Al Jazira mostra anche militari americani uccisi

Gli interrogatori dei soldati Usa catturati
La trascrizione delle domande e delle risposte dei quattro uomini e della donna caduti in mano irachena

«Ismek?» (come ti chiami? in arabo), chiede qualcuno con in mano un microfono della televisione irachena (ma il tono è dell’interrogatorio, non dell’intervista) ad un soldato americano spaventato con gli occhiali. L’interlocutore non capisce ed allora si ripete la domanda in un inglese approssimativo «what’s your name?». Ecco parte degli interrogatori cui sono stati sottoposti i cinque prigionieri americani mandate in onda dalla televisione irachena e ritrasmesse da Al Jazira. read more

160 chilometri da Bagdad. Ufficialmente dispersi due soldati inglesi

Iraq, Nassiriya ferma l’avanzata angloamericana
«Forte resistenza» nella città a sud del paese. Si combatte a Bassora e Umm Qasr. Elicotteri vicini a Bagdad

NASSIRIYA (Iraq del sud) – Le forze anglo-americane, mentre proseguono pesantissimi bombardamenti su Bagdad, sono state costrette a segnare il passo nelle paludi di Nassiriya, centro strategico bagnato dall’Eufrate, nell’Iraq meridionale. Le forze alleate hanno subito perdite, e i corpi dei soldati uccisi e di altri fatti prigionieri, sono stati mostrati in tv da Al Jazira.«Siamo bloccati, non possiamo andare avanti per motivi di sicurezza, a causa della resistenza» , ha riferito l’inviato dell’agenzia Reuters Sean Maguire che si trova assieme alle truppe di terra.
Anche più a nord di Nassiriya, a Najaf, a circa 160 chilometri da Bagdad, sono in corso aspri combattimenti. read more

E’ polemica negli Stati Uniti sulle scene girate dagli iracheni

Rumsfeld alle Tv Usa: non mostrate i prigionieri
Dopo che Al Jazira ha rilanciato i video con i marines catturati o uccisi, il segretario alla Difesa ha chiesto l’autocensura

WASHINGTON – Il segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld ha chiesto ai media americani di non mostrare le immagini dei prigionieri di guerra e dei morti americani messi in onda sulla tv di stato irachena e rilanciate dalla emittente araba Al Jazira. Le reti Usa si sono adeguate: con l’unica eccezione della Cbs che, prima della richiesta di Rumsfeld, aveva messo in onda pochi secondi dell’interrogatorio di un soldato prigioniero per fare una domanda in questo senso al capo del Pentagono in studio, le televisioni americane si sono autocensurate limitandosi a raccontare ai loro spettatori per sommi capi il contenuto dei filmati. read more

Diffuse oggi da Al Jazira le immagini della prigioniera americana

Donne marine per la prima volta al fronte
Aumenta l’impegno delle soldatesse rispetto alla Guerra del Golfo del ’91. In quel caso, furono 5 le vittime femminili
WASHINGTON – Combattono in prima linea e anche loro, come dimostra il caso della prigioniera caduta nelle mani degli iracheni, corrono gli stessi rischi dei colleghi uomini. Sono le soldatesse americane, impegnate al fronte contro il regime di Saddam Hussein. read more

«In Iraq per 240 chilometri, presi 2000 prigionieri»

Usa: «Avanziamo a velocità impressionante»
Il generale Stanley McChrystal traccia il bilancio del conflitto: gli alleati penetrati in Iraq per 240 chilometri. 2000 prigionieri

WASHINGTON – «Siamo penetrati in Iraq per 240 chilometri verso nord. Avanziamo. Il crollo del regime iracheno è solo questione di tempo». E’ con queste parole il Pentagono snocciola certezze. E diffonde i dati della sua vittoria schiacciante sul campo: fra i 1500 e i 200 prigionieri catturati finora, oltre 1.000 sortite aeree, 500 missili Tomahawks lanciati, altri 100 missili Cruise, diverse centinaia di bombe sganciate dagli aerei e poi quei 150 miglia (240 chilometri, appunto) di avanzamento verso nord. Tutto questo e molto di più ha spiegato da Washington Victoria Clarke, la portavoce del Pentagono. read more

La Bbc mostra uomini iracheni che si arrendono agli alleati

Centinaia di diserzioni, ma anche combattimenti
Il ministro britannico Hoon: aspra resistenza a Umm Qasr Scambio di colpi a nord, intorno a Kirkuk
KUWAIT CITY – Mentre le truppe alleate avanzano rapidamente verso Bagdad, incontrando poca resistenza, si moltiplicano le diserzioni dei soldati iracheni. Una trentina di militari di Bagdad si sono arresi ai marines americani giunti ormai alla periferia del porto chiave di Umm Qasr, presso la frontiera con il Kuwait. Immagini televisive trasmesse dal network Bbc hanno mostrato numerosi iracheni, dalll’espressione demoralizzata, probabilmente soldati anche se indossavano in apparenza abiti civili, consegnarsi agli avversari lungo una strada; in un’altra se ne vedeva uno sventolare bandiera bianca mentre un marine gli ingiungeva di deporre le armi. read more

La conferma da fonti militari americane

Morto un marine, primo caduto Usa in azione
Secondo la Cnn il militare è rimasto ucciso «sulla linea del fuoco» durante gli scontri nel Sud dell’Iraq
DOHA (Qatar) – Un marine americano è stato ucciso in un combattimento in Iraq. Lo hanno confermato, dopo l’annuncio che era stato dato dalle reti tv americane, fonti militari Usa al comando alleato in Qatar. La Cnn non ha dato altri particolari, limitandosi a annunciare che il marine è stato ucciso «sulla linea del fuoco». Si tratta del primo caduto americano in combattimento, mentre la scorsa notte erano deceduti otto britannici e quattro americani in un incidente con un elicottero in Kuwait. Secondo la Msnbc il militare, della Prima forza di spedizione, sarebbe stato colpito dal fuoco iracheno nei pressi dei campi petroliferi di Rumaila, nel Sud dell’Iraq.
21 marzo 2003 read more

Avanzata senza scontri. Gli Usa: defezioni tra le file irachene

Truppe Usa-GB vicine a Bassora. Attacco a Nord
I soldati della coalizione conquistano due località a sud del Paese e attaccano Mosul, città strategica settentrionale

BAGDAD – Le forze angloamericane avanzano all’interno dell’Iraq – a sud e a nord – senza dover fronteggiare particolari resistenze. Truppe statunitensi e britanniche hanno infatti già raggiunto e conquistato una posizione strategica nella parte meridionale del Paese prendendo il controllo di due città-chiave. Dopo essere entrati in territorio iracheno procedono nel deserto a una velocità di 40-50 chilometri all’ora, come documentato in tempo reale dalle telecamere della rete televisiva Cnn. Non è tutto: secondo l’emittente televisiva Al Jazeera hanno sferrato anche un attacco a Mosul, ultima grande città prima della zona settentrionale curda, a un centinaio di chilometri dal confine con la Turchia. Così, dopo due giorni di guerra, la Coalizione è praticamente alle porte di Bassora da dove, nella notte, sono state udite forti esplosioni che testimoni oculari dicono essersi verificate a una cinquantina di chilometri dalla città. Probabilmente sono le avanguardie dei bombardamenti mirati a distruggere le mine e le protezioni messe in atto dagli iracheni per rallentare l’invasione. read more

Un’azione mirata a colpire il leader apre il conflitto

Missili Cruise su Bagdad per colpire Saddam
Alle 3,33, un’ora e mezza dopo la scadenza dell’ultimatum, esplosioni nella capitale irachena: è cominciato l’attacco
BAGDAD – Alle 3,33 ora italiana è cominciato l’attacco all’Iraq. Dopo la scadenza dell’ultimatum, alle 2 di notte, il presidente Bush ha firmato i piani operativi. A quel punto tempi e modi dell’offensiva sono passati nelle mani dei militari. Dal Pentagono filtravano ipotesi di un attacco non immediato ma entro 24-48 ore dalla scadenza dell’ultimatum. Invece le bombe su Bagdad sono cominciate a cadere un’ora e mezza dopo la scadenza dell’ultimatum, quando era quasi l’alba. read more

Parlamento approva: sì all’uso delle basi italiane

La linea del governo ha raccolto alla Camera 304 voti a favore mentre i contrari sono stati 246. Al Senato 159 sì e 124 no
ROMA – L’aula della Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sulla crisi irachena che concede basi e spazio aereo italiano alle forze militari Usa. I voti a favore sono stati 304, i no 246. Due gli astenuti. Brevissimo il testo del documento: «La Camera, udite le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, le approva». Il premier aveva parlato in mattinata sulla situazione della crisi e, dopo il voto, si è dichiarato soddisfatto. read more