Retro Spot TV: Eminem e Chrysler, Imported from Detroit

spot chrysler eminem

Oggi siamo di fronte al classico “Imported from Detroit”, il cui titolo originale è “Born on Fire”.Con più di due minuti, è uno degli spot più lunghi del Superbowl, andato in onda il 6 Febbraio 2011 durante durante il Super Bowl XLV.


Una Chrysler 200 gira per le strade di Detroit passando per i punti iconici della città, tra cui “The Spirit of Detroit” ed il Detroit Industry Murales di Diego Rivera. La voce narrante di Kevin Yon, descrive Detroit come una città operosa e illustre, che si è solo rafforzata dalle difficoltà che ha dovuto affrontare.

In apertura la canzone di Eminem “Lose Yourself” inizia a suonare mentre l’auto arriva al Fox Theatre. Eminem esce dall’auto, cammina attraverso il teatro, sale sul palco con un coro di cantanti e si rivolge direttamente alla telecamera. Dice “Questa è la Motor City, ed è quello che facciamo“.

Uno spot da brividi, da ascoltare A TUTTO VOLUME!

>>Nota per utenti mobile: se non visualizzate il video qui sopra, vi preghiamo di cliccare su “Guarda la versione integrale sul sito” per navigare correttamente su questa pagina. Grazie!

“Born of Fire” aka “Imported from Detroit”

Agency: Wieden+Kennedy – Portland
Client: Chrysler
Language: English
Running time: 2:02

Script completo:

I got a question for you. What does this city know about luxury? What does a town that’s been to hell and back know about the finer things in life? Well, I’ll tell ya. More than most.

You see, it’s the hottest fires that make the hardest steel. Add hard work and conviction and the know-how that runs generations deep in every last one of us. That’s who we are. That’s our story.

Now it’s probably not the one that you’ve been reading in the papers — the one being written by folks who have never even been here and don’t know what we’re capable of. Because when it comes to luxury, it’s as much about where it’s from as it is who it’s for.

Now, we’re from America. But this isn’t New York City or the Windy City or Sin City. And we’re certainly no one’s Emerald City.

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Area B Milano: come funziona scatola nera Move-In per avere km in più

area b milano scatola nera

Area B Milano e la scatola nera: come funziona per le auto inquinanti? Con la deroga sono stati concessi chilometri “in più”, dal 1 Gennaio 2020. L’idea è quella di limitare il traffico delle auto più inquinanti, permettendo però ai proprietari di fare brevi spostamenti, proprio quando c’è n’è la necessità e senza obbligare all’acquisto di auto nuove a chi non può permetterselo.


Area B Scatola Nera: cos’è e come funziona

Vi ricordate quando abbiamo parlato di Move-In?Il MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti è un progetto della Regione Lombardia che permette di avere km in deroga rispetto ai blocchi del traffico in base alla classe inquinante del proprio veicolo.

Si c’è un costo da pagare, ma rispetto all’acquisto di una vettura nuova è decisamente più affrontabile. Parliamo infatti di tutto ciò che ruota attorno alla cosiddetta Scatola Nera: 30 € per l’installazione e 20 € per la fornitura del servizio annuale per un totale di 50  al primo anno. Nel caso già si disponga di un dispositivo installato compatibile con il progetto MoVe-In, il prezzo massimo sarà di 20 € per la sola fornitura del servizio annuale e 20 € per la fornitura del servizio annuale per gli anni successivi.

La scatola nera di Move-In può già essere utilizzata anche per accedere all’Area B di Milano.

 

Area B Scatola Nera: le deroghe per i diesel e benzina in base ai km

La scatola nera di Move-In può essere utilizzata dai mezzi Euro 0 a Benzina e i diesel Euro 1, 2, 3 e 4 per circolare nella zona denominata Area B in deroga ai divieti, che valgono dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30. Gli accessi potranno essere fatti solo per un per un numero di chilometri, calcolato proprio grazie alla scatola nera.

In generale, per i titolari delle auto inquinanti che risiedono a Milano si tratta di 25 giorni all’anno di libera circolazione, mentre titolari delle auto inquinanti che risiedono fuori Milano valgono solo per 5 giorni all’anno.

La Regione Lombardia consente ai veicoli “vietati” di circolare con la scatola nera “Move In” anche nei giorni e negli orari in cui non sarebbe consentito anche in Area B. Dato che “Move In“ è sempre attivo, anche quando Area B non è in vigore, verranno conteggiati anche i km percorsi ad esempio durante la notte o durante i festivi.

Area B Scatola Nera: numero di km consentiti per categoria di emissione

Area B Milano, con la scatola nera è possibile verificare quanti km si è percorsi rispetto al consentito: qui sotto l’elenco per classe di emissione.

  • Benzina e Diesel Euro 0: 200 km all’anno in Area B su 1000 km consentiti
  • Diesel Euro 1: 300 km in Area B su 2000 km consentiti
  • Diesel Euro 2: 600 km in Area B su 4000 km consentiti
  • Diesel Euro 3: 1.500 km in Area B su 7000 km consentiti
  • Diesel Euro 4: 1.800 km in Area B

Da notare che non ci sono distinzioni tra veicoli commerciali e veicoli privati, tranne per i diesel Euro 4: 2.000 km permessi ai veicoli commerciali anziché 1.800 dei privati.

 

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Il wrapping della Nissan GT-R con Greta Thunberg

greta thunberg

Ha fatto il giro del mondo il wrapping della Nissan GT-R con Greta Thunberg. Vero o falso? Mentre ancora ci si chiede se sia un photoshop o un wrapping vero e proprio, la creazione degli umbri di Speciale Garage fa discutere.


Uno scherzo o un oltraggio? Noi ovviamente siamo per la prima ipotesi, e siamo sicuri che anche Greta non se la sia presa più di tanto e che riservi i suoi “How dare you” per situazioni ben più importanti. Peccato che l’immagine sia scomparsa dal canale ufficiale instagram di Speciale Garage, mentre non vi è traccia su Facebook.

La vettura è comunque una splendida Nissan GT-R, che era già stata in passato wrappata in giallo nero in stile Ape Maya:

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Ricaricare un’auto elettrica: quanto costa?

ricaricare un'auto elettrica kia

Quanto cosa ricaricare un’auto elettrica? Domanda lecita, perchè se è vero che spesso si parla di risparmio, è vero che solo in pochi hanno già avuto esperienze in ambiente domestico. Una problematica che potrebbe diventare importante nel prossimo futuro, con l’uscita di modelli di auto elettriche economiche.


Come si misura l’elettricità che arriva alla batteria dell’automobile elettrica?

Per sapere quanto può costare ricaricare un’auto elettrica, è importante sapere innanzitutto come si “misura” la ricarica elettrica. Se siamo ovviamente abituati a litri per quanto riguarda benzina, gasolio e gpl, oppure kg per quanto riguarda il metano, con l’elettricità il discorso è diverso.

Per sapere “quanto ho ricaricato”, è necessario usare i kWh, ovvero i kilowattora. Quindi, se il kW misura la potenza, il KWh misura la quantità di energia. Di conseguenza, il kWh rappresenta l’energia assorbita in 1 ora da un apparecchio da 1 kW di potenza. Per questo motivo, anche se il sistema internazionale utilizzi i Joule, il kilowattora è utilizzato come unità di vendita dell’energia elettrica da parte delle aziende del settore.

Cos’è il wallbox, a cosa serve e quanto costa aumentare la potenza dell’impianto domestico?

I tempi per ricaricare un’auto elettrica con la rete domestica sono piuttosto lunghi. Considerando che in Italia la potenza standard per abitazione è di 3 kW, il tempo di ricarica “pieno” per una vettura elettrica può arrivare a superare le 8 ore. Questo senza contare che la quantità di energia assorbita durante la ricarica potrà facilmente portarvi al momentaneo “distacco per esubero potenza” se usate altri apparecchi elettrici come forno, lavatrice, ecc.

Per ovviare a questo problema la soluzione è doppia. Da una parte l’aumento della potenza dell’impianto domestico, dall’altra installazione di un wallbox.

Per quanto riguarda l’aumento di potenza, c’è da dire che dal 1° gennaio 2017 è possibile richiedere l’aumento a scaglioni di 0,5 kW, anche se nel nostro caso è consigliabile passare ad almeno 6 kW. Sebbene sia necessario controllare il proprio contratto e quanto previsto dal proprio gestore, possiamo stimare la spesa iniziale per l’adeguamento attorno ai 250 €, con un aumento della bolletta di circa 75 € anno, considerando che il costo del kWh non varierà.

Per quanto riguarda il wallbox, molto sinteticamente serve ad aumentare il voltaggio e l’amperaggio per diminuire il tempo di ricarica. Questo può scendere da 8 a 5 ore, ma anche a 2 o 3 ore a seconda del tipo di wallbox e dalla capacità dell’impianto elettrico. Il costo del wallbox e della sua installazione può variare da 1.000 ai 3.000 €. Ci sono aziende automobilistiche che offrono il wallbox compreso nel presso della vettura, come nelle recenti proposte i JuiceBox di Hyundai e Smart con EnelX.

Recentemente sono in via di sviluppo la possibilità di avere impianti domestici gestiti da aziende terze, senza dover pagare adeguamento di impianto o wallbox. La ricarica verrà addebitata sul proprio conto, con il contatore di proprietà del fornitore che deve quindi farsi carico dell’allaccio e di garantire la potenza corretta per il proprio impianto.

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica a casa?

Facciamo un paragone ideale tra auto tradizionali ed auto elettriche. Il “serbatoio” dell’auto elettrica è la batteria, e la capacità che di solito consideriamo in litri, in questo caso dipende dalla quantità di elettricità che riesce ad assorbire, esattamente come accade negli smartphone.

Proviamo a fare qualche calcolo. Attualmente la capacità delle batterie auto elettriche di piccola taglia come le citycar, varia tra i 16 kWh e i 24 kWh, alle quali corrisponde una autonomia reale tra i 100 ed i 200 km.  Consideriamo il minimo, ovvero 16 kWh di batteria: per la ricarica completa saranno necessarie circa 4,5 ore con impianto domestico da 3,7 kW, per un consumo totale di 16 kWh. Se paghiamo 1 kWh 0,25 € iva inclusa, per un “pieno” si spendono 4 €, volendo stare più larghi con contratti più onerosi, si possono spendere fino a 5 euro. Attenzione, perchè abbiamo parlato di costo al kWh. A questi vanno aggiunti i costi in bolletta che variano da famiglia a famiglia, e da operatore a operatore.

Quanto costa ricaricare un’auto elettrica alle colonnine?

Come per la benzina, i prezzi variano a seconda del fornitore al quale ci vogliamo rivolgere. Non solo, ogni azienda può offrire abbonamenti o sconti a seconda delle proprie strategie di marketing.

Vediamo i costi della ricarica alle colonnine di alcuni fornitori, secondo i dati che abbiamo potuto raccogliere:

Operatore Nome tariffa Costo € kWh inclusi Costo €/kWh
EnelX Flat Small 25 60 0,42
EnelX Flat Large 40 120 0,33
Be Charge Be Super100 38 100 0,38
Be Charge Be Happy50 21 50 0,42
Duferco Flat Mensile 30,5 300 0,1
Duferco Ricaricabile 48,8 100 0,49
Duferco Ricaricabile 91,5 200 0,46
Duferco Ricaricabile 170,8 400 0,43
Hera Flat Mensile 20 40 0,5

Possiamo comunque supporre che per ricaricare un’auto elettrica si possano spendere in media circa 0,45 euro al kW (ricarica da 22 kWh) per arrivare fino a 0,50 € per kW per le ricariche veloci.

Ovviamente il discorso è completamente diverso per Tesla, che con i propri SuperCharger offre diverse agevolazioni ai propri clienti.

 

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Monopattini elettrici cinesi: serve una regolamentazione

monopattini elettrici cinesi

Nel corso del 2019 sono stati importati in Europa 625 mila monopattini elettrici cinesi, secondo i dati forniti da EBMA-European Bicycle Manufacturers Association, con un incremento del 37% rispetto all’anno precedente. Per dare l’idea del fenomeno, basti pensare che nello periodo, l’importazione in Europa di e-bike cinesi si è fermata a 195 mila unità.


Secondo Ancma, I dati dell’import confermano la grande diffusione della micromobilità nelle città europee e pongono l’attenzione sul tema della sicurezza. La recente equiparazione dei monopattini alle biciclette, disposta dall’emendamento alla legge di bilancio 2020, non sembra tenere conto di alcune differenze sostanziali tra le due tipologie di mezzi.

Le differenze tra biciclette e monopattini elettrici

Per poter essere commercializzate all’interno del mercato europeo, le biciclette devono soddisfare i requisiti di sicurezza previsti da alcune norme tecniche comunitarie, in particolare la UNI ISO 4210 su progettazione e assemblaggio dei veicoli e la UNI EN 15194 specifica sulle biciclette a pedalata assistita. Lo stesso non si può dire per i dispositivi di micromobilità rispetto ai quali è in corso un processo di normazione a livello europeo, che tuttavia non ha ancora portato alla definizione di uno standard comunitario. Pensiamo a tutta la componentistica relativa alla ciclistica, ma anche a tutta la parte elettrica così come anche la batteria.

La maggior parte dei monopattini elettrici cinesi oggi in commercio vengono venduti attraverso i canali online e i grandi marketplace elettronici come Amazon, dove una verifica preventiva dei requisiti di sicurezza di questi dispositivi, prodotti quasi esclusivamente da aziende extra-europee, è pressoché impossibile. Diverso è il caso delle biciclette, per le quali il ruolo dell’industria, prevalentemente europea e del rivenditore svolgono un’importante funzione di accompagnamento verso scelte più consapevoli.

Paolo Magri, Presidente di Confindustria ANCMA, condivide le perplessità espresse dal Sottosegretario Traversi, e auspica una riformulazione della misura che consenta di riprendere l’attività sperimentale promossa nella scorsa primavera dal Ministero dei Trasport. Solo in questo modo sarà possibile arrivare ad un corretto inquadramento di questi veicoli che rappresentano senza dubbio un’importante contributo alla mobilità sostenibile all’interno del codice della strada.

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Ford Puma: mild hybrid con il MegaBox [Test Drive]

Ford Puma Titanium X

Ford Puma, il test drive del nuovo crossover che offre motorizzazioni mild hybrid e un design tutto nuovo.

Ford Puma: me la consigli?

Ford Puma viene proposta con un motore mild hybrid, che è l’ideale per chi deve entrare in città senza però guidare sempre sempre sempre in ambito urbano, e più avanti vi spiego perchè. Una scelta interessante anche per i più scettici, perchè la differenza di prezzo con il benzina è di soli 500 euro: vale la pena provare. Su Puma c’è il Mega Box, che è un’invenzione geniale, ma soprattutto c’è il nuovo design: se vi emozionano le curve e lo stile passionale Puma è l’auto per voi.

Ford Puma: la guida

Iniziamo con il dire che trovare la posizione di guida è facile, tutto è a portata di mano, mentre la leggibilità dei comandi e delle informazioni di cruscotto e pannello informazioni è immediata. La seduta ed il volante danno una buona sensazione, anche se personalmente amo i volanti con una presa ancora più decisa.

Una volta partiti c’è da fare una considerazione, in quanto il design sportiveggiante potrebbe trarre in inganno. Stiamo parlando di un crossover, le cui dimensioni e peso non sono di certo trascurabili. Aspettarsi prestazioni da pista è sbagliato, anche se tutti un pensierino lo abbiamo fatto. Con il 1.0 Ecoboost Mild Hybrid 125 e 155 cv  la guida è rilassata anche con il cambio manuale a 6 rapporti (l’automatico arriverà tra qualche mese). Certo con 30 cavalli in più c’è più potenza disponibile, oltretutto utilizzando la modalità sport ma in questo caso il volante non diventa rigido come ci si aspetterebbe. Forse è meglio così, perchè per spassarsela su questo crossover non bisogna spremerlo nella cavalleria.

“Take it easy”, come cantavano gli Eagles, ovvero relax e godetevi la strada. La Puma infatti toglie molte preoccupazioni grazie ai vari sistemi di sicurezza, come potete leggere più avanti, e si rivela un’ottima compagna di viaggio. Si, perchè il bagagliaio è enorme ed andare in giro con la famiglia al completo non è più un problema.

Il motore mild hybrid: perchè?

Ford Puma con motore 1.0 Ecoboost 125 e 155 cv è dotata di un sistema mild hybrid, ovvero è la soluzione più intelligente per chi guida spesso in città, ma che effettua molti spostamenti su strade extraurbane. Questo è un sistema che permette di risparmiare in peso, spazio e costi.

La batteria è infatti delle dimensioni di un laptop, e non c’è un motore elettrico supplementare: non è possibile circolare in modalità completamente elettrica. L’ibrido viene utilizzato per fornire al motore termico un “aiuto” durante i compiti più pesanti, ovvero nelle partenze da fermo e nelle accelerazioni, grazie al motorino di avviamento.

E’ possibile allora ridurre i consumi fino a 9% ma anche sui costi di produzione, per la maggiore semplicità tecnologica. Come accennato il mild hybrid costa solo 500 euro in più rispetto alla versione benzina: perchè non provare?

Ford Puma: il design e gli interni

Con Puma, Ford cambia il proprio design e punta tutto su linee morbide che esprimono passione e sensualità. Via i tratti rigidi del passato per fare spazio alla dinamicità. La linea del tetto è bassa e inclinata, con il risultato di avere una silhouette accentuata e fortemente riconoscibile, potendo offrire in più le tipiche proporzioni di un SUV. Sulla nuova Puma tutto è fluido, quasi da non riuscire a distinguere un inizio o una fine. Sportività che si associa bene al nome del felino americano, con un design complessivo porta questa vettura a sembrare sempre pronta a scattare sulla strada.

All’interno c’è spazio per tutti, sia davanti sia dietro, dove anche i più alti non toccano il cielo con la testa. I sedili, in particolare, vantano un design con profilo più affusolato per massimizzare lo spazio per le ginocchia dei passeggeri della seconda fila. Non solo, perchè nei sedili anteriori è presente la graditissima funzione massaggio lombare per distendere i muscoli in ogni occasione. Sarebbe una di quelle funzioni da rendere obbligatoria su tutte le vetture. Comodo il sistema di rivestimenti rimovibili e lavabili, che possono anche essere cambiati con altri colori.

E’ presente il sistema SYNC 3 che si comanda tramite il pannello strumenti LCD da 12.3’’. Unico appunto il fatto che non sia disposto verso il guidatore ma in perpendicolare rispetto al senso di marcia. Il sistema è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, mentre sul fronte audio si segnala il sistema audio premium B&O dotato di dieci diffusori tra cui un subwoofer da 150 mm x 200 mm integrato nel bagagliaio, ed un amplificatore da 575 watt (Digital Signal Processing Amplifier). Se i bassi sono pieni, nei toni alti il sistema può andare in crisi perdendo di cristallinità e producendo un suono intubato.

Ford Puma: Mega Box e bagagliaio

Ford Puma offre uno spazio per i bagagli posteriori di 456 litri tutto sfruttabile con oggetti fino a 112 cm di lunghezza 43 cm di altezza e ben 97 cm di larghezza. Basterebbe già questo ma c’è di più. Accennato all’inizio, il MegaBox è uno spazio ricavato nel piano di carico. Offre una capacità di 80 litri in uno spazio di 763 mm di larghezza, 752 mm di lunghezza e 305 mm di profondità. Le idee geniali sono la fodera sintetica e il tappo di scarico posizionato sul fondo.

E’ possibile usare il Mega Box per oggetti particolarmente sporchi, come ad esempio un’attrezzatura sportiva, e può essere facilmente lavato direttamente con l’acqua. Grazie al Megabox è possibile posizionare nel bagagliaio un trolley grande, due trolley medi, un trolley piccolo e due borse: un vero e proprio record.

Ford Puma: sicurezza Euroncap

Ford Puma si è aggiudicata 5 stelle nei test Euroncap grazie anche ai 3 radar, 2 telecamere e 12 sensori a ultrasuoni, racchiusi del sistema Ford Co-Pilot.

Sul fronte sicurezza, sono importanti tra i vari sistemi presenti a bordo, lo Speed Sign Recognition ed il Lane Centring, che mantiene la distanza di sicurezza dai veicoli che precedono, contribuendo a mantenere il veicolo centrato nella sua corsia e regolando la velocità entro i limiti monitorando i segnali stradali e i dati condivisi dal navigatore.

L’avviso di pericolo in tempo reale (Local Hazard Information) grazie al modem integrato FordPass Connect, informa il guidatore su eventuali situazioni pericolose sulla strada, anche se l’incidente non è visibile a causa di una curva o per la presenza di altri veicoli. La telecamera posteriore garantisce la visibilità a 180 gradi, il Blind Spot Information System con Cross Traffic Alert segnala al conducente quando altri veicoli si avvicinano ai lati nell’angolo cieco. Il Lane-Keeping con Road Edge Detection, è in grado di riconoscere gli eventuali cambiamenti del manto stradale, dall’asfalto ad una superficie come un ciglio erboso o ghiaia.

Il Pre-Collision Assist con Pedestrian Detection è in grado di rilevare pedoni presenti sulla strada o che potrebbero attraversare nella traiettoria del veicolo e di conseguenza frenare. In caso di incidente, il Post-Collision Braking è in riduce l’impatto di una potenziale collisione secondaria, applicando automaticamente una moderata pressione sui freni. L’Evasive Steering Assist aiuta a evitare le collisioni derivanti da eventuali veicoli che procedono a rilento o inaspettatamente fermi, presenti sulla strada.

Ford Puma: listino prezzi

Per il listino prezzi di Ford Puma, si parte dai 22.750 € della 1.0 Ecoboost 125 cv versione Titanium, per arrivare ai 27.500 € della 1.0 EcoBoost Hybrid 155 cv versione ST-Line X. E’ possibile aggiungere diversi pacchetti per migliorare comfort e sicurezza.

Puma verrà offerta con Idea Ford con anticipo zero e rate che variano a seconda delle versioni da 260 € a 315 €. Le versioni diesel e quelle con cambio automatico arriveranno nelle concessionarie tra Aprile e Luglio.

 

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Maserati elettriche: primi test sul motore

Maserati GranTurismo

Maserati GranTurismo e Maserati GranCabrio saranno le prime Maserati elettriche realizzate presso il polo produttivo di Torino. Proseguendo lo sviluppo dei piani di elettrificazione della gamma come già precedentemente annunciato, Maserati inizia la fase di sperimentazione dei nuovi sistemi a propulsione “full electric” che equipaggeranno i futuri modelli del Marchio.


Sono state realizzate delle vetture sperimentali equipaggiate con innovativi powertrain 100% elettrici e con tecnologia 100% Maserati, sviluppata presso l’Innovation Lab di Modena.

Durante questa fase di sperimentazione delle Maserati elettriche verrà messa a punto anche la sonorità che caratterizzerà il motore elettrico. I prossimi modelli equipaggiati con motorizzazione “full electric” avranno una sonorità distintiva, già elemento peculiare di tutte le vetture Maserati dotate dei tradizionali propulsori termici.

I clienti avranno così a disposizione Maserati elettriche che abbineranno piacere di guida, comfort e prestazioni con un sound unico ed inimitabile.

Grazie ai test condotti in diverse condizioni di utilizzo, su strada e in pista, saranno quindi acquisiti importanti dati per lo sviluppo, la messa a punto e la definizione dei nuovi powertrain elettrici, che verranno utilizzati per i futuri modelli della Casa del Tridente.

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Citroen C5 Aircross: prezzi, configuratore e offerte di gennaio

citroen c5 aircross

Citroen C5 Aircross è disponibile a gennaio ad prezzo di acquisto di 19.950 euro nella versione LIVE, con motore PureTech 130 S&S. Il prezzo include cerchi in lega da 17”, Pack Style Silver, sensori di parcheggio posteriori e il Pack Safety 4*€NCAP.

Il Pack Safety comprende numerose funzioni di assistenza alla guida quali: Active Safety Brake con funzione video, Coffee Break Alert, regolatore e limitatore di velocità, allerta rischio collisione, avviso attivo di superamento delle linee di careggiata, riconoscimento dei cartelli stradali.

Il SUV si presenta con un configuratore all’avanguardia. Citroen C5 Aircross è il SUV francese energico e protettivo grazie alle ruote di grandi dimensioni, la distanza dal suolo elevata e per le protezioni laterali. Un carattere forte e audace con la sua silhouette imponente e monolitica, in perfetto stile Citroen.


Citroen C5 Aircross: listino prezzi

In venditain Italia nelle nelle versioni Live, Feel, Shine con motorizzazioni benzina e diesel da 130 fino a 180 cavalli, anche con cambio automatico EAT8. Nel listino prezzi anche una versione specifica per le Aziende è la Business, proposta con motorizzazione Diesel BlueHDi 130 S&S con cambio manuale e con cambio automatico a 8 rapporti.

Citroen C5 Aircross: listino prezzi benzina

Citroen C5 Aircross 1.2 PureTech Feel 28.200 euro
C5 Aircross 1.2 PureTech Live 25.700 euro
C5 Aircross 1.2 PureTech Shine 30.700 euro
C5 Aircross 1.6 PureTech Feel EAT 32.700 euro
C5 Aircross 1.6 PureTech Shine EAT 35.200 euro

Citroen C5 Aircross: listino prezzi diesel

C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Feel 29.700
C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Live 27.200
C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Feel EAT 31.200
C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Shine 32.200
C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Business 28.200
C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Shine EAT 33.700
C5 Aircross 1.5 BlueHDi 130cv Business EAT 29.700
C5 Aircross 2.0 BlueHDi Feel EAT 34.200
C5 Aircross 2.0 BlueHDi Shine EAT 36.700

 

Citroen C5 Aircross: gli interni

C5 Aircross propone un’inedita esperienza a bordo tipicamente Citroën grazie alle Sospensioni con Smorzatori Idraulici Progressivi ed i sedili Advanced Comfort. Offre una modularità di riferimento con 3 sedili posteriori individuali scorrevoli, ripiegabili a scomparsa e inclinabili, oltre a un bagagliaio Best in Class da 580 L a 720 L, fino a 1.630 L con sedili ripiegati.

Moderno e tecnologico, Nuovo Citroen C5 Aircross propone 20 sistemi di assistenza alla guida, tra cui Highway Driver Assist, un grande passo avanti verso la guida autonoma, 6 tecnologie di connettività e motorizzazioni potenti ed efficienti per un piacere di guida ottimizzato.

Le motorizzazioni di Citroen C5 Aircross

La gamma italiana di Citroen C5 Aircross è oggi costituita da 14 versioni ottenute dalla combinazione di quattro allestimenti (Live, Feel, Shine e Business) e di 5 motorizzazioni:

  • 2 motorizzazioni benzina: PureTech 130 S&S e PureTech 180 S&S con cambio automatico EAT8
  • 3 motorizzazioni Diesel: BlueHDi 130 S&S, BlueHDi 130 S&S EAT8 e BlueHDi 180 S&S EAT8

Per le aziende Citroen ha dedicato una versione specifica. L’allestimento Business è disponibile con motorizzazione diesel BlueHDi 130 S&S. E’ possibile scegliere tra il cambio manuale a 6 rapporti oppure il cambio automatico a 8 rapporti e può essere equipaggiata con numerose funzioni di assistenza alla guida. Per il massimo del Comfort, dispone già di serie di Citroën Connect Box, Citroën Connect NAV, fari fendinebbia con funzione Cornering Light, Retrocamera con Top Rear Vision e sedile conducente con regolazione lombare.

Citroen C5 Aircross: il configuratore

Il configuratore di Citroen C5 Aircross a questo link permette di scegliere in pochi istanti la versione ed i colori preferita.

1) Allestimento

2) Motorizzazione: benzina o diesel, cambio manuale o automatico, cilindrata e potenza

3) Colori inclusi + optional

4) Materiali e colori interni

5) Cerchi in lega: tipologia e design diversi

6) Tutti gli optional

7) Tutti gli accessori

8) Riepilogo, salvataggio dei dati, esportazione

 

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Monopattini sharing Milano: stop del TAR fino al 14 Gennaio

lime monopattini elettrici milano

I servizi di monopattini elettrici in sharing a Milano subiscono un stop da parte del TAR, accogliendo il ricorso di una delle aziende escluse.


Si, sembra l’inizio di una telenovela iniziata lo scorso anno, quando diversi operatori decisero di aprire il servizio di monopattini elettrici in sharing quando la legislazione era decisamente deficitaria. Lo scorso Luglio il decreto voluto dall’ex Ministro Toninelli gettava le basi per la sperimentazione, alla quale seguiva in Agosto la diffida del Comune di Milano alle aziende coinvolte.

Succede che Lime, esclusa dal bando, abbia fatto ricorso contestando alcuni dettagli tecnici del bando del Comune. Il Tar ha bloccato tutto in attesa di sentire la stessa Lime ed il Comune di Milano. Le aziende vincitrici, ovvero Bit, HelBiz e Wind Mobility, avrebbero avuto in sessanta giorni far partire le proprie offerte, con un parco monopattini tra le 500 e le 700 unità per ciascuno.

C’è da dire che la scelta del Comune ha lasciato l’amaro in bocca alle aziende escluse, tanto da chiedere un incontro con il Sindaco Sala e all’Assessore Granelli, per aumentare il numero di licenze assegnabili. Il nodo della questione sarebbe l’equiparazione dei monopattini elettrici con i velocipedi, che di fatto va a soppiantare la sperimentazione facendo salire automaticamente il numero di monopattini in città. A questo punto il numero immaginato inizialmente di 2.250 mezzi “comunali” sarebbe da rivedere.

Nella lettera inviata da Bird, Circ, Dott, Hive, Lime e Tier si fa notare “il preoccupante livello di smog che proprio nei giorni scorsi ha fatto scattare i divieti di emergenza su diesel Euro 4 a Milano. Le Aziende, a tal proposito, sottolineano come potenziare la micromobilità e la mobilità dolce sia strategico per ridurre i livelli di inquinamento. Su questi temi, dunque, gli Operatori credono di poter collaborare in modo proficuo e costruttivo con l’Amministrazione di Milano, che più volte ha dichiarato come l’evoluzione della Normativa in materia di micro-mobilità rappresentasse premessa importante per il potenziamento dei relativi servizi di sharing in territorio comunale“.

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Monopattini elettrici: no all’equiparazione alle bici. La risoluzione in Commisione Trasporti.

Monopattini elettrici equiparazione alle bici

E’ giusto equiparare i monopattini elettrici alle bici? No, secondo il forzista Roberto Rosso, che ha presentato in Commissione Trasporti una risoluzione per chiedere al governo di non equiparare i monopattini elettrici ai velocipedi finchè non verrà conclusa la fase di sperimentazione, per consentire al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un’adeguata valutazione dei dati raccolti ed assicurare l’incolumità dei pedoni e dei conduttori degli stessi monopattini.


Nella Manovra di Bilancio 2020, era passato un emendamento presentato da Italia Viva e approvato dalla commissione Bilancio del Senato che equiparava i monopattini elettrici ai velocipedi:

I monopattini che rientrano nei limiti di potenza e velocità definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 Giugno 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2019, sono equiparati ai velocipedi di cui al co- dice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Un emendamento che ha aperto la strada a tutta una serie di dubbi interpretativi, riassunti nella risoluzione dei giorni scorsi e che riportiamo qui sotto:

Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00395
presentato da ROSSO Roberto
testo di Mercoledì 8 gennaio 2020, seduta n. 284

La IX Commissione, premesso che:

  • la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019), con l’articolo 1, comma 102, ha previsto la possibilità di autorizzare la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard e monopattini;
  • il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 giugno 2019 ha dato attuazione a tale disposizione, dettando regole per lo svolgimento della sperimentazione della circolazione su strada dei dispositivi per la micromobilità elettrica;
  • il decreto, all’articolo 2, ha individuato e definito i dispositivi per la micromobilità elettrica ammessi alla sperimentazione, ricomprendendo tra questi i monopattini; per i monopattini, in quanto dispositivi non auto-bilanciati, è stata prevista la dotazione di un motore elettrico con potenza nominale non superiore a 500 Watt. Inoltre, il medesimo articolo ha disposto che i monopattini e gli altri dispositivi per la micromobilità in grado di sviluppare velocità superiori a 20 km/h debbano essere dotati di un regolatore di velocità, configurabile per il rispetto del suddetto limite, nonché di un limite di velocità non superiore a 6 km/h per l’utilizzo all’interno di aree pedonali;
  • l’articolo 50 del codice della strada definisce le caratteristiche dei velocipedi, prevedendo che all’interno di questa categoria possano rientrare le biciclette a pedalata assistita dotate di motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0.25 kW che non possa superare la velocità di 25 km/h;
  • la legge 27 dicembre 2019, n. 160, all’articolo 1, comma 75, ha equiparato i monopattini elettrici di cui al sopracitato decreto ministeriale ai velocipedi di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Tale equiparazione rischia di produrre una serie di criticità e di incongruenze nella normativa vigente in materia di circolazione di veicoli, nonché in materia di sicurezza stradale;
  • in primo luogo, è necessario coordinare le disposizioni di cui all’articolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e quelle di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 4 giugno 2019 per quanto riguarda la potenza massima dei motori elettrici ammessa, nonché, per quanto attiene alla sicurezza stradale, si pone un problema di individuazione di limiti di velocità uniformi, che, a legislazione vigente, divergono per velocipedi e monopattini elettrici;
  • l’articolo 7 del decreto ministeriale 4 giugno 2019 ha previsto che la sperimentazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica, tra cui i monopattini, potesse essere autorizzata entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto medesimo e che le sperimentazioni autorizzate si potessero concludere entro i 24 mesi successivi alla medesima data;
  • ad oggi sono numerose le amministrazioni comunali che hanno avviato la sperimentazione, ancora in corso di svolgimento, sulla circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica, investendo anche risorse economiche per la realizzazione e l’installazione di una specifica segnaletica stradale;
  • la finalità della sperimentazione era quella di raccogliere dati al fine di valutare la fattibilità e la successiva regolazione della circolazione di dispositivi per la micromobilità elettrica, in particolare per quanto attiene ai profili inerenti alla sicurezza stradale. A tal fine, il comma 2 dell’articolo 7 del decreto ministeriale 4 giugno 2019, dispone che i comuni debbano comunicare le risultanze della sperimentazione intrapresa entro tre mesi dalla sua conclusione;
  • nella seduta della Camera dei deputati del 23 dicembre 2019, in occasione dell’esame della legge di bilancio per l’anno 2020 e per il triennio 2020-2022 il Governo ha accolto l’ordine del giorno n. 9/2305/429 che lo impegna a valutare l’opportunità di individuare gli strumenti più idonei al fine di consentire la conclusione delle sperimentazioni in corso sulla circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, e di garantire pienamente la sicurezza stradale, anche valutando gli effetti del disposto di cui al comma 75, articolo 1, della legge n. 160 del 2019 al fine di disporre una temporanea sospensione ovvero il differimento dell’applicazione,

impegna il Governo:

  • al fine di garantire pienamente la sicurezza stradale e di evitare che le risorse investite dai comuni nelle sperimentazioni sulla circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica possano non avere utilità, ad adottare iniziative per sospendere l’applicazione dell’equiparazione dei monopattini elettrici ai velocipedi di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, fino alla conclusione delle sperimentazioni già avviate in Italia, consentendo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un’adeguata valutazione dei dati raccolti;
  • ad assumere con urgenza tutte le iniziative necessarie a garantire pienamente la sicurezza stradale alla luce dell’equiparazione dei monopattini elettrici ai velocipedi, in particolare per quanto riguarda l’incolumità dei pedoni e dei conduttori degli stessi monopattini.

«Rosso, Maccanti, Rotelli, Mulè, Sozzani, Zanella, Pentangelo».

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