Hertz rimane operativa anche in Italia, negli USA bonus ai dirigenti

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Hertz Italia e le altre società di Hertz International in Europa, Australia e Nuova Zelanda, così come le società licenziatarie nel mondo, non sono incluse nel procedimento di riorganizzazione finanziaria Chapter 11 richiesto da Hertz in USA e Canada.


Tutte le attività aziendali sono, quindi, pienamente operative in Italia, nel Nord America e su scala globale: dai noleggi, alle prenotazioni, dalle offerte, ai programmi di accoglienza e di loyalty. A seguito della pandemia da coronavirus, sono state attivate nuove misure e procedure con elevati standard di comfort, sicurezza ed igienizzazione, confermando l’auto l’opzione di mobilità più sicura dal punto vista della salute e del distanziamento sociale.

Hertz Global Holding ha recentemente richiesto volontariamente per la sola divisione USA e Canada, l’attivazione della procedura di protezione prevista dal Chapter 11 che consente in continuità operativa di risanare finanziariamente l’impresa. Si tratta di un processo di riorganizzazione e non di liquidazione o fallimento, che è simile al Concordato Preventivo di Continuità Aziendale nell’ordinamento italiano.

Tutto questo mentre si viene a sapere che i dirigenti americani da un parte annunciavano licenziamenti per 10.000 persone in Nord America, dall’altra si spartivano bonus milionari. Secondo il piano presentato alla SEC, Hertz avrebbe conservato il posto a 340 dirigenti, con un budget di 16,2 milioni di dollari in bonus. Cifre non da poco, considerata la situazione. Dei 16 milioni circa, in tre dovevano prenderne 1,5: 700.000 $ al CEO Paul Stone; 600.000 $ al CFO Jamere Jackson e 189.633 $ al direttore marketing Jodi Allen.

La beffa, riportata da Fortune, è la motivazione con la quale i manager si sono assegnati i bonus: “riconoscendo, tra le altre cose, l’incertezza finanziaria e operativa che la società e i suoi dipendenti affrontano mentre la società attraversa circostanze senza precedenti derivanti dall’impatto negativo di COVID-19 sul settore dei viaggi globale; i notevoli sforzi aggiuntivi intrapresi dai dipendenti chiave dell’azienda con una forza lavoro ridotta in risposta a un ambiente aziendale estremamente impegnativo“.

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