è numero come produttore di auto. I workshop che si sono tenuti in questi giorni servono per stimolare i giovani nel dialogo con le aziende. Il forum non vuole essere un libro da sistemare in una biblioteca quanto invece qualcosa da utilizzare davvero.

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Vengono allora presentate le idee dei ragazzi, sintetizzate in alcune infografiche. Si va dal mobility roaming, un sistema di condivisione delle informazioni per scegliere quando e quale sia il percorso consigliato. Il Personalised Adaptive Safety System è invece un sistema integrato che ti avvisa delle condizioni stradali e se la tua guida è corretta, combinato a pannelli personalizzabili con le informazioni desiderate, al quale si aggiunge strade che decidono quante corsie possano avere in quell’esatto momento. Simpatica l’idea del pannello posteriore per i camion, che con telecamera posizionata sul’anteriore ci permette di avere una visuale di cosa c’è davanti al mezzo stesso.

Si va avanti a parlare di mobilità e di tecnologie. Alcune delle idee dei ragazzi sono già allo studio. Philippe Varin cita l’esempio del sistema Citroen che è molto simile a quanto proposto con il mobility roaming. Varin continua dicendo che tutti cercano di ridurre lo spreco di petrolio ed al tempo stesso spingono sul reciclo dei materiali; bisogna continuare a lavorare sul cerchio completo.

Per quanto riguarda il car sharing, c’è da dire che il “possedere” è un concetto fondamentale nella società del consumismo. Per questo motivo è difficile che possa avere un successo immediato, questo non significa che non si vada avanti nel progetto.

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Zetsche aggiunge che le modifiche nella domanda e le nuove opportunità ti forzano a cambiare e non ti permettono di dormire sugli allori. Per ora effettivamente il car sharing non è un grosso business ma è un’opportunità e i costruttori vogliamo esserci.

L’ultimo messaggio è per i giovani. Gli ultimi dieci anni sono stati dominati dai banchieri, tutti i partecipanti credono che i prossimi 10 anni saranno degli ingegneri. Coro unanime “we need skills”.

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Our Future Mobility Now: la conferenza é stato pubblicato su Autoblog.it alle 17:13 di giovedì 23 giugno 2011.

Il futuro della mobilità al Our Future Mobility Now Bruxelles 2011

Our Future Mobility Now Bruxelles 2011

Quando si parla di mobilità del futuro, è inevitabile pensare ad auto elettriche dal design particolare. Ci sono però considerazioni che riguardano l’economia globale piuttosto che la storia e la crescita delle popolazioni. E’ questo in estrema sintesi il messaggio di David Ward, Direttore Generale della Fondazione della Federazione Internazionale dell’Automobile, al Our Future Mobility Now Bruxelles 2011.

Da questo punto di vista diventa importante osservare la crescita e la distribuzione della cosiddetta classe media, ovvero la fascia di popolazione che acquista automobili. Se fino al 2000, la classe media era concentrata in Europa e nel Nord America, gli studi dicono che dopo il 2050 la percentuale del mondo occidentale si abbasserà per far spazio ad India e Cina. Da notare che lo scorso anno per la prima volta, il valore delle auto prodotte e vendute più nei paesi emergenti è stato più alto che nelle economie “mature”. E’ il segnale che qualcosa sta veramente cambiando.

Nello stesso tempo, è necessario considerare il fabbisogno di carburante. Uno degli obiettivi è stato quello di ridurre del 30% (rispetto ai dati del 2005) il consumo nelle auto vendute in Europa e Nord America. Nel 2050 si dovrà arrivare al 50%. Uno dei metodi è il downsizing delle motorizzazioni. A proposito di dati di consumo, per una volta i dati mostrati premiano l’Italia. Per quanto riguarda i carburanti siamo il terzo Paese che consuma meno, e che nello stesso tempo è riuscito ad abbassarlo. Ultima considerazione è quella sulla sicurezza. Il rapporto tra incidenti stradali e morti sulla strada, è maggiore nei paesi come il Sud Africa, Arabia Saudita, Russia e Messico mentre è minore in Giappone e nei Paesi europei. Per classi sociali, è maggiore nelle fasce più povere. E’ evidente che bisogna impegnarsi affinchè la sicurezza aumenti.

Our Future Mobility Now Bruxelles 2011Our Future Mobility Now Bruxelles 2011Our Future Mobility Now Bruxelles 2011Our Future Mobility Now Bruxelles 2011Our Future Mobility Now Bruxelles 2011Our Future Mobility Now Bruxelles 2011Our Future Mobility Now Bruxelles 2011

David Ward conclude dicendo che in tutte le problematiche elencate, le case che vendono in Europa sono all’avanguardia e che proprio il mercato europeo deve essere usato come modello per le altre economie.

Il secondo intervento è di Manuel Simas di Living Planit. Pensando alla mobilità del futuro, dobbiamo considerare ogni aspetto. Uno di questi è il disegno delle nuove città, o se preferite, dei nuovi quartieri. Andiamo da questioni molto urbanistiche, come l’abolizione degli incroci a 4 vie, per preferire quelli a tre, cosa che comporta il disegno di isole a nido d’ape, a questioni forse un po’ più pratiche. Conoscere i dati di traffico durante ogni ora del giorno, può essere importante per decidere cosa inserire e dove, nei nostri nuovi quartieri. Connettere tra loro gli edifici significa avere la possibilità di monitorare la vita all’interno dei quartieri stessi. Informazioni che servono per poter dare risposte immediate alle necessità degli abitanti e degli automobilisti.

Non nascondiamo che il problema del trattamento dati personali è molto sentito. Anche in questo caso viene chiarito che i dati vengono raccolti in forma anonima perchè non interessa cosa fa il singolo individuo, quanto piuttosto la massa delle persone. Secondo Simas il trattamento dei dati non deve essere affidato ai governi ma alle aziende private. E’ un tema del quale dibattiamo spesso su Downloadblog, e che difficilmente può trovare una soluzione univoca. Anche Simas afferma che comunque deve rimanere decisione personale la decisione di fornire o meno i propri dati, così come decidiamo se spegnere o meno la nostra autoradio.

Il futuro della mobilità al Our Future Mobility Now Bruxelles 2011 é stato pubblicato su Autoblog.it alle 12:18 di giovedì 23 giugno 2011.

Future Technologies Workshop Live @ Our Future Mobility Now


La prima parte del workshop ha visto come protagonista Jason Johnson, Ford User Interface Design Engineer, una nostra vecchia conoscenza. Avevamo parlato proprio con lui in occasione della prova della Ford Focus a Madrid, e del quale riproponiamo il video a fondo post. E’ stata allora l’occasione per proporgli alcune osservazioni che avevamo letto nei commenti ai post.

Jason, i nostri lettori dicono che le informazioni fornite dal sistema sono interessanti, ma c’è qualcuno che vuole guidare senza essere bombardato di dati. Come vi ponete di fronte ad una obiezione del genere?
Si sappiamo che esistono persone che la pensano in questo modo. Noi cerchiamo di trovare soluzioni che possano accontentare tutti, dai più tecnologici a quelli che sono meno interessati all’argomento. E’ una possibilità in più che diamo. Ma anche all’interno del primo gruppo ci sono differenze: c’è chi ad esempio usa più le funzioni telefoniche ed altri che utilizzano maggiormente quelle legate agli iPod. Altri ancora desiderano avere informazioni sul consumo o sulla media di velocità. In ogni caso se c’è una necessità, cerchiamo di fare in modo che nel nostro sistema sia presente la funzione desiderata.

Non credi che a questo punto si potrebbe pensare a display personalizzabili, in modo da avere subito ciò che si usa maggiormente?
Certo, l’idea è ottima. Credo che la nostra sfida per il futuro potrebbe essere proprio questa.

Ringraziando Jason, è il turno di Christophe Novotny di Volvo. Christophe ci parla di come cambieranno le informazioni che usiamo in automobile. Passiamo da un tipo di comunicazione ad una direzione sola, in ingresso come la radio, ad una comunicazione interattiva, come accade ora abitualmente con gli smartphone.

Negli utili dieci anni le informazioni sono state usate comunque a “scatola chiusa”: inserivamo un indirizzo ed il navigatore ci proponeva la strada migliore. Cosa accadrebbe invece se la destinazione arrivasse da una terza persona, che ci dice dov’è in quel momento, oppure che c’è qualcosa di interessante in quel determinato punto? Si tratta di un piccolo passo avanti: passiamo da un circuito chiuso ad uno aperto. Sul fronte dell’infotaiment, è già possibile ascoltare in streaming qualsiasi radio del mondo, così come sentire la musica memorizzata in un “cloud service”. Allo stesso modo è possibile inserire nei sistemi automobilistici applicazioni per una corretta diagnosi della vettura e, volendo, prenotare il prossimo tagliando presso l’officina più vicina o quella di fiducia. Si tratta di piccoli esempi, ma che ci fanno capire come possa essere utilizzata l’interattività.

Arriviamo quindi ad un punto chiave per la casa Svedese: la connettività può aiutare la sicurezza? L’attenzione deve sempre essere sulla guida, per questo motivo alcune funzioni non saranno disponibili durante il movimento. Non si tratta però solo di evitare le distrazioni, Volvo vuole fare in modo che vengano eliminate tutte quelle situazioni che possono compromettere la guida (addormentarsi al volante ad esempio) ed arrivare addirittura ad una riduzione della velocità prima del possibile impatto. Connettendo le auto tra loro sarà possibile individuare ad esempio code improvvise, oppure segnalare un fondo viscido.

E la privacy? Si tratta comunque di informazioni che riguardano la sfera personale, anche se raccolti e diffusi in forma anonima. L’importante è che ogni genere di uso di dati personali sia “volontario” e non “imposto”. Un po’ come accade per alcuni sistemi di sicurezza come l’ESP, sarà sempre possibile disattivarli. Tutto questo perchè la tecnologia non deve comunque appropriarsi delle nostre vite.

Future Technologies Workshop Live @ Our Future Mobility Now é stato pubblicato su Autoblog.it alle 17:58 di mercoledì 22 giugno 2011.

Our Future Mobility Now Bruxelles 2011

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In questo momento mi trovo a Bruxelles per l’Our Future Mobility Now 2011. Un covegno, o meglio un sorta di viaggio, organizzato da ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association). 45 giovani scelti nelle scorse settimane e proveninenti da 20 nazioni diverse, per metteli a confronto direttamente con i giovani che lavorano all’interno di aziende del settore.

Si parla di un futuro lontano, il 2088: come sarà la mobilità? Un discorso che coinvolge questioni di macroeconomia, popolazioni, urbanistica, tecnologie, tipo di carburanti e, ovviamente inquinamento ed ecologia. Cercherò nei prossimi post di dare un colpo d’occhio “live” su quanto sta accadendo qui all’interno dell’area convegni dell’Autoworld di Bruxelles.

Our Future Mobility Now Bruxelles 2011 é stato pubblicato su Autoblog.it alle 14:58 di mercoledì 22 giugno 2011.