Tirolo: multati 7.500 automobilisti che usano intelligentemente il navigatore satellitare

Il Tirolo è contro l'uso dei navigatori satellitari

Sono stati ben 7.500 gli automobilisti che nello scorso weekend hanno “osato” utilizzare il cervello, anziché percorrere strade ad alto traffico. Si, perchè come avevamo già scritto, se avete intenzione di viaggiare in Austria e usate Waze o Google Maps per evitare di rimanere imbottigliati nel traffico delle autostrade, sappiate che è tutto inutile perchè non potrete uscire e prendere una strada statale o locale.


La discutibile decisione è stata presa in Tirolo, dove sull’asse del Brennero sono scattati quelli che putroppo l’Ansa chiama divieti “anti furbetti del navigatore“. Una definizione davvero infelice, anche se non sappiamo chi l’abbia coniata, perchè usare il navigatore è chiaramente tutto tranne che da “furbetti“.

Il divieto vuole colpire in maniera chiara e precisa i turisti che per evitare le code in autostrada utilizzano, in maniera assolutamente lecita, le strade secondarie. Una cosa che agli austriaci non sembra proprio piacere, per questo motivo sono stati previsti anche “semafori di dosaggio”, per limitare l’accesso in alcuni comuni in caso di traffico sostenuto.

Navigatore satellitare o semplice mappa stradale su carta, le autorità non hanno intenzione di permettere l’utilizzo delle proprie strade. La polizia locale ha fermato quanti uscivano dall’autostrada, imponendo un’inversione a U col conseguente ritorno alle strade principali, ed in alcuni casi cominando contravvenzioni fino a 60 euro.

No, non si tratta di una situazione invernale, che potrebbe avere senso per evitare il traffico su strade magari meno soggette a manutenzione durante l’inverno. Il problema era già stato posto a Giugno, quando il governatore del Tirolo Günther Platter aveva bloccato il traffico extra autostradale a causa dei navigatori di moderna generazione che propongono in tempo reale percorsi alternativi.

Ci fu una reazione dei politici tedeschi, con quelli della Baviera particolarmente indignati, ma quasi nulla da parte degli italiani, i più danneggiati da questo provvedimento. Perchè se l’Austria decide di bloccare il traffico estivo di chi dal nord Europa scende a Sud, è chiaro che la destinazione è proprio il nostro Paese.

Al momento bocche cucite da parte dell’Unione Europea, che al momento pare non essersi espressa in quello che viene visto come un vero e proprio sopruso da parte del Tirolo nei confronti degli automobilisti europei. Con buona pace della famosa “libera circolazione”.

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Auto elettriche nel mondo: quali sono i Paesi più avanti

Stazioni di ricarica elettrica nel mondo

Quali sono i Paesi più avanzati nel mondo per quanto riguarda l’auto elettrica? Uno studio di VisualCapitalist ci fornisce un quadro interessante.


A livello di penetrazione del mercato è evidente la prima posizione della Norvegia. Un discorso particolare, perché come abbiamo già detto in passato gli incentivi norvegesi si basano buona parte sull’esportazione di petrolio. Quindi se il resto del mondo smettesse di utilizzare benzina e gasolio, probabilmente il virtuosismo norvegese si arresterebbe di colpo.

Detto questo, rimane il dato di fatto che la penetrazione nel mercato delle auto elettriche sembra essere inversamente proporzionale alla popolazione ed ai km di strade disponibili. Più le nazioni sono piccole ed il numero di strade disponibili minori, più è facile per l’elettrico prendere piede.

Discorso a parte per la Cina, che da sempre vede l’elettrico come sistema per combattere l’inquinamento delle città, e che ha investito molto anche nelle stazioni di ricarica. C’è un secondo fine ovviamente, perchè l’elettrico viene visto come mezzo per ottenere una leadership tecnologica ed economica. Qualcosa di simile deve averlo pensato Erdogan, del quale abbiamo parlato proprio ieri a proposito dell’auto elettrica di Stato turca. La TOGG potrà far entrare la Turchia in queste classifiche?

Ma attenzione, perchè la tabella qui sopra include anche le vetture ibride plug-in, ovvero le ibride che hanno la possibilità di caricare la propria batteria tramite presa elettrica. Il che ci fa capire come, nonostante i grandi proclami, le elettriche e le ibride plug-in non siano ancora riuscite a sfondare nei principali mercati europei. La percentuale che si attesterebbe tra il 2% ed il 2,5% è un indice di non gradimento importante, e che non va preso sotto gamba.

Un dato ancora più netto per quanto riguarda l’Italia, considerando che nello scorso Novembre le elettriche e le ibride plug-in hanno rappresentato rispettivamente lo 0,5% e lo 0,3% del mercato. Prezzi alti e scarsa autonomia: questi gli argomenti per i quali le auto elettriche non vengono prese in considerazione al momento dell’acquisto. Non solo, perchè accanto a questi si aggiunge la scarsità di stazioni di ricarica pubbliche rispetto alle pompe di benzina e gasolio, e non ultimo un sistema di prezzi dell’energia decisamente bizantino che non permette una facile lettura del conto dell’elettricità.

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TOGG: l’auto elettrica turca presentata e testata da Erdogan [Video]

TOGG Erdogan

TOGG: si, l’industria automobilista è un importante volano per l’economia di un Paese. Non solo finanza, ma tanta sostanza. E’ questo il messaggio che sembra lanciare Erdogan alla presentazione della prima auto elettrica completamente turca.


“Stiamo assistendo a una giornata storica: realizziamo oggi un sogno durato 60 anni. So che il nostro popolo aspetta con impazienza il giorno in cui potrà possedere questa automobile.” Queste le parole di Erdogan, a dimostrazione che l’automobile rappresenta più di un mezzo di trasporto quando c’è in ballo l’orgoglio di poter mostrare i passi avanti compiuti in ambito tecnologico. Ed è proprio Erdogan in persona a provare per primo la TOGG, come possiamo vedere nel video qui sotto:

Sappiamo che TOGG significa Türkiye’nin Otomobili Girişim Grubu ovvero qualcosa di simile a Gruppo Imprenditoriale Automobilistico Turco. Si tratta di una joint venture tra Anadolu Group, BMC Turkey, Kök Group, Turkcell e Zorlu Holding sotto l’ombrello istituzionale TOBB, ovvero l’unione delle camere di commercio turche.

Investimenti importanti: l’impianto di produzione di TOGG avrà un costo 3,7 miliardi di dollari e sarà costruito nella provincia di Bursa, con previsione di fine lavori entro il 2021. La produzione della TOGG inizierà l’anno successivo e per il 2022 dovrebbero già essere in commercio i primi modelli che, secondo fonti turche, portano in dote design Pininfarina.

I programmi sono ambiziosi: i media locali parlando di 175.000 automobili elettriche all’anno. Buona parte verrebbe ovviamente acquistata dallo Stato e dalle amministrazioni locali, come dovrebbe avvenire in ogni Paese che intende sostenere la propria economia anziché quelle altrui, mentre non è da sottovalutare l’orgoglio dei turchi, che potrebbero assorbire un’altra quota di produzione. Il resto? In Europa, complice un costo della manodopera basso e che potrebbe portare ad un prezzo di listino decisamente “competitivo”.

La Turchia è pronta all’invasione, con le proprie auto elettriche.

 

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Tirolo contro i navigatori satellitari intelligenti: dovete rimanere imbottigliati in autostrada.

Il Tirolo è contro l'uso dei navigatori satellitari

No, non è uno scherzo o una fake news. Se avete intenzione di viaggiare in Austria e usate Waze o Google Maps per evitare di rimanere imbottigliati nel traffico delle autostrade, sappiate che è tutto inutile perchè non potrete uscire e prendere una strada statale o locale.

La discutibile decisione è stata presa in Tirolo, dove da questo week-end sull’asse del Brennero scatteranno quelli che Ansa chiama divieti “anti furbetti del navigatore“. Una definizione davvero infelice, anche se non sappiamo chi l’abbia coniata, perchè usare il navigatore è chiaramente tutto tranne che da “furbetti“.

Il divieto vuole colpire in maniera chiara e precisa i turisti che per evitare le code in autostrada andrebbero, secondo le autorità locali, ad intasare le strade secondarie.  Non solo: sono stati previsti anche “semafori di dosaggio”, per limitare l’accesso in alcuni comuni in caso di traffico sostenuto.

No, non si tratta di una situazione invernale, per evitare il traffico su strade magari meno soggette a manutenzione durante l’inverno. Il problema era già stato posto a Giugno, quando il governatore del Tirolo Günther Platter aveva bloccato il traffico extra autostradale a causa dei navigatori di moderna generazione che propongono in tempo reale percorsi alternativi.

Ci fu una reazione dei politici tedeschi, con quelli della Baviera particolarmente indignati, ma quasi nulla da parte degli italiani, i più danneggiati da questo provvedimento. Perchè se l’Austria decide di bloccare il traffico estivo di chi dal nord Europa scende a Sud, è chiaro che la destinazione è proprio il nostro Paese.

Al momento bocche cucite da parte dell’Unione Europea, che al momento pare non essersi espressa in quello che viene visto come un vero e proprio sopruso da parte del Tirolo nei confronti degli automobilisti europei. Con buona pace della famosa “libera circolazione”.

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Kia e-Soul: recensione della Kia elettrica [Test Drive]

Kia e-Soul elettrica

Kia e-Soul Elettrica 2019: ho provato l’auto che non ha mezze misure: o piace o non piace. A me è piace, perchè è poco convenzionale, con questa forma particolare ed i nuovi fari a led integrati nel frontale al pannello con sportello di ricarica posizionato sul lato guidatore.

 

Kia e-Soul 2019: me la consigli?

Visti i prezzi e le oggettive difficoltà di ricarica, dividiamo il mondo in due. Visti i prezzi delle auto elettriche, se siete privati e avete la possibilità di avere una seconda o terza o quarta vettura, perchè no? La e-Soul è un’automobile “vera”, maneggevole e divertente da guidare. Ovviamente dovete avere anche uno spazio privato dove poterla ricaricare, perchè affidarsi alle sole colonnine non è possibile. Se invece siete una azienda che ha a disposizione un parcheggio privato, e magari ha già installato i pannelli fotovoltaici potrebbe essere un modo razionale per abbassare i costi di trasporto. Nonostante goda degli incentivi statali ecobonus, visto il costo, l’autonomia e la scarsa capillarità delle colonnine di ricarica, non posso consigliarla come l’unica automobile di famiglia.

 

Kia e-Soul 2019: com’è

Rispetto modello precedente, le superfici vetrate si assottigliano verso la parte posteriore, dove c’è un piccolo montante a forma di pinna. Simpatico il portellone dalle forme morbide con finiture in nero lucido. Salendo a bordo, non si può non notare il bel pannello infotainment centrale, inserito in una forma tondeggiante. La prima impressione è che tutto sia a portata di mano, compresi i vari pulsanti e comandi dall’aspetto intuitivo. Buoni i materiali così come la qualità percepita: questa Soul elettrica ispira fiducia.

Kia e-Soul 2019: la guida elettrica

Dopo aver innestato la D del cambio automatico tramite il rotellone che sostituisce la classica leva, premo sull’acceleratore e come sempre sulle auto elettriche inizio la mia marcia silenziosa senza alcuna vibrazione o suono. Sotto al cofano ci sono più di 200 CV, ma questi si sentono invece in fase di accelerazione. Il primo effetto è stile “filobus” con riprese brusche e frenate secche. Mi ci vuole un po’ ad abituarmi alla guida, ma nel giro di poco riesco a prendere le misure e ad essere all’altezza della situazione.
Il passo successivo è regolare il livello di ricarica in frenata. Dietro al volante ci sono le due palette che solitamente sono utilizzate per i comandi manuali del cambio automatico. E’ quindi possibile aumentare la quantità di energia recuperabile in frenata secondo quattro livelli, passando da una guida scattante ad una decisamente più tranquilla. C’è anche il programma automatico, che sceglie la modalità più adatta in ogni circostanza grazie ad un radar installato sul frontale.

Uscendo dalla città e salendo in collina, aziono la modalità sport e inizio a divertirmi perchè appena tocco l’acceleratore ho immediatamente tutta la potenza disponibile. Ovviamente c’è da stare attenti, perché con un motore così silenzioso è davvero facile farsi prendere la mano. Sarà pure boxy, ma questa e-Soul elettrica potrebbe essere tranquillamente scambiata per una sportiva. Buona tenuta di strada così come il livello di frenata, con uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 7,9 secondi.
In autostrada non c’è il rumore del motore in sottofondo, ma il rotolamento e i fruscii a si percepiscono comunque. Uso l’head up display per controllare le indicazioni del navigatore e la velocità del veicolo. L’impianto audio Harman Kardon ha un bel suono pulito con bassi corposi, anche ad un volume non troppo elevato.

Kia e-Soul 2019: autonomia reale

Prima di spremere a fondo la Soul Elettrica, devo tenere conto che l’autonomia massima di 452 km nella versione long-range con batterie da 64 kWh è sempre da considerare come massima, seppur di tutto rispetto, e lo stesso discorso vale per la versione mid-range da 39,2 kWh, con un’autonomia di 276 km e un motore da 136 CV.

Difficile dire se sia tanto o poco. Come al solito dipende dall’uso che se ne fa, perché per qualcuno sicuramente non sarà sufficiente, ma per chi è abituato al tragitto casa lavoro, con deviazione serale per l’aperitivo, dovrebbe essere più che sufficiente.

A proposito di ricarica, la e-Soul è dotata di sistema Combined Charging System (CCS) che consente di accorciarne i tempi. Si passa dal 20% all’80% della capacità in soli 42 minuti, utilizzando un sistema fast-charger da 100 kW.

Attenzione, perchè la Kia e-Soul non è la sola proposta della casa coreana: c’è anche il modello e-Niro, il primo crossover completamente elettrico con autonomia di 455 km. C’è inoltre da dire che Kia non si tira indietro quando si parla di elettrico, proponendo l’ormai classica garanzia Kia di 7 anni e 150 mila km. Importante in questo caso, perchè anche il motore elettrico ma soprattutto il pacco batteria.

 

Kia e-Soul: pro e contro

Ecco alcuni aspetti emersi nel corso della nostra prova, riassunti in estrema sintesi:


 

 

 

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Regali di Natale intelligenti: Trackting l’antifurto GPS senza canone per auto e moto

SMART ALARM by Trackting

Se siete alla ricerca di un regalo di Natale intelligente, utile ed importante, Smart Alarm by Trackting, l’antifurto GPS senza canone, fa al caso vostro. Si può usare sulle moto come sulle auto, anche d’epoca, e non solo. Trackting è l’unico antifurto al mondo dotato di intelligenza artificiale, senza canone mensile, con batteria ricaricabile interna che dura fino a 6 mesi, sempre attivo e in grado di tracciare il veicolo rubato con la massima precisione e tempestività.

Cosa importante è che non si tratta di una delle solite “cinesate”: Smart Alarm by Trackting è al 100% made in Italy, grazie al progetto di Claudio Carnevali, CEO e fondatore della start-up tecnologica.


Come funziona Smart Alarm by Trackting

Smart Alarm by Trackting sfrutta intelligentemente i consumi di batteria, per assicurare una lunghissima autonomia pur proteggendo la moto H24, 365 giorni all’anno, senza pagare mai alcun canone.

Grazie all’apposito Tag wireless nel portachiavi con codice univoco crittografato, l’antifurto entra in funzione automaticamente non appena il proprietario si allontana dalla sua moto o dalla sua auto. Se poi il veicolo viene spostato in sua assenza, tramite l’App mobile per iPhone e Android, Smart Alarm di Trackting invia immediatamente l’allarme, “tracciando” in tempo reale la posizione del mezzo su una mappa e calcolandone direzione e velocità. Il rischio di falsi allarmi è zero: l’altissima precisione del sensore GPS (fino a 5 metri) garantisce la massima affidabilità.

La eSIM integrata, in dotazione gratuitamente, non richiede alcun canone mensile e si connette in automatico al miglior operatore disponibile al momento sulla rete cellulare, garantendo una copertura totale in 39 Paesi d’Europa.

Dove si installa Smart Alarm by Trackting

Installazione e manutenzione di Smart Alarm by Trackting sono pratiche e intuitive tanto quanto il suo funzionamento. Invisibile e leggero, l’antifurto è custodito in un piccolo case “anonimo”, che può essere facilmente nascosto nel sottosella, nel bauletto, o nell’abitacolo. Per caricare la batteria è sufficiente collegarlo a un comune power-bank senza doverlo rimuovere.

Anche in caso di normale utilizzo, Smart Alarm è un aiuto in più per ricordare dove si è parcheggiata la moto o ogni altro mezzo, grazie alle funzioni della App. Il tutto nel più assoluto rispetto della privacy perché il codice personale dell’utente è univoco e crittografato. Chi ha diversi mezzi da proteggere, poi, non è costretto a dotare ciascuno di un dispositivo, ma può facilmente spostare sempre lo stesso su ciò che desidera, all’occorrenza.

L’antifurto di Trackting è smart non solo per la tecnologia ma anche per il prezzo, che lo rende estremamente accessibile. La versione con copertura sul territorio europeo è disponibile su Amazon con spedizione Prime.

Smart Alarm risolve due aspetti fondamentali: riesce a fornire un’autonomia così lunga da potersene quasi dimenticare e la libertà dal canone mensile. Sono queste caratteristiche il vero punto di svolta, ciò che differenzia questo prodotto da tutti gli altri antifurti della stessa fascia attualmente in commercio, spesso dalla discutibile qualità in termini di durata e precisione, perchè realizzati a basso costo all’estero .

I prodotti a marchio Trackting sono il frutto di una sorta di artigianato digitale: una cura quasi maniacale del prodotto sotto ogni aspetto, dal pezzo finito alle componenti esperienziali. Con un semplice click, ad esempio, parte la chiamata alla polizia, oppure si visualizza in tempo reale sulle mappe la posizione del veicolo o, ancora, la si condivide con i propri contatti tramite WhatsApp o social network.

 

SCHEDA TECNICA SMART ALARM BY TRACKTING

  • GPS: Modulo U-blox con antenna attiva ad alta sensibilità (precisione max 5 metri)
  • Sensore di movimento: Accelerometro MEMS triassiale
  • Connessione: eSIM integrata multioperatore (Italia/Europa)
  • Durata Batteria: fino a 6 mesi in standby
  • Ricarica batteria tramite connettore micro USB standard
  • Dimensioni: 80x60x30mm (circa come un pacchetto di sigarette)
  • Peso: 50 grammi
  • Tag Wireless per portachiave (batteria inclusa CR2032) Resistente all’acqua IP41
  • Requisiti: Compatibile con iPhone (>iOS11) e Android (>6)
  • Garanzia 2 anni
  • Progettato e prodotto in Italia

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Mazda 2 2020: prezzo e disponibilità dei nuovi motori M-Hybrid a benzina

Mazda 2 2020

Mazda 2 2020 arriva sul mercato con importanti aggiornamenti e con nuovi motori ibridi dotatei di tecnologia M Hybrid. Invariata nella dimensioni, Mazda2 2020 è stata oggetto di un rivisitazione estetica che accentuasse il family feeling con la Mazda 3 e la CX-30.

La piccola ammiraglia presenta una nuova griglia anteriore a nido d’ape, paraurti anteriori e posteriori di nuovo disegno, proiettori a LED di serie su tutte le versioni e il sistema di frenata automatico di emergenza in città con rilevamento dei pedoni anche di notte.

>>> Listino completo ed aggiornato di Mazda 2

MOTORI

Sotto al cofano ci saranno solo motori a benzina, gli Skyactiv-G da 75 e 90 CV mild hybrid. Si potrà scegliere tra cambio manuale a 6 marce oppure il automatico a sei marce. Rivista la taratura delle sospensioni è stata aggiornata per ridurre le vibrazioni durante la marcia, mentre la versione del G-Vectoring Control è stata rivista allo scopo di avere più maneggevolezza. Sul fronte sicurezza ci sarà il Lane Keeping Assist oltre al riconoscimento automatico dei segnali stradali ed alla telecamera a 360°.

INTERNI

Gli interni sono realizzati materiali e combinazioni di colori. Spiccano le nuove tonalità interne in nero e marrone per la versione Evolve, mentre per la versione Exceed troviamo rivestimenti nero/Blue Navy. In nuovo allestimento top di gamma Exclusive si caratterizza invece per i rivestimenti in pelle con tonalità scura o chiara a scelta, entrambi impreziositi da finiture in tessuto scamosciato Granlux. L’infotainment sarà compatibile Apple Carplay ed Android Auto.

Il livello di emissioni di CO2 della Mazda2 2020 è infatti di soli 94 g/km mentre il consumo medio è di 4.1l/100 Km (dato NEDC correlato) per entrambi i livelli di potenza, valori che pongono la piccola giapponese ai vertici della categoria e le fanno godere degli incentivi locali previsti per i veicoli ibridi.

PREZZO E DISPONIBILITA’

La Mazda2 2020 arriverà negli showroom del marchio a partire da metà gennaio 2020 con un listino che partirà dai 17.800 Euro previsti per la versione Evolve sia con motore da 75 CV sia da 90 CV fino ad arrivare ai 22.550 Euro della versione Esclusive da 90 CV.

 

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Multa per divieto di sosta, in emergenza: svizzeri contro austriaci.

divieto di sosta

Multa per divieto di sosta: avete letto la notizia di ieri per la quale le auto svizzere sono le più multate a Milano? Questa volta il divieto di sosta era in Austria, e per una volta gli italiani non c’entrano. La querelle di questi giorni vede infatti da una parte gli svizzeri, dall’altra gli austriaci.


Tutto nasce da una sosta di emergenza causa nausea, effettuata da una donna svizzera insieme alla figlia di 3 anni a Dornbirn, una città austriaca di quasi 50.000 abitanti. Come riporta la testata Ticino Online, madre e figlia in viaggio si erano fermate nel primo posteggio disponibile, ed insieme a loro si era fermata anche un’amica che le seguiva su un’altra vettura. Dopo qualche minuto è comparsa sulla scena una signora che si è messa a scattare alcune fotografie, per poi allontanarsi.

Dopo qualche tempo le stesse immagini sono state recapitate insieme alla lettera di un avvocato austriaco, il quale intimava ad entrambe di pagare 200 euro per parcheggio abusivo. La spiegazione della sosta per emergenza non ha impietosito gli austriaci fermi nelle loro posizioni, con la stessa inflessibilità e precisione utilizzata dai civilissimi svizzeri. Risultato? Multa per divieto di sosta pagata ma, questo è il bello, è stata rimborsata dall’assicurazione.

La vicenda presenti alcuni punti poco chiari, come il rimborso assicurativo o la richiesta del pagamento di un parcheggio da parte di un avvocato anziché da una autorità di polizia o giudiziaria. Da quello che possiamo intuire, è possibile quanto messo in atto dal Comune di Milano poteva essere risolto con una semplice lettera di un avvocato…

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Svizzeri, francesi e tedeschi in testa nelle multe a Milano e la metà di loro non paga.

Davvero interessante il podio della classifica degli automobilisti più indisciplinati rilasciata dal Comune di Milano. In testa ci sono gli svizzeri, che forse per la vicinanza geografica potrebbero essere i più numerosi in città.


Sono state ben 26.377 le infrazioni al Codice della Strada commesse su auto con targa svizzera, seguono i tedeschi con 12.357 infrazioni ed i francesi con 9.580. Ma ci sono anche ben 9.146 statunitensi e 5.196 spagnoli.  Si tratta per lo più di violazioni per il mancato rispetto delle zone a traffico limitato e delle corsie riservate, superamento dei limiti di velocità e  divieti di sosta. E, come ormai da tradizione, meno della meno delle metà dei verbali notificati in queste civilissime quanto solerti nazioni vengono pagati.

Non si tratta solo di “reciprocità” o di “giustizia”, ma di un mare di soldi che dovrebbero arrivare ma non arrivano. Basti pensare che nel 2017, l’importo importo totale incassato è stato di 4.550.957 euro e nel 2018 5.419.761 euro, ma si tratta del 46,8% sul totale, ovvero quasi 11 milioni di euro.

Potrebbe cambiare tutto a partire dal 20 Giugno 2020, quando scadrà il contratto attuale per la gestione del servizio di riscossione delle multe all’estero. Il Comune di Milano ha infatti approvato le linee guida della gara europea per l’affidamento del servizio di notifica e riscossione dei verbali. Il colpo di grazia al “non pago” dovrebbe finalmente prevedere  l’individuazione del proprietario del veicolo, con il conseguente invio del verbale sia in lingua italiana sia nella lingua del luogo di notifica, nonché dell’ordinanza-ingiunzione prefettizia bilingue.

Ci voleva molto fare come fanno gli altri Paesi? Pare di si, e la modalità di riscossione delle multe messa in atto dal Comune di Milano viene vissuta come fosse un traguardo, quando dovrebbe invece essere la normalità. A quanto pare la burocrazia e la giurisprudenza impediscono la riscossione forzata: se è vero che i verbali contestati vengono spediti a casa del trasgressore entro 360 giorni, l’ingiunzione di pagamento cade spesso nel vuoto. Provate a fare una cosa del genere con una multa presa nella civilissima Svizzera, e vediamo cosa succede…

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Scout Speed: cos’è e perchè le multe possono essere annullate

scout speed

Lo Scout Speed è un rilevatore di velocità posto all’interno di un’auto della polizia, all’altezza dello specchietto retrovisore sul parabrezza. Lo Scout Speed rileva la velocità delle auto che circolano nello stesso senso ma anche anche nel senso di marcia inverso, sia di giorno sia di notte, grazie agli infrarossi.


La base giuridica sul funzionamento dello Scout Speed era la non obbligatorietà della segnalazione preventiva, quindi poteva non esserci il cartello di avvertimento del controllo elettronico della velocità. Parliamo al passato perché tutto potrebbe essere ribaltato dalla recente sentenza emessa dal Giudice di Pace del Tribunale di Teramo.

A seguito dei ricorsi, arrivati nel frattempo a circa 300, il Giudice di Pace ha ritenuto di annullare 27 verbali, proprio per l’omesso impiego di adeguati cartelli di presegnalazione del rilevamento della velocità tramite apparecchiature elettroniche, e l’omessa indicazione nel verbale della distanza tra il segnale stradale di avviso e le apparecchiature di controllo della velocità.

Come riporta Il Centro, nella motivazione si legge che “dalle riproduzioni fotografiche prodotte in atti dall’amministrazione si rivelano segnali stradali generici di controllo della velocità, comunque privi di certezza sia in riferimento al luogo dell’accertamento effettuato, sia in riferimento alla distanza dall’apparecchiatura di controllo. Anzi le foto che riproducono il veicolo oggetto di accertamento dimostrano senza dubbio che il medesimo transitava a brevissima distanza dall’apparecchiatura di controllo“.

E’ stata infatti la Cassazione ad aver stabilito che debba essere data “idonea informazione dell’installazione e conseguente utilizzazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità“. Il Codice della Strada prevede invece che le postazioni di controllo debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili e che i segnali preventivi debbano essere installati con adeguato anticipo.

Ma adesso arriva anche la notizia più particolare, che la dice lunga come le leggi italiani possano arrotarsi su di loro. E’ infatti partita un’inchiesta penale sull’attività Speed Scout, che è stata affidata alla Polstrada.

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