Sono apparsi in buona salute

Tv irachena mostra i piloti di elicottero abbattuto
Sono stati esibiti anche i loro documenti, tra i quali una patente di guida del Texas e carte di credito
BAGDAD – La tv irachena ha mostrato le immagini dei due militari americani di uno dei due elicotteri Apache che, secondo fonti locali, in giornata sono stai abbattuti da due agricoltori iracheni a fucilate. Le immagini sono state ritrasmesse dalla tv di Abu Dhabi. I piloti di uno dei due Apache risultavano dispersi. I due giovani militari mostrati in tv sono apparsi in buona salute. Durante il video sono stati esibiti anche i loro documenti, tra i quali una patente di guida del Texas e carte di credito.
La tv irachena ha detto che «l’eroico contadino Ali Obeid-Mingash ha abbattuto l’Apache con il suo fucile. Questi sono i due piloti americani mandati dal piccolo Bush nell’inferno della morte».
IDENTIFICATI – Il Pentagono ha identificato i due piloti dell’elicottero Apache abbattuto (per Bagdad), costretto ad atterrare per un’avaria (per Washington). Sono Ronald D. Young jr., 26 anni, della Georgia, e David S. Williams, 30, della Florida. Non sono state rese note le loro città di provenienza. read more

Le forze della coalizione sono a cento chilometri dalla capitale

Blair: «E’ vitale arrivare in fretta a Bagdad»
Il premier britannico interviene ai Comuni: «Quelli vicino a Saddam resistono, ci saranno giorni difficili»
LONDRA – Il premier britannico Tony Blair ha definito «obiettivo vitale» per le forze alleate raggiungere Bagdad il più rapidamente possibile. Le forze della coalizione, giunte a cento chilometri dalla capitale irachena, stanno facendo tutto «quello che è umanamente possibile» per mantenere al minimo le vittime civili. Tuttavia «quelli vicino a Saddam stanno resistendo, nonostante migliaia di soldati iracheni si siano arresi. Ci saranno giorni difficili», ha aggiunto il premier britannico parlando alla Camera dei Comuni. Gli alleati non sono a grande distanza dalla Divisione Medina della Guardia repubblicana che è a difesa della strada per Bagdad. Tony Blair ha sottolineato che questo sarà un momento cruciale. Si ritiene che la divisione Medina si trovi a circa 75 km a sud di Bagdad.
PERDITE INGENTI – «Bisogna trarre lezione dalle perdite subite» dalle nostre truppe in Iraq ha aggiunto il premier britannico Tony Blair. Ma l’obiettivo resta «arrivare a Bagdad nel modo più liscio possibile», per abbattere il regime di Saddam Hussein, «liberare il popolo iracheno» dalla dittatura e «eliminare le armi di distruzione di massa».
BASSORA ASSEDIATA – La città di Bassora «è circondata» dalle forze della coalizione angloamericana e «non può più essere usata come base degli iracheni». Lo ha dichiarato il premier britannico, Tony Blair alla Camera dei comuni, precisando inoltre che «vi sono ancora sacche si resistenza» nella seconda città irachena. La resistenza viene quindi giudicata «contenuta», ma «ancora in grado di creare problemi alle nostre forze». I pozzi petroliferi del sud sono «al sicuro», ha aggiunto Blair.
24 marzo 2003 read more

Truppe britanniche avrebbero rinvenuto missili russi e inglesi

Usa: la Russia continua a vendere armi all’Iraq
«Abbiamo le prove», ha detto il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer. Ma Mosca nega ogni coinvolgimento
WASHINGTON (USA) – E’ forte polemica tra la Casa Bianca e il Cremlino. Il governo americano infatti ha accusato nuovamente aziende russe non solo di aver venduto armi proibite a Saddam Hussein durante l’embargo, ma di continuare a venderle a guerra iniziata.
Un’accusa che Mosca ha sempre respinto ritenendosi estranea da qualsiasi rapporto di questo tipo con il rais.
Tuttavia in queste ultime ore la Casa Bianca ha ribadito di avere prove concrete del coinvolgimento di aziende russe nella vendita di armi a Bagdad. «Abbiamo le prove», ha detto il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer, definendo l’atteggiamento di Mosca «sconvolgente».
RITROVATI MISSILI – In realtà secondo quanto riferisce il quotidiano britannico Guardian, soldati britannici avrebbero ritrovato in un bunker iracheno nei pressi di Bassora, non solo missili russi Harith, costruiti nel 2002, ma anche razzi di fabbricazione britannica.
Il ritrovamento avrebbe inoltro posto forti interrogativi alle autorità britanniche sulla reale efficacia delle ispezioni dell’Onu. Ispettori dell’Onu avrebbero fatto ricerche per mesi nella zona senza trovare nulla. read more

Autobus carichi di combattenti sono in viaggio da Damasco

Volontari siriani pronti a combattere con l’Iraq
L’atteggiamento del governo arabo forse inasprito dal missile Usa che domenica ha ucciso 5 lavoratori che tornavano in Siria
DAMASCO – Autobus carichi di volontari siriani sono in viaggio per Bagdad per dare manforte all’esercito iracheno, contro le truppe angloamericane. Lo riferisce la televisione britannica Bbc.
MISSILE USA UCCIDE 5 SIRIANI – Proprio ieri si è verificato un episodio che ha inasprito l’avversione del governo siriano agli Stati Uniti. Un missile lanciato da un bombardiere statunitense ha colpito un pulmann che riportava in patria un gruppo di 37 siriani dall’Iraq. Cinque persone sono morte nell’esplosione a almeno altre dieci sono rimaste ferite. L’incidente è avvenuto domenica mattina nei pressi di al-Rutbeh, a circa 160 km di distanza dal confine tra Siria e Iraq. I feriti sono stati ricoverati al centro medico siriano nell’area di frontiera di Al-Tanef, mentre le salme delle vittime sono state portate all’ospedale Douma di Damasco. Immediata e durissima la reazione di Damasco, che ha definito l’accaduto un «atto criminale in violazione della Convenzione di Ginevra che prevede la protezione dei civili in tempi di guerra». «La Siria – si legge in un lancio dell’agenzia ufficiale Sana – condanna questo atto e si riserva il diritto di chiedere risarcimenti sulla base delle leggi internazionali». Il ministro degli Esteri, Farouk Al Shara, ha convocato gli ambasciatori statunitense e britannico ai quali ha presentato una protesta formale per quella che ha definito «un’orribile aggressione». Un testimone ha raccontato che il bus faceva parte di un convoglio di tre veicoli e che nessuno ha visto l’aereo che ha lanciato l’ordigno. «Ne abbiamo sentito il rombo – ha detto – forse viaggiava ad alta quota». read more

Parlano i soldati iracheni che hanno scelto di non combattere: “Non abbiamo possibilità di vincere la guerra”
“Mi arrendo ai soldati Usa per dire basta con Saddam”

KUWAIT CITY – “Ho deciso con un gruppo di soldati di Bassora di arrendermi alle forze americane. L’abbiamo fatto innanzitutto perché siamo consapevoli che i rapporti di forza sono impari. Sappiamo bene che non abbiamo alcuna possibilità di vincere”. Abbas Fahd, nato a Bassora, è uno dei migliaia di soldati iracheni che hanno rinunciato a combattere. Indossa un’uniforme sporca, sdrucita e di taglia più che abbondante, il corpo esile ci galleggia. Il volto incavato e la barba incolta segnalano una lunga permanenza lontano da casa, in qualche remota località del deserto. Gli occhi stanchi e infuocati tradiscono una vitalità repressa. Il tono di voce altisonante segnala una volontà di rivalsa. Nella sua testimonianza, diffusa dalla tv araba di Abu Dhabi, Abbas manifesta per la prima volta la realtà umana e politica di migliaia di soldati iracheni. read more

Bombardamenti anche nel nord. La Siria: «Colpito bus civile»

Iraq: primi scontri intorno a Bagdad
Attacco di elicotteri Apache contro le forze della Guardia di Saddam. Tv irachena ne mostra uno a terra, catturato

BAGDAD (IRAQ) – Si avvicina la grande battaglia per la presa di Bagdad. Mentre anche in altri punti del Paese continuano i combattimenti per eliminare le numerose sacche di resistenza irachene. Nuovi, pesanti bombardamenti colpiscono Baghdad, tre ore di battaglia tra gli Apache americani e unitá della Guardia nazionale, raid aeri su Mosul, nuovi decolli dei B52 dalla base di Fairfard. E in mattinata la tv irachena, ripresa da Al Jazeera, mostra l”immagine di un elicottero Apache americano abbattuto una cinquantina di chilometri a sud di Baghdad. Sarebbe stato colpito da un contadino armato di bazooka che nelle riprese tv viene mostrato al fianco di militari iracheni festanti. read more

Al Jazira mostra anche militari americani uccisi

Gli interrogatori dei soldati Usa catturati
La trascrizione delle domande e delle risposte dei quattro uomini e della donna caduti in mano irachena

«Ismek?» (come ti chiami? in arabo), chiede qualcuno con in mano un microfono della televisione irachena (ma il tono è dell’interrogatorio, non dell’intervista) ad un soldato americano spaventato con gli occhiali. L’interlocutore non capisce ed allora si ripete la domanda in un inglese approssimativo «what’s your name?». Ecco parte degli interrogatori cui sono stati sottoposti i cinque prigionieri americani mandate in onda dalla televisione irachena e ritrasmesse da Al Jazira. read more

160 chilometri da Bagdad. Ufficialmente dispersi due soldati inglesi

Iraq, Nassiriya ferma l’avanzata angloamericana
«Forte resistenza» nella città a sud del paese. Si combatte a Bassora e Umm Qasr. Elicotteri vicini a Bagdad

NASSIRIYA (Iraq del sud) – Le forze anglo-americane, mentre proseguono pesantissimi bombardamenti su Bagdad, sono state costrette a segnare il passo nelle paludi di Nassiriya, centro strategico bagnato dall’Eufrate, nell’Iraq meridionale. Le forze alleate hanno subito perdite, e i corpi dei soldati uccisi e di altri fatti prigionieri, sono stati mostrati in tv da Al Jazira.«Siamo bloccati, non possiamo andare avanti per motivi di sicurezza, a causa della resistenza» , ha riferito l’inviato dell’agenzia Reuters Sean Maguire che si trova assieme alle truppe di terra.
Anche più a nord di Nassiriya, a Najaf, a circa 160 chilometri da Bagdad, sono in corso aspri combattimenti. read more

E’ polemica negli Stati Uniti sulle scene girate dagli iracheni

Rumsfeld alle Tv Usa: non mostrate i prigionieri
Dopo che Al Jazira ha rilanciato i video con i marines catturati o uccisi, il segretario alla Difesa ha chiesto l’autocensura

WASHINGTON – Il segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld ha chiesto ai media americani di non mostrare le immagini dei prigionieri di guerra e dei morti americani messi in onda sulla tv di stato irachena e rilanciate dalla emittente araba Al Jazira. Le reti Usa si sono adeguate: con l’unica eccezione della Cbs che, prima della richiesta di Rumsfeld, aveva messo in onda pochi secondi dell’interrogatorio di un soldato prigioniero per fare una domanda in questo senso al capo del Pentagono in studio, le televisioni americane si sono autocensurate limitandosi a raccontare ai loro spettatori per sommi capi il contenuto dei filmati. read more

Diffuse oggi da Al Jazira le immagini della prigioniera americana

Donne marine per la prima volta al fronte
Aumenta l’impegno delle soldatesse rispetto alla Guerra del Golfo del ’91. In quel caso, furono 5 le vittime femminili
WASHINGTON – Combattono in prima linea e anche loro, come dimostra il caso della prigioniera caduta nelle mani degli iracheni, corrono gli stessi rischi dei colleghi uomini. Sono le soldatesse americane, impegnate al fronte contro il regime di Saddam Hussein. read more